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Ravello isolata come Positano, la Costiera torna a chiedere risposte

Dopo il caso di Montepertuso e Nocelle, un nuovo provvedimento riaccende il dibattito sulla gestione delle infrastrutture provinciali e sul rischio di isolamento dei comuni della Costiera Amalfitana.

Costiera Amalfitana, dopo Positano anche Ravello si scontra con i limiti della viabilità e della burocrazia

Dopo Positano, anche Ravello paga il prezzo della viabilità fragile

Prima Positano, oggi Ravello. Due realtà simbolo della Costiera Amalfitana accomunate dalle difficoltà legate alla gestione della rete viaria provinciale. Se a Positano una frana annunciata da tempo ha provocato per settimane l’isolamento di Montepertuso e Nocelle, nel pieno della stagione turistica, ora è Ravello a fare i conti con un provvedimento che rischia di compromettere i collegamenti con il resto della Costiera.

La vicenda ripropone un tema ormai ricorrente: quello di una rete infrastrutturale particolarmente fragile, sulla quale pesano procedure amministrative complesse, tempi lunghi e risorse economiche limitate. Una situazione che, soprattutto nei mesi estivi, può trasformarsi rapidamente in un’emergenza per cittadini, imprese e operatori turistici.

Mobilità e turismo al centro del confronto

Il provvedimento disposto dalla Provincia di Salerno interessa uno dei principali collegamenti della Città della Musica con la Statale Amalfitana, determinando pesanti limitazioni alla circolazione e ripercussioni dirette anche sul trasporto pubblico locale e sull’accessibilità del territorio. L’Amministrazione comunale ha già annunciato l’attivazione di un confronto istituzionale con Regione Campania e Provincia di Salerno, con l’obiettivo di individuare rapidamente una soluzione che consenta di garantire sicurezza e continuità dei collegamenti. Come già accaduto nel caso di Positano, cresce intanto la richiesta di una posizione comune da parte dei sindaci della Costiera Amalfitana, affinché le criticità infrastrutturali vengano affrontate con una programmazione efficace e con interventi tempestivi, evitando che i territori restino nuovamente ostaggio di ritardi burocratici e carenze strutturali.

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