Dieci mesi di reclusione, con pena sospesa, per una madre di 52 anni e la figlia di 22, ritenute responsabili in relazione al grave incendio che il 31 marzo 2025 interessò un appartamento di via Quaranta, a Cava de’ Tirreni.
La sentenza è stata pronunciata nei giorni scorsi dal Gup del Tribunale di Nocera Inferiore, al termine del giudizio abbreviato. Le due donne erano imputate per incendio in concorso.
Oltre alla condanna, il giudice ha disposto il risarcimento dei danni in favore del condominio costituitosi parte civile, rappresentato dagli avvocati Roberto Lanzi e Gennaro Guida, e il pagamento delle spese processuali.
Il rogo partito dalla cucina
L’incendio si sviluppò nel pomeriggio e in pochi minuti coinvolse una parte significativa dell’abitazione. Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, il punto di origine venne individuato nella cucina.
All’interno dell’appartamento era presente una quantità particolarmente consistente di materiale combustibile, soprattutto capi di abbigliamento. Proprio l’accumulo di materiale avrebbe favorito la rapida propagazione delle fiamme.
Non è stata invece individuata una causa precisa che avrebbe dato origine all’incendio.
L’intervento dei Vigili del fuoco fu particolarmente complesso. Sul posto arrivarono squadre da Salerno, Mercato San Severino e Nocera Inferiore, supportate da autobotti, autoscala e carro aria.
Esplodono due bombole, feriti due vigili del fuoco
Durante le operazioni di soccorso e mentre i vigili cercavano di accedere all’appartamento, due bombole di gas esplosero.
Due Vigili del fuoco rimasero feriti nel corso dell’intervento, mentre le operazioni per mettere in sicurezza l’area e spegnere completamente il rogo proseguirono fino a tarda ora.
La gravità dell’incendio rese necessario anche lo sgombero dell’intero stabile. La palazzina venne evacuata nel giro di circa venti minuti, costringendo diverse famiglie a lasciare temporaneamente le proprie abitazioni.
Per circa due mesi, i residenti rimasero fuori casa in attesa delle verifiche sulla stabilità dell’edificio e degli interventi necessari per ripristinare le condizioni di sicurezza.
Sul posto intervennero anche i sanitari con un’ambulanza.
L’inchiesta e la contestazione
Madre e figlia furono messe in salvo e successivamente identificate dagli investigatori. Gli accertamenti della polizia giudiziaria permisero di circoscrivere l’origine delle fiamme alla cucina dell’appartamento.
La contestazione nei confronti delle due donne era legata alla presunta presenza di una grande quantità di materiale combustibile nell’abitazione. La 52enne, in qualità di proprietaria dell’immobile, e la figlia, quale usufruttuaria, erano accusate di aver determinato la situazione per negligenza, imprudenza e imperizia.
Le due imputate erano state denunciate a piede libero.
Il procedimento si è concluso in primo grado con la condanna a 10 mesi di reclusione per entrambe, con sospensione della pena. Restano inoltre gli obblighi stabiliti dal giudice sul piano risarcitorio nei confronti della parte civile.
Le motivazioni della sentenza saranno depositate nei termini di legge e potranno essere valutate dalle difese in vista dell’eventuale impugnazione.













