ANGRI – C’è un passo lento, delicato, ossequioso e amorevole, che racchiude dodici anni di vita. È quello che il dottor Alfonso Pecoraro ha percorso l’altra sera lungo il viale dell’Ospedale Cardarelli di Napoli, prima di salutare definitivamente quello che, per lui, non è stato solo un luogo di lavoro.
“È il mio minimo dovuto a questo Ospedale. – spiega Pecoraro – Dodici anni fa, mettendo piede in questo posto, la sensazione fu quella di essere al cospetto di un Gigante. Col tempo, il Gigante diventò amico, poi famiglia, famiglia con cui non ho semplicemente condiviso il lavoro, ma anche momenti di vita. Famiglia che mi ha dato la possibilità di confrontarmi, imparare, condividere, di crescere, di vivere esperienze che porterò per sempre con me”.
Con queste parole, affidate a un post carico di emozione, il pneumologo angrese ha annunciato la sua nuova, prestigiosa nomina: lascerà il Cardarelli per assumere la Direzione della Pneumologia Interventistica dell’Ospedale Monaldi di Napoli.
“A breve inizierà per me un nuovo importante capitolo professionale – scrive ancora Pecoraro – Un nuovo tempo della mia vita dove non basterà il ‘saper fare’, ma dove la parte più difficile sarà salvaguardare il lavoro delle persone che saranno al mio fianco. È forse questa la parte più difficile e più importante del nuovo incarico: capire che, da oggi, le proprie decisioni non riguarderanno soltanto se stessi, ma anche il percorso, il lavoro e le aspettative degli altri”.
Un passaggio di grande responsabilità, che arriva come naturale coronamento di una carriera costruita sull’innovazione.
Pecoraro, 48 anni, angrese, laureato in Medicina e Chirurgia all’Università “Luigi Vanvitelli” di Napoli dove ha conseguito la specializzazione in Malattie dell’Apparato Respiratorio, ha recentemente completato la sua formazione con un Master in Management Sanitario, dopo quello in Pneumologia Interventistica nel 2014.
Dopo varie esperienze in Italia ed all’estero – ci tiene a sottolineare – il percorso professionale si completa negli anni tra il 2018 ed il 2022, periodo che ha visto alla guida della Pneumologia Interventistica del Cardarelli, uno dei migliori endoscopisti al mondo, il dr. Giuseppe Failla, attualmente Direttore dell’Ospedale Civico di Palermo. Un “sodalizio” tutto Italiano, soprattutto Meridionale. Il dr.Pecoraro, ha legato inoltre il suo nome a ben due primati assoluti per il Sud Italia. Il primo, realizzato con un’altra eccellenza angrese in équipe, il dr. Gianluigi Lauro, anestesista, è stata l’esecuzione per la prima volta nel Sud Italia della “Crio biopsia polmonare Transbronchiale”.
Una tecnica rivoluzionaria che “consente di ottenere campioni istologici anche da lesioni situate alla periferia del polmone, attraverso l’utilizzo di una criosonda di appena 1.1 mm di diametro, che gelifica una parte della lesione detta target” – aveva spiegato tempo fa Pecoraro. Una metodica a basso rischio di complicanze, come sanguinamento e pneumotorace, eseguita in sedazione profonda, che permette un’analisi anatomo-patologica più accurata rispetto alle biopsie tradizionali, indispensabile nell’era della medicina di precisione, che, abbinata alla broncoscopia robotica e alla ricostruzione tridimensionale della via aerea con Cone Beam TC, apre le porte a terapie sempre più mirate e meno invasive.
“La criobiopsia transbronchiale – aggiunse Pecoraro qualche anno fa proprio – apre le porte a trattamenti mirati, sono fiducioso che, nel giro di poco tempo, avremo la possibilità di formulare la diagnosi e terapia nello stesso momento”.
Il secondo primato è di due anni fa, la prima “criobiopsia mediastinica transbronchiale eco-guidata (CryoEBUS)” in Campania e nel Sud Italia, per il campionamento bioptico dei linfonodi del mediastino, lo spazio anatomico compreso tra i due polmoni dove crescono particolari tumori, in regime di Day Hospital e con resa diagnostica maggiore.
Il suo nome compare anche in uno degli studi più importanti sul Covid-19 che ha fatto il giro del mondo. Dietro le eccezionali scoperte sulle stenosi tracheali post-intubazione nei pazienti Covid, c’è il lavoro coordinato dal prof. Alfonso Fiorelli, alla guida della U.O.C. di Chirurgia Toracica del Policlinico Vanvitelli, altro angrese. Allo studio, durato 3 anni su 79 pazienti, di cui il 71% con infezione acuta o pregressa da Covid, hanno partecipato la UOC di Endoscopia Toracica dell’Ospedale Cardarelli con il dottor Pecoraro, l’unità di riabilitazione respiratoria del Clinic Center di Napoli, la Chirurgia Toracica dell’Ospedale Sant’Andrea e del Policlinico di Roma. I risultati sono stati presentati al congresso internazionale della Società Europea di Chirurgia Toracica.
“Grazie Cardarelli, per tutto quello che mi hai dato. Ora guardo avanti. Con emozione, responsabilità e determinazione. La storia continua…”
La Città di Angri è oggi orgogliosa per un figlio che rende onore a questa terra.













