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Scafati, roghi e conferimenti al centro dello scontro politico: opposizioni all’attacco

Ambiente. Il capogruppo del Partito Democratico Michele Grimaldi e il leader di Scafati Arancione Francesco Carotenuto chiedono maggiori controlli sul territorio. Il sindaco Pasquale Aliberti replica sulla questione droni.

Ambiente. Il capogruppo del Partito Democratico Michele Grimaldi e il leader di Scafati Arancione Francesco Carotenuto chiedono maggiori controlli sul territorio. Il sindaco Pasquale Aliberti replica sulla questione droni.

L’allarme delle opposizioni

Torna al centro del dibattito politico l’emergenza ambientale a Scafati, dove roghi di rifiuti, sversamenti abusivi e qualità dell’aria continuano ad alimentare le preoccupazioni. A rilanciare l’allarme è il capogruppo del Partito Democratico, Michele Grimaldi, che denuncia l’ennesima notte caratterizzata dal forte odore di plastica bruciata. Secondo il consigliere, con ogni probabilità si sarebbe trattato dell’incendio illecito dei teli plastici utilizzati nelle serre, pratica che consentirebbe di evitare i costi dello smaltimento. «Il purificatore d’aria ha registrato valori superiori a 200, ben oltre la soglia considerata accettabile», afferma Grimaldi, tornando a chiedere l’acquisto di droni dotati di termoscanner e di centraline per il monitoraggio della qualità dell’aria, proposte che, ricorda, il Partito Democratico presenta da tre anni in sede di approvazione del bilancio comunale.

Il capogruppo dem richiama inoltre l’attenzione sulle analisi Gori relative al 2024, già nella disponibilità del Comune, secondo le quali due industrie conserviere avrebbero scaricato nel fiume Sarno reflui con valori di Cod e Bod5 superiori ai limiti previsti.

La replica del sindaco

Sulla vicenda interviene anche Francesco Carotenuto, leader di Scafati Arancione, che accusa l’amministrazione comunale di privilegiare la comunicazione rispetto alla risoluzione delle criticità ambientali. Tra i temi sollevati figurano le difficoltà della raccolta differenziata, il proliferare dei roghi e l’assenza di strumenti come fototrappole, droni e controlli mirati sul territorio.

Nei giorni scorsi il sindaco Pasquale Aliberti ha risposto attraverso un video pubblicato sui social, definendo irrealistica l’ipotesi di acquistare un drone dal costo di circa cinquemila euro. Il primo cittadino ha spiegato che un sistema realmente efficace richiederebbe un investimento di circa 50 mila euro, oltre alla presenza di personale qualificato e autorizzato al suo utilizzo. Aliberti ha inoltre richiamato l’esperienza del Comune di Sant’Antonio Abate, aprendo alla possibilità di future collaborazioni tra enti per rafforzare il controllo del territorio e contrastare i fenomeni di illegalità ambientale.

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