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Angri. Il sabato del silenzio e della responsabilità

Angri. Nel giorno del silenzio elettorale si riflette sul futuro della città e sulla responsabilità del voto consapevole.

Ultime ore prima del voto decisivo. Tra riflessione, senso civico e futuro della città, la scelta passa ai cittadini.

Il tempo della riflessione

Angri. Questo è il sabato del silenzio. Quello che dovrebbe portare alla riflessione, lenire livore e boria. Questo è l’ultimo sabato del ciclo del sindaco Cosimo Ferraioli. Lunedì dalle urne uscirà il nuovo primo cittadino: sarà una questione “familiare” tra Alfonso Scoppa e Pasquale Mauri, che, in ordine genealogico, sono nipote e zio.

Una circostanza che richiama, almeno simbolicamente, la Genealogia della morale di Nietzsche, dove il grande filosofo tedesco invita a guardare oltre le apparenze e le appartenenze, interrogandosi sulle origini dei valori e delle scelte. Anche qui la genealogia non è soltanto un fatto familiare, ma diventa metafora di una contrapposizione che attraversa idee, sensibilità e visioni della città. Alla fine, però, il legame di sangue resta sullo sfondo: saranno i cittadini a decidere quale prospettiva affidare al futuro.

La scelta degli elettori

La città ritorna dunque alle urne, anestetizzata dalle parole e, soprattutto, dalle prospettive future, per usare un eufemismo. Gentilezza contrapposta a impulsività, ardore e voglia di vivere. Ma c’è anche dell’altro: aggregazioni sociali composta da vari ceti con idee e visioni differenti che, pur nella diversità, stanno insieme e fanno numeri.

Sono questi alcuni degli elementi che incideranno sulla decisione dove apporre la croce durante il breve stazionamento nella cabina elettorale. Chi va a votare investe la propria preferenza e, in un certo senso, lancia un’OPA di fiducia verso chi dovrebbe garantire vivibilità, sviluppo e buona amministrazione.

Il peso della responsabilità

Queste parole non vogliono essere né orientative né indicative. Vogliono essere soltanto un piccolo vademecum per chi si reca alle urne e deve compiere una scelta ponderata, senza poi lamentarsi trenta giorni dopo e per i successivi cinque anni. Accanto al voto responsabile bisogna assumersi anche la responsabilità di essere cittadini educati e civili, affinché non si ripetano le scene viste in questi anni: zuffe, delitti, strade degradate, insicurezza e tante altre criticità che non vale la pena elencare tutte, adesso.

Una speranza per il domani

Si confida particolarmente nella maturità di chi dovrà amministrare e, soprattutto, di chi dovrà collaborare con chi amministra: i cittadini. La crescita di un popolo si misura dalla sua civiltà e dal senso critico con cui compie le proprie scelte. È lì che si costruisce una città migliore, molto prima delle opere pubbliche e delle disattese promesse elettorali. Che domani possa essere davvero un giorno migliore.

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Luciano Verdoliva
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