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Angri il paradosso della politica: voto vicino, lontano il confronto delle idee

Il confronto politico lascia spazio alla propaganda emotiva, mentre idee e progetti amministrativi faticano a emergere pubblicamente.

Verso il ballottaggio. Tra accuse, fake news e campagne di delegittimazione, il dibattito pubblico sembra smarrire programmi e visioni per il futuro della città

Il paradosso del dibattito pubblico

Non si sta vivendo soltanto a una campagna elettorale. Si vive un paradosso democratico per antonomasia: più si avvicina il voto, più si allontana la politica. Il giorno del ballottaggio è ormai prossimo, vicino. Eppure quello che sembra allontanarsi è il confronto sui problemi reali e i bisogni della città. È questo il paradosso più evidente che caratterizza questa campagna elettorale ad Angri: mentre i cittadini avrebbero la necessità di conoscere programmi, progetti e visioni amministrative, il dibattito appare spesso dominato da polemiche, sospetti, insinuazioni e campagne di delegittimazione personale.

La politica prende i connotati in una competizione dove l’attenzione pare contare più dei contenuti e dove la capacità di generare assolutamente il “rumore mediatico” prevalere sulla qualità delle proposte. Un fenomeno che porta a un secondo paradosso: più informazioni circolano, meno conoscenza si produce.

La macchina del fango e il consenso emotivo

Nelle piazze virtuali dei social network e nelle conversazioni quotidiane trovano spazio zuffe digitali, ricostruzioni parziali, notizie non sempre verificate e narrazioni costruite per suscitare reazioni immediate. In questo contesto la cosiddetta “macchina del fango” diventa spesso più efficace di un programma elettorale articolato. Non conta tanto la forza di un progetto quanto la capacità di orientare emozioni, paure e risentimenti. Il confronto umano, quello amministrativo lascia il posto alla ricerca del consenso istintivo, rivolgendosi alle reazioni più immediate dell’elettorato anziché alla pura riflessione critica.

Le lezioni della sociologia delle masse

Il fenomeno è alquanto rodato e di protocollo nelle strategie dei media manager. Il sociologo e psicologo Gustave Le Bon sosteneva che nelle dinamiche collettive la folla tende a lasciarsi guidare più dall’emozione che dal ragionamento. L’appello ai sentimenti immediati è spesso più efficace di un’argomentazione complessa e documentata che richiede sforzo intellettivo.

Anche il filosofo José Ortega y Gasset, nella sua riflessione sull’uomo-massa, metteva in guardia contro il rischio di una società in cui slogan e semplificazioni sostituiscono il pensiero critico. Quando ciò accade, la quantità delle opinioni prevale sulla qualità del dibattito. Verificato.

Una sfida per la democrazia locale

La vera sfida per Angri oggi non riguarda soltanto la scelta del prossimo sindaco o della futura amministrazione, ma anche alla qualità del confronto democratico. Una campagna elettorale che rinuncia alle idee per affidarsi esclusivamente all’attacco personale rischia infatti di impoverire umanamente.

Sembra paradossale ma più cresce la comunicazione politica, meno si parla di politica. Resta forte il rischio che il confronto sui problemi della città finisca in secondo piano rispetto al rumore delle polemiche. Una democrazia matura, invece, dovrebbe misurarsi sulle proposte e non sulle dicerie, sui progetti e non sulle insinuazioni. Ma questa è un’altra storia che si consuma in un mondo parallelo.

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Luciano Verdoliva
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