Il consigliere di Scafati Arancione ricostruisce la vicenda dei lavori in via Alcide De Gasperi e richiama la sequenza degli atti adottati dal Comune dopo la sua interrogazione.
«Queste sarebbero le nostre “polemiche”? I fatti dicono altro». È la replica di Francesco Carotenuto, consigliere comunale di Scafati Arancione, sul caso dei ritardi e dei disagi legati ai lavori di via Alcide De Gasperi. Il consigliere mette in fila date e provvedimenti ufficiali per rivendicare il ruolo dell’opposizione e il controllo sull’operato dell’amministrazione.
La risposta del Comune dopo l’interrogazione
Il 14 luglio 2026 Carotenuto ha presentato un’interrogazione per chiedere chiarimenti sui ritardi e sui disagi che da tempo interessano via Alcide De Gasperi. A suo avviso, però, quella che viene definita da alcuni come semplice “polemica” sarebbe stata invece un’azione di controllo che ha portato l’amministrazione a intervenire. Il consigliere cita, in particolare, la risposta ufficiale ricevuta dal Comune, nella quale si legge: «A seguito della ricezione della Sua interrogazione, il Settore V – Lavori Pubblici e Manutenzione si è prontamente attivato».
Un passaggio che Carotenuto considera significativo perché, secondo la ricostruzione fornita, già il 15 luglio, appena un giorno dopo la presentazione dell’interrogazione, il Comune avrebbe inviato una formale diffida e richiesta di chiarimenti all’impresa esecutrice e alla Direzione Lavori.
La cronologia degli interventi
Nella ricostruzione del consigliere, la sequenza degli atti è precisa: 14 luglio, presentazione dell’interrogazione; 15 luglio, attivazione del Comune e diffida all’impresa; 22 luglio, contestazione formale delle giustificazioni fornite dall’impresa; 24 agosto, adozione dell’ordinanza sulla viabilità; 25 agosto, avvio delle nuove disposizioni. L’Ordinanza n. 176 del 24 agosto indica inoltre nel 18 settembre 2026 il termine per l’ultimazione dei lavori.
«Si chiama fare il proprio dovere»
Da qui la presa di posizione di Francesco Carotenuto, che respinge l’etichetta di “polemica” e rivendica il ruolo istituzionale dell’opposizione. «Questa non si chiama polemica. Si chiama controllo. Si chiama opposizione. Si chiama fare il proprio dovere di consigliere comunale», afferma. Per il consigliere, senza l’interrogazione presentata a luglio, il problema avrebbe potuto continuare a essere sottovalutato. «Se non avessimo sollevato formalmente il problema – sostiene – oggi qualcuno potrebbe ancora raccontare che andava tutto bene».
Carotenuto assicura quindi che Scafati Arancione continuerà a segnalare le criticità, chiedere risposte, verificare gli atti e sollecitare soluzioni. La conclusione mantiene il tono della polemica politica: «Se per qualcuno questo significa “fare polemica”, allora continueremo a fare “polemica” ogni volta che servirà a far muovere qualcosa nell’interesse dei cittadini».
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