Il ricordo A diciotto anni dalla sua scomparsa, il ricordo del comandante della Tenenza dei Carabinieri di Pagani resta vivo nella memoria del territorio.
Ci sono uomini che il tempo non riesce a portare via
Non abbiamo dimenticato Marco Pittoni.
In questi giorni la Festa dell’Arma ha ricordato l’alto contributo che i Carabinieri hanno offerto alla Nazione nel corso dei secoli. Ed è proprio nel tempo di questa ricorrenza che torna alla memoria il sacrificio del giovane comandante della Tenenza dei Carabinieri di Pagani, caduto diciotto anni fa nel tentativo di sventare una rapina all’ufficio postale di Corso Ettore Padovano.
Lo abbiamo voluto ricordare ai margini delle celebrazioni protocollari, quasi fosse ancora vivo tra noi. Un uomo che ha incarnato, fino all’estremo sacrificio, il senso del dovere, la sua forte dedizione allo Stato e il rispetto delle istituzioni.
Un esempio che continua a parlare ai giovani
Marco Pittoni resta un esempio di grandi virtù civili e morali. Dovrebbe essere un modello per i più giovani, troppo spesso lasciati soli nella selva della mancata conoscenza e della perdita dei riferimenti. La sua figura continua a rappresentare una sorta di stella polare, capace di indicare ancora oggi la direzione dell’impegno, della responsabilità e dell’alto senso del dovere. Valori che il tempo non consuma e che mantengono intatta la loro forza educativa.
Un ricordo che ritorna ogni anno
Ogni anno Marco torna idealmente tra noi. Lo fa attraverso la memoria, attraverso il racconto di chi lo ha conosciuto e attraverso il significato del suo gesto. La sua storia continua a indicarci le strade giuste da percorrere in una vita che non smette mai di metterci a dura prova, ricordandoci che il coraggio non è un concetto astratto ma una scelta concreta, spesso silenziosa.
Una memoria che non si spegne
Per questo il suo nome continua a vivere nella coscienza collettiva di un territorio che non ha mai smesso di ricordarlo.
Marco, non ti abbiamo mai dimenticato. E non lo faremo.













