Le famiglie hanno presentato diverse istanze al Comune. L’amministrazione difende la misura: «Serve a ridurre gli sprechi e garantire il pagamento dei pasti»
NOCERA INFERIORE – La cauzione da 30 euro prevista per il servizio di refezione scolastica continua a far discutere a Nocera Inferiore. La misura, introdotta nell’ambito dell’organizzazione del servizio, ha incontrato la contrarietà di circa un centinaio di genitori, che chiedono al Comune di rivedere la decisione.
A rappresentare le famiglie è Karima Sahbani, che ha sollevato le proprie contestazioni sin dall’introduzione della cauzione. Nel corso delle ultime settimane sono state trasmesse all’amministrazione diverse comunicazioni attraverso la posta elettronica certificata. L’iniziativa è culminata con una richiesta formale di ritiro in autotutela del provvedimento.
Il punto contestato dalle famiglie riguarda proprio l’obbligo di versare la somma aggiuntiva e la necessità di introdurre una cauzione nell’ambito del servizio mensa. I genitori chiedono quindi che i 30 euro vengano eliminati.
La posizione dell’amministrazione
Il Comune, dal canto suo, ha illustrato le ragioni alla base della scelta, collegandola alla necessità di evitare sprechi e tutelare le risorse destinate alla refezione scolastica.
In particolare, la somma dovrebbe servire a coprire il costo dei pasti che vengano comunque preparati e forniti nel caso in cui l’assenza dell’alunno non venga comunicata tempestivamente. Una mancata segnalazione, infatti, può comportare la preparazione di un pasto destinato poi a non essere consumato.
La cauzione avrebbe anche un’ulteriore funzione, legata alla regolarità dei pagamenti: secondo quanto spiegato dall’amministrazione, i 30 euro possono infatti essere utilizzati a copertura delle quote relative ai ticket che eventualmente non risultino corrisposti durante l’anno scolastico.













