È stata fissata per il prossimo 8 ottobre, davanti alla Corte d’Assise di Salerno, la prima udienza del processo per la morte di Francesco Vitolo, imprenditore 62enne originario di Pagani. Sul banco degli imputati ci sarà la moglie, Raffaella Cirillo, 54 anni, chiamata a rispondere dell’accusa di omicidio volontario aggravato.
I fatti risalgono al 28 febbraio scorso e si verificarono nell’abitazione della coppia in viale degli Aranci, a Sant’Egidio del Monte Albino.
La ricostruzione della Procura
Secondo l’impostazione accusatoria della Procura di Nocera Inferiore, la donna avrebbe colpito il marito con un coltello da cucina, provocandogli una grave ferita nella zona del cuore.
Vitolo, dopo essere riuscito a raggiungere il bagno, sarebbe crollato a terra. Per lui non ci fu nulla da fare. Gli esami medico-legali avrebbero accertato una ferita penetrante all’emitorace sinistro, con lesioni alla parete toracica, al sacco pericardico e al ventricolo destro.
Il quadro clinico sarebbe quindi degenerato in una emorragia acuta e in un tamponamento cardiaco, fino all’arresto cardiocircolatorio.
Le indagini condotte dagli inquirenti, attraverso l’ascolto di diverse persone e l’analisi dei telefoni cellulari, hanno inoltre ricostruito le ore e i giorni precedenti alla tragedia.
Stando alla tesi della Procura, la 54enne avrebbe scoperto una presunta relazione extraconiugale del marito con una donna di 41 anni. La sera del 28 febbraio, inoltre, avrebbe notato alcuni messaggi scambiati tra il marito e la presunta nuova compagna.
Per il pm Gianluca Caputo, la situazione avrebbe alimentato nella donna una reazione legata alla gelosia e al timore che una parte del patrimonio familiare potesse essere destinata alla presunta nuova compagna.
Sempre secondo la ricostruzione accusatoria, sarebbe quindi avvenuta l’aggressione con il coltello. Dopo il gesto, la donna avrebbe anche tentato di ripulire l’arma dalle tracce di sangue.
Si tratta, tuttavia, della ricostruzione contenuta nell’impianto accusatorio. Sarà il dibattimento davanti alla Corte d’Assise di Salerno a consentire alle parti di confrontarsi sulle prove raccolte e a stabilire, nel rispetto della presunzione di innocenza, eventuali responsabilità dell’imputata.













