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	<title>Questione M &#8211; Sestante.tv</title>
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	<description>Oltre il luogo &#34;comune&#34;</description>
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		<title>Il mare ad Angri: dalla visione derisa alla lezione per la politica</title>
		<link>https://sestante.tv/2026/04/19/il-mare-ad-angri-dalla-visione-derisa-alla-lezione-per-la-politica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[sestante redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2026 16:50:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agro Nocerino Sarnese]]></category>
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					<description><![CDATA[Angri. Tra memoria collettiva e attualità, una riflessione sul coraggio di immaginare il futuro. Dal “sogno” di Attianese alle sfide della politica locale: il bisogno di una nuova visione per la città]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="73" data-end="177">Tra memoria collettiva e attualità, una riflessione sul coraggio di immaginare il futuro. Dal “sogno” di Attianese alle sfide della politica locale: il bisogno di una nuova visione per la città</p>
<p data-start="778" data-end="1284">Esiste un confine sottile, quasi impercettibile, tra la follia di un sognatore e la lungimiranza di un pioniere. Per anni, la comunità di <a href="https://sestante.tv/?s=Angri"><strong data-start="916" data-end="925">Angri</strong></a> ha sorriso, talvolta con affetto e talvolta con scherno, dinanzi alla figura del Sig. <strong data-start="1012" data-end="1034">Marziano Attianese</strong> e alla sua proposta, all’epoca definita “surreale”, di portare il mare nella nostra città. In un’intervista rimasta impressa nella memoria collettiva, si parlava di sabbia in Piazza Annunziata e di una trasformazione urbana che sembrava pura utopia.</p>
<p data-start="1286" data-end="1692">Oggi, a distanza di anni, la storia ci consegna una realtà che costringe al silenzio i detrattori. Mentre a <strong>Madrid</strong> si inaugura la più grande spiaggia urbana d’Europa e Milano interroga se stessa su come declinare il concetto di “mare in città”, ci rendiamo conto che quella visione non era il delirio di un singolo, ma il presagio di una necessità moderna: la <strong data-start="1646" data-end="1670">rigenerazione urbana</strong> attraverso l’audacia.</p>
<h3 data-start="1694" data-end="1742">Il presente: tra poltrone e assenza di orizzonti</h3>
<p data-start="1744" data-end="2223">Siamo oggi immersi nell’ennesima campagna elettorale. Eppure, osservando il dibattito pubblico, ciò che emerge è un panorama scoraggiante. Si parla di numeri, si contrattano poltrone, si definiscono organigrammi in un gioco di scacchi dove la pedina più sacrificata è, purtroppo, il programma elettorale. Manca la <strong data-start="2058" data-end="2069">Visione</strong>. Manca quel guizzo che sappia guardare oltre il decoro urbano ordinario per immaginare una città che non si limiti a sopravvivere, ma che sappia stupire.</p>
<p data-start="2225" data-end="2493">Il presente appare ambiguo, schiacciato da un pragmatismo grigio che non produce futuro, ma solo gestione dell’esistente. Ci si perde nei tecnicismi delle alleanze, dimenticando che la politica, quella vera, nasce dal desiderio di cambiare il destino di un territorio.</p>
<h3 data-start="2495" data-end="2531">Il passato: la concretezza del sogno</h3>
<p data-start="2533" data-end="2998">Contrapposto a questa stasi, il passato ci appare oggi, paradossalmente, più concreto. Quella voglia forte di fare, quel desiderio di condivisione che animava proposte come quella di <strong data-start="2716" data-end="2738">Marziano Attianese</strong>, conteneva un ingrediente oggi raro: la passione per il bene comune declinata attraverso il sogno. Portare il mare ad <strong data-start="2857" data-end="2866">Angri</strong> significava, simbolicamente, abbattere i limiti geografici e mentali, creare occupazione e restituire dignità e svago ai cittadini.</p>
<p data-start="3000" data-end="3257">Non erano solo “canzoncine” o promesse elettorali; era l’incarnazione di una volontà di potenza collettiva che oggi sembra sbiadita. Se Madrid e Milano oggi celebrano queste innovazioni, è perché qualcuno ha avuto il coraggio di non aver paura del ridicolo.</p>
<h3 data-start="3259" data-end="3293">Per una nuova stagione di coraggio</h3>
<p data-start="3295" data-end="3632">È tempo che la classe dirigente di <strong data-start="3330" data-end="3339">Angri</strong> torni a parlare di programmi e visioni. Non abbiamo bisogno di amministratori che sappiano solo contare i voti, ma di leader che sappiano disegnare orizzonti. Dobbiamo recuperare quella “follia” sana che mette al centro il cittadino, le sue necessità e, perché no, i suoi desideri più grandi.</p>
<p data-start="3634" data-end="3997">Il “Mare ad <strong data-start="3646" data-end="3655">Angri</strong>” non deve più essere un aneddoto da deridere, ma il simbolo di una città che vuole tornare a navigare in acque alte. La politica deve tornare a essere l’arte di rendere possibile l’impossibile. Solo così potremo evitare che la nostra città resti ferma a guardare gli altri che, altrove, trasformano i nostri vecchi sogni in splendide realtà.</p>
<h3 data-start="3999" data-end="4062">Un patto per il futuro: oltre lo scontro, verso la condivisione</h3>
<p data-start="4064" data-end="4437">L’auspicio più profondo, mentre ci avviciniamo a questo delicato passaggio elettorale, è che la futura classe dirigente sappia riscoprire il valore della condivisione. <strong data-start="4232" data-end="4241">Angri</strong> ha bisogno di un dialogo costruttivo che sappia andare oltre le appartenenze, dove il confronto tra idee contrapposte non sia visto come un limite, ma come il motore di una visione comune e sana.</p>
<p data-start="4439" data-end="4780">Dobbiamo dire addio alla stagione dell’antagonismo feroce e del protagonismo individuale, dove l’io prevale sistematicamente sul “noi”. La vera sfida per chi siederà tra i banchi del Consiglio Comunale sarà quella di saper convergere sui grandi progetti per la città, rendendoli patrimonio collettivo e non trofei di una sola parte politica.</p>
<p data-start="4782" data-end="5131" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Solo attraverso una visione condivisa, ispirata da quel coraggio che in passato ci ha permesso di sognare l’impossibile, <strong data-start="4903" data-end="4912">Angri</strong> potrà finalmente tornare a splendere. Perché una città cresce davvero solo quando cammina insieme, unita da un obiettivo più grande della somma dei propri interessi particolari: il benessere e il futuro dei suoi figli.</p>
<p id="_CAnlaZqwC_m1i-gP2Ky4wQg_46" class="LC20lb MBeuO DKV0Md"><strong>Rosario Corrado Mancino</strong></p>
<p><a href="https://sestante.tv/2026/04/17/angri-al-voto-mazzola-a-supporto-di-scoppa-coalizioni-in-riassetto/">Angri al voto. Mazzola a supporto di Scoppa: coalizioni in riassetto</a></p>
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		<title>Campania, osservatorio turistico e Dmo. Maraio: nuove strategie</title>
		<link>https://sestante.tv/2026/04/07/campania-osservatorio-turistico-e-dmo-maraio-nuove-strategie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[sestante redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 06:20:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agro Nocerino Sarnese]]></category>
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					<description><![CDATA[Dall’intervista a Maraio emerge la strategia Campania tra osservatorio turistico e Dmo per dati certi e sviluppo territoriale integrato.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="0" data-end="76">Dall’intervista all’assessore <strong data-start="309" data-end="324">Enzo Maraio</strong> emerge la svolta su dati certificati e governance territoriale per rilanciare il sistema turistico</p>
<h3 data-section-id="1x78kwn" data-start="863" data-end="899">Una nuova governance del turismo</h3>
<p data-start="901" data-end="1368">In <strong><a href="https://sestante.tv/?s=campania+"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Campania</span></span></a></strong> prende forma una nuova strategia per il turismo, fondata su dati certi e programmazione integrata. Come emerge dall’intervista all’assessore regionale <strong data-start="1093" data-end="1108">Enzo Maraio</strong>, pubblicata dal <a href="https://napoli.corriere.it/" rel="nofollow noopener" target="_blank"><strong><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Corriere del Mezzogiorno</span></span></strong></a>, l’introduzione di un <strong>Osservatorio turistico regionale</strong> rappresenta un passaggio decisivo per monitorare in maniera precisa i flussi e superare una storica carenza di informazioni condivise tra istituzioni.</p>
<p data-start="1370" data-end="1644">Per anni, infatti, la mancanza di dati aggiornati ha limitato la capacità di pianificazione e l’accesso ai fondi nazionali. L’Osservatorio punta a colmare questo vuoto, consentendo una lettura reale delle presenze e una programmazione più efficace delle politiche pubbliche.</p>
<h3 data-section-id="1lkp7og" data-start="1646" data-end="1686">Risorse, Dmo e sviluppo territoriale</h3>
<p data-start="1688" data-end="2012">Accanto all’Osservatorio, il varo delle Dmo (Destination management organization) introduce un nuovo modello di governance territoriale, con l’obiettivo di aggregare Comuni, imprese e operatori in una strategia condivisa. Superare la frammentazione diventa centrale per costruire un’offerta turistica unitaria e competitiva.</p>
<p data-start="2014" data-end="2382" data-is-last-node="" data-is-only-node="">La strategia illustrata da <strong data-start="2041" data-end="2056">Enzo Maraio</strong> prevede anche investimenti nelle aree interne, con risorse destinate a borghi, percorsi naturalistici e servizi, per ridurre il divario con le zone costiere e contrastare lo spopolamento. Un cambio di passo che punta a trasformare il turismo in un sistema integrato, capace di generare sviluppo e attrarre nuovi investimenti.</p>
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		<title>Riletture. L’eredità politica di Francesco Buonaventura nella sinistra ad Angri</title>
		<link>https://sestante.tv/2026/01/05/riletture-leredita-politica-di-francesco-buonaventura-nella-sinistra-ad-angri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luciano Verdoliva]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2026 06:00:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Francesco Buonaventura ha incarnato una sinistra colta e militante, capace di coniugare istituzioni, conflitto sociale e rigore morale ad Angri.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" data-start="180" data-end="343">Tra militanza, istituzioni e pensiero critico, il profilo di un intellettuale politico che ha segnato Angri e una stagione della sinistra locale</p>
<h3 data-start="814" data-end="853">Una figura politica e intellettuale</h3>
<p data-start="855" data-end="1474">Uno dei segni più profondi lasciati dalla politica locale è quello di <strong data-start="925" data-end="951">Francesco Buonaventura</strong>, sindaco di <a href="https://sestante.tv/?s=Angri">Angri</a> per un breve ma significativo periodo a metà degli anni Novanta e militante, nella sua accezione pura, del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Partito_Comunista_Italiano" rel="nofollow noopener" target="_blank"><strong>Partito Comunista Italiano</strong></a>. La sua fu una militanza integrale, fondata su una visione del mondo coerente e su un’etica pubblica senza compromessi. Intellettuale rigoroso, dotato di un retroterra culturale e politico non comune, Buonaventura seppe collocarsi tra i riferimenti più autorevoli della sinistra locale, in una stagione in cui la politica era ancora esercizio di pensiero e ideologia prima che di potere.</p>
<p data-start="0" data-end="807">La sua non fu mai una militanza di superficie: Buonaventura apparteneva a quella generazione per la quale l’impegno politico coincideva con una visione del mondo, con un’etica pubblica rigorosa e con una disciplina culturale che non ammetteva scorciatoie. Il suo spessore intellettuale, unito a un retroterra politico solido e mai dogmatico, lo collocava tra le figure più autorevoli della cultura di sinistra nell’Agro nocerino sarnese, capace di leggere i mutamenti sociali senza rinunciare ai principi fondativi dell’emancipazione e della giustizia sociale.</p>
<h3 data-start="1476" data-end="1523">La stagione comunista e il pensiero critico</h3>
<p data-start="1525" data-end="2123">Visse e contribuì a una stagione intensa della politica locale, condivisa con altri pilastri del comunismo angrese come <strong data-start="929" data-end="943">Elio Barba, Gaetano Saporito, Antonio D&#8217;Ambrosio, Ferruccio Iaccarino, Alfonso Raiola, Vincenzo De Vivo </strong>e <strong data-start="946" data-end="966">Nicola D’Antuono</strong>, tanto per citarne alcuni, in un tempo in cui la sezione del PCI era laboratorio di idee, formazione civile e partecipazione popolare. Chi lo visse ne ricorda una capacità di tenere insieme analisi teorica e prassi quotidiana, il rigore dell’avvocato e la passione del militante. Non a caso, esponenti della sinistra culturale e politica hanno spesso sottolineato come Buonaventura incarnasse una sinistra pensante, mai subalterna, capace di coniugare studio, conflitto sociale e responsabilità istituzionale. Era una politica che si nutriva di confronto e che faceva del dissenso un valore, non un problema. Buonaventura seppe tradurre nella pratica politica quotidiana, tenendo insieme analisi, disciplina e tensione morale.</p>
<h3 data-start="2125" data-end="2154">Un’eredità ancora attuale</h3>
<p data-start="2156" data-end="2918" data-is-last-node="" data-is-only-node="">La sua scomparsa, interruppe troppo presto un percorso che aveva ancora molto da dire a una politica locale già lacerata alla fine del primo ventennio degli anni duemila. Al suo ultimo saluto parteciparono intellettuali, militanti e dirigenti della sinistra, fino all’ex presidente della Regione Campania <strong data-start="2479" data-end="2499">Vincenzo De Luca</strong>, che ricordò con affetto gli anni della militanza comunista e le battaglie sindacali condotte ad Angri. <strong>Sindacato e politica furono per Buonaventura un binomio essenziale, sempre dalla parte dei meno abbienti.</strong></p>
<p>Oggi, in una sinistra frammentata, rassegnata, zoppicante, quasi approssimativa e spesso priva di orizzonte, la sua lezione invita a una revisione profonda: non necessariamente nostalgica, ma di un recupero critico di una linea culturale e morale che resta, ancora, fondamentale anche per le nuove generazioni che hanno bisogno di alimentarsi di ideali e politica senza nessun becero compromesso. &#8220;Ciccio&#8221; indicava questo.</p>
<p data-start="2156" data-end="2918" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><a href="https://sestante.tv/2026/01/03/angri-il-cimitero-delle-targhe-sul-cavalcavia-dimenticato-video/">Angri, il cimitero delle targhe sul cavalcavia dimenticato (video)</a></p>
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		<title>Terremoto 1980. Quella perenne scossa che da ancora sussulto</title>
		<link>https://sestante.tv/2025/11/23/terremoto-1980-quella-perenne-scossa-che-da-ancora-sussulto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luciano Verdoliva]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Nov 2025 08:15:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il terremoto che sconvolse la Campania trasformò mentalità, comunità e città, lasciando cicatrici visibili e un’eredità urbanistica ancora irrisolta dopo 45 anni.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="59" data-end="172">Una memoria lunga quarantacinque anni che continua a modellare identità, città e fragilità del Sud</p>
<h3 data-start="825" data-end="868">La ferita che cambiò il modo di pensare</h3>
<p data-start="870" data-end="1472">La storia di un <a href="https://sestante.tv/?s=terremoto"><strong>terremoto</strong></a> non si misura solo nelle macerie, ma in ciò che trasforma dentro le persone. In Campania, dove dal dopoguerra al 1980 la vita quotidiana era ancora intrisa di spirito comunitario, quella scossa delle 19:34 spezzò certezze e abitudini. L&#8217;epica tragedia collettiva diede vita a una nuova solidarietà, a un senso di appartenenza rafforzato. Le città del Sud, e in particolare quelle campane, furono ricostruite – spesso male, troppo in fretta – e solo dopo decenni i piani regolatori, oggi <a href="https://www.pucampania.it/pucampania/" rel="nofollow noopener" target="_blank"><strong>PUC</strong></a>, hanno tentato di mettere ordine a un territorio segnato dall’urgenza della ripartenza.</p>
<h3 data-start="1474" data-end="1506">La memoria che non trascorre</h3>
<p data-start="1508" data-end="1945">A ricordare quel sisma rimane una frase incisa su una lapide all’ingresso di una roulottopoli di Angri: “era passato, ma non trascorso”. Quarantacinque anni dopo, i segni sono ancora lì: le lapidi che elencano i nomi di chi non ce l’ha fatta, il vuoto che riaffiora ogni anniversario, il dolore che sopravvive nelle parole dei superstiti. Restano vite spezzate e futuri mai vissuti, un’eredità che continua a muovere coscienze e domande.</p>
<h3 data-start="1947" data-end="2005">Dalla tragedia alle norme, dalla paura alla resilienza</h3>
<p data-start="2007" data-end="2396">Da quella notte nacque una nuova stagione di regole, criteri costruttivi più severi, tecniche che nel tempo si sono evolute. Oggi le città sono più sicure e sostenibili, ma il patrimonio edilizio ereditato dal passato resta fragile. Quei grandi condomini cresciuti tra dopoguerra e post-sisma continuano a portare addosso le crepe invisibili di una storia che penetrò fin nelle fondamenta.</p>
<h3 data-start="2398" data-end="2446">Comunità verticali tra incertezza e speranza</h3>
<p data-start="2448" data-end="2821">In questi edifici, veri <strong>quartieri verticali</strong>, si vive sospesi tra stabilità e timore, ma si continua a vivere: “quest’altro giorno”, come direbbero gli anziani del Sud. Ogni scossa non è solo un tremito della terra, ma un richiamo alla memoria, mentre lo sguardo resta rivolto verso l’alto, in cerca di un equilibrio più umano, forse di una provvidenza che protegga e accompagni ancora. «Dio non turba mai la gioia dei suoi figli se non per prepararne loro una più certa e più grande» scrisse <strong>Alessandro Manzoni</strong>.</p>
<p><a href="https://sestante.tv/2025/11/18/campania-abusivismo-edilizio-il-504-delle-nuove-case-fuori-norma/">Campania, abusivismo edilizio Il 50,4% delle nuove case fuori norma</a></p>
<p data-start="2828" data-end="2898" data-is-last-node="" data-is-only-node="">
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			</item>
		<item>
		<title>Sarno: il progetto Monisarno celebra biodiversità e longevità (video)</title>
		<link>https://sestante.tv/2025/11/04/sarno-il-progetto-monisarno-celebra-biodiversita-e-longevita-video/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gerardo vicidomini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Nov 2025 11:15:43 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Vincenzo Marrazzo]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Parco Regionale del Fiume Sarno ha presentato i risultati del progetto Monisarno, con la pubblicazione scientifica e il conferimento del titolo di “Araldo della Biodiversità”.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="539" data-end="719">Sarno, Evento conclusivo del progetto Monisarno con pubblicazione scientifica, premi agli “Araldi della Biodiversità” e messa a dimora di querce simboliche.</p>
<h3 data-start="861" data-end="913">Il progetto Monisarno e la rinascita del fiume</h3>
<p data-start="915" data-end="1437">Il <strong data-start="918" data-end="953">Parco Regionale del Fiume Sarno</strong>, istituito nel 2003, ha ospitato un importante appuntamento dedicato alla valorizzazione del patrimonio ambientale e scientifico del territorio. L’evento, presieduto dal Presidente del Parco<strong> Vincenzo Marrazzo</strong>, dal sindaco <strong>Francesco Squillante</strong>, dall&#8217;ex Presidente <strong>Antonio Crescenzo</strong> e da altre autorità, incentrato sul <strong data-start="1124" data-end="1184">Progetto <a href="https://monisarno.it/" rel="nofollow noopener" target="_blank">Monisarno</a> – Tutela della biodiversità del Sarno</strong>, ha rappresentato un momento di sintesi e divulgazione dei risultati ottenuti nel percorso di ricerca e monitoraggio del bacino idrografico, finalizzato a restituire equilibrio e dignità ecologica a uno dei corsi d’acqua più complessi della Campania.</p>
<h3 data-start="1439" data-end="1495">La pubblicazione e gli “Araldi della Biodiversità”</h3>
<p data-start="1497" data-end="1993">Nel corso della manifestazione è stata presentata la pubblicazione <strong data-start="1564" data-end="1664">“Elementi di biodiversità faunistica del Parco regionale del Bacino idrografico del Fiume Sarno”</strong>, che raccoglie i risultati finali del progetto <strong data-start="1712" data-end="1725">Monisarno</strong>, cofinanziato dal <strong data-start="1744" data-end="1751">CNR</strong> con fondi del <strong data-start="1766" data-end="1774">PNRR</strong>. Si tratta del primo monitoraggio sistematico della biodiversità fluviale e terrestre dell’intera area del Sarno, condotto secondo i principi della <em data-start="1923" data-end="1940">Citizen Science</em>, nel segno del motto <em data-start="1962" data-end="1990">“conoscere per proteggere”</em>.</p>
<p data-start="1995" data-end="2446" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Durante la cerimonia è stato conferito il titolo di <strong data-start="2047" data-end="2078">“Araldo della Biodiversità”</strong> ad alcuni ultracentenari del territorio, simboli viventi di memoria e radici. Nel giardino di <a href="https://sarnoserviziintegrati.it/patrimonio/villa-lanzara/" rel="nofollow noopener" target="_blank"><strong data-start="2173" data-end="2190">Villa Lanzara</strong></a> è stata infine piantata una quercia dedicata a ciascun “Araldo”, gesto evocativo di forza, coraggio e perseveranza. L’iniziativa ha suggellato un progetto che unisce scienza, natura e comunità in una visione condivisa di tutela del Sarno e del suo futuro.</p>
<p data-start="1995" data-end="2446" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><a href="https://sestante.tv/2025/10/19/messa-in-sicurezza-a-gaiano-intervento-del-consorzio-di-bonifica-video/">Messa in sicurezza a Gaiano, intervento del Consorzio di Bonifica (video)</a></p>
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		<title>Credito d’imposta ZES prorogato fino al 2028 per il Sud e Campania</title>
		<link>https://sestante.tv/2025/10/25/credito-dimposta-zes-prorogato-fino-al-2028-per-il-sud-e-campania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[sestante redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2025 12:30:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Campania. Il disegno di Legge di Bilancio 2026 proroga fino al 2028 il credito d’imposta ZES, con comunicazioni da inviare entro maggio.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 data-start="786" data-end="824">Bonus ZES prorogato fino al 2028</h3>
<p data-start="826" data-end="1217">Il disegno di <strong data-start="840" data-end="866">Legge di Bilancio 2026</strong> conferma il prolungamento del <strong data-start="897" data-end="955">credito d’imposta per investimenti nella <a href="https://politichecoesione.governo.it/it/politica-di-coesione/strategie-tematiche-e-territoriali/strategie-territoriali/zes-unica-e-zone-economiche-speciali-zes/" rel="nofollow noopener" target="_blank">ZES Unica Sud</a></strong> fino al 31 dicembre 2028. L’agevolazione, introdotta dal decreto legge n. 124 del 2023, sostiene le imprese che investono in beni strumentali nelle regioni meridionali e nelle zone assistite previste dalla <strong data-start="1162" data-end="1214">Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027</strong>.</p>
<h3 data-start="1219" data-end="1272">Quattro miliardi per le imprese del Mezzogiorno</h3>
<p data-start="1274" data-end="1679">La Manovra prevede uno stanziamento complessivo di circa <strong data-start="1331" data-end="1353">4 miliardi di euro</strong>, distribuiti su tre anni: <strong data-start="1380" data-end="1408">2,3 miliardi per il 2026</strong>, <strong data-start="1410" data-end="1436">1 miliardo per il 2027</strong> e <strong data-start="1439" data-end="1466">750 milioni per il 2028</strong>, oltre ai 2,2 miliardi già previsti per il 2025. L’obiettivo è favorire nuovi investimenti e consolidare la crescita economica del <a href="https://sestante.tv/?s=Mezzogiorno"><strong data-start="1598" data-end="1613">Mezzogiorno</strong></a>, con particolare attenzione alle aree industriali e produttive.</p>
<p><a href="https://sestante.tv/2025/10/11/cascone-e-de-luca-firmano-la-svolta-un-miliardo-per-le-strade-della-campania/">Cascone e De Luca firmano la svolta: un miliardo per le strade della Campania</a></p>
<h3 data-start="1681" data-end="1719">Comunicazioni entro il 30 maggio</h3>
<p data-start="1721" data-end="2186">Le modalità di accesso restano invariate: le imprese dovranno comunicare all’<strong data-start="1798" data-end="1823">Agenzia delle Entrate</strong> le spese ammissibili dal <strong data-start="1849" data-end="1874">31 marzo al 30 maggio</strong> di ogni anno, mentre la <strong data-start="1899" data-end="1928">comunicazione integrativa</strong> dovrà essere inviata dal <strong data-start="1954" data-end="1973">3 al 17 gennaio</strong> dell’anno successivo. Quest’ultima dovrà contenere l’ammontare effettivo degli investimenti realizzati, le relative fatture elettroniche e la certificazione prevista dal decreto ministeriale del 17 maggio 2024.</p>
<h3 data-start="2188" data-end="2228">Esteso anche il credito per le ZLS</h3>
<p data-start="2230" data-end="2734" data-is-last-node="" data-is-only-node="">La Legge di Bilancio estende fino al 2028 anche il <strong data-start="2281" data-end="2344">credito d’imposta per le Zone Logistiche Semplificate (ZLS)</strong>, destinate alle aree portuali delle regioni più sviluppate e in transizione non comprese nella ZES Unica. Per questa misura sono stati stanziati <strong data-start="2490" data-end="2519">100 milioni di euro annui</strong> per il triennio 2026-2028. Le procedure e le scadenze per la presentazione delle comunicazioni restano le stesse previste per il bonus ZES, con modelli che saranno approvati e pubblicati dall’Agenzia delle Entrate.</p>
<p><a href="https://sestante.tv/2025/10/23/il-dramma-lo-spleen-di-pagani-e-la-solitudine-dei-giovani/">Il dramma. Lo spleen di Pagani e la solitudine dei giovani</a></p>
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		<title>Il dramma. Lo spleen di Pagani e la solitudine dei giovani</title>
		<link>https://sestante.tv/2025/10/23/il-dramma-lo-spleen-di-pagani-e-la-solitudine-dei-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luciano Verdoliva]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2025 08:30:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agro Nocerino Sarnese]]></category>
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					<description><![CDATA[A Pagani il dramma della solitudine giovanile riapre il dibattito sullo smarrimento post-Covid e sulla necessità di ritrovare comunità e senso.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 data-start="771" data-end="824">Lo spleen di Pagani e la solitudine dei giovani</h3>
<p data-start="826" data-end="1132">L’ennesima morte di un giovane trentenne a <a href="https://sestante.tv/?s=Pagani"><strong data-start="869" data-end="879">Pagani</strong></a> riporta alla luce un profondo spleen esistenziale che attraversa i giorni, un senso di smarrimento che nasce, troppo spesso, dall’assenza di un sano rapporto sociale condiviso, di una rete capace di accogliere e far aprire i giovani alla vita collettiva.</p>
<p data-start="1134" data-end="1512">Sì, proprio la vita sociale: quella che si è smarrita dopo il Covid, quando tanti ragazzi hanno scelto di chiudersi nel ristretto spazio delle loro camerette, intrecciando rapporti virtuali, freddi, digitali, privi della percezione viva del tempo e dello spazio. Una socialità che si è dispersa, che ha sostituito il calore del contatto con l’illusione di una connessione costante.</p>
<h3 data-start="1519" data-end="1560">Una generazione chiusa nel digitale</h3>
<p data-start="1562" data-end="2086">Noi giornalisti siamo costretti, ancora una volta, a raccontare di solitudine, di tristezza, della mancanza di prospettive che culmina con l&#8217;epilogo dell’ennesima tragedia. In un territorio densamente popolato come il nostro, si è paradossalmente sempre più soli. C’è il lavoro, c’è l’università, c’è la fatica del futuro incerto, ma manca l’esperienza concreta, la vita di strada, il senso di appartenenza, lo scambio di idee e i confronti. Così, al primo vero bivio della vita, molti si smarriscono e, per mutuare le parole di <a href="https://confronti.net/2024/06/rocco-scotellaro/" rel="nofollow noopener" target="_blank"><strong data-start="2040" data-end="2060">Rocco Scotellaro</strong></a>, qualcuno fatalmente “si distrae” e si perde.</p>
<h3 data-start="2093" data-end="2143">Ricostruire le dinamiche, ritrovare l’impegno</h3>
<p data-start="2145" data-end="2519">È indispensabile ripensare i centri sociali, rilanciare la vita da scout, riaprire i circoli politici, rialzare le saracinesche dei luoghi di aggregazione. Serve costruire comunità, &#8220;fare sistema&#8221;, ritornare nuovamente a confrontarsi, a provare sentimenti, a corteggiare, a credere nei valori in ogni loro accezione. La rete offre solo certezze effimere e liquide, che scompaiono alla prima difficoltà.</p>
<p data-start="2521" data-end="3010">“<strong data-start="2522" data-end="2581">Bisogna vivere il mondo nel migliore dei modi possibili</strong>”, scriveva <strong data-start="2593" data-end="2604">Leibniz</strong>. È un’esortazione che deve essere presa come un atto di indirizzo morale per i giovani di oggi: riscoprire la poesia, il senso delle cose, l’impegno, la militanza, la passione per la lettura e per il pensiero critico. Scuola e università non devono più ridurli a semplici numeri, ma renderli protagonisti attivi, capaci di dialogare con i docenti, di animare il dibattito, di contribuire al metodo e alla ricerca in ogni disciplina.</p>
<h3 data-start="3017" data-end="3046">Tornare alla vita reale</h3>
<p data-start="3048" data-end="3349" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Non possiamo permettere che i giovani possano essere tenuti ostaggi di un mondo virtuale. Occorre restituire e proporre loro, un nuovo paradigma, la vita reale — quella fatta di sguardi, di errori, di abbracci, di idee che camminano insieme. Solo così, anche a <strong data-start="3253" data-end="3263">Pagani</strong>, come altrove, potremo spezzare il silenzio della solitudine e ridare senso alla parola “comunità”.</p>
<p><a href="https://sestante.tv/2025/09/27/villaggio-della-prevenzione-al-consorzio-di-bonifica-sarno-video/">Villaggio della prevenzione al Consorzio di Bonifica Sarno (video)</a></p>
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		<title>Linea storica Napoli &#8211; Salerno interrotta, Agro isolato e amministratori muti</title>
		<link>https://sestante.tv/2025/09/25/linea-storica-napoli-salerno-interrotta-agro-isolato-e-amministratori-muti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[sestante redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Sep 2025 12:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agro Nocerino Sarnese]]></category>
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					<description><![CDATA[La linea storica ferroviaria Napoli-Salerno, tra lavori infiniti e bus sostitutivi inefficaci, trascina l’Agro nocerino sarnese in un isolamento sociale crescente.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 data-start="315" data-end="379">L’Agro sprofonda nell’isolamento mentre i sindaci tacciono</h3>
<p data-start="381" data-end="904">Uno dei drammi che vive il comprensorio agro è la continua interruzione della storica linea ferroviaria <strong data-start="485" data-end="503">Napoli &#8211; Salerno</strong>, ormai oggetto di lavori senza interruzioni. Interventi certamente necessari, ma sottovalutati per le loro ricadute sociali: conseguenze pesantissime per lavoratori e studenti pendolari, costretti a dipendere da servizi sostitutivi su gomma “metropolitani” che accumulano ritardi lungo le trafficate strade dei paesi. Qui, dove muoversi su gomma è già una tragedia quotidiana, la ferrovia mutilata rappresenta l’ennesimo colpo inferto a una grande comunità lasciata sola dalle istituzioni.</p>
<h3 data-start="911" data-end="935">Gomma e isolamento</h3>
<p data-start="937" data-end="1311">Il trasporto su gomma, che dovrebbe sopperire alle interruzioni, si rivela un incubo: mezzi insufficienti, tempi dilatati, percorrenze esasperate. «Il bus sostitutivo da Torre Annunziata a <a href="https://sestante.tv/?s=Santa+Maria+La+Bruna">Santa Maria La Bruna</a> ci mette un’ora, ed è solo un tratto del percorso» scrive sui social  l’attivista <strong data-start="1371" data-end="1389">Emiddio Ventre</strong>, fotografando la quotidianità assurda di chi deve raggiungere Napoli per lavoro o studio.</p>
<h3 data-start="1318" data-end="1345">La voce dei pendolari</h3>
<p data-start="1347" data-end="1642">«Ogni giorno una novità, oggi i tabelloni degli orari sono in tilt e la linea per Napoli è ancora chiusa. Nocera e l’Agro sono isolati dal mondo» aggiunge Ventre. Parole che si fanno eco di un malessere diffuso, ormai non più episodico ma abitudinario.</p>
<h3 data-start="1649" data-end="1673">Sindaci senza rete</h3>
<p data-start="1675" data-end="2108">Gli amministratori locali, che dovrebbero farsi portavoce di una protesta unitaria, restano muti e divisi. «I nostri sindaci sembrano curare solo il proprio orticello politico, mentre i cittadini restano prigionieri di disagi infiniti» aggiunge caustico. Nessuna interlocuzione forte con <a href="https://www.rfi.it/" rel="nofollow noopener" target="_blank"><strong data-start="1975" data-end="2004">Rete Ferroviaria Italiana</strong></a> o <strong data-start="2007" data-end="2021">Trenitalia</strong>, nessun tavolo di crisi, nessuna rete istituzionale capace di difendere i cittadini.</p>
<h3 data-start="2115" data-end="2139">L’Agro dimenticato</h3>
<p data-start="2141" data-end="2485">Quella che si consuma nell’Agro non è una semplice interruzione di linea, ma la fotografia di un fallimento collettivo: infrastrutture trascurate, città abbandonate, istituzioni e rappresentanti politici assenti. Se la ferrovia è il simbolo della modernità, qui è il segno più feroce di un passato che ritorna. E l’Agro, oggi, resta dimenticato e senza nessuno coincidenza per il futuro, alla faccia dell&#8217;alta velocità.</p>
<p><a href="https://sestante.tv/2025/08/30/scafati-gli-allagamenti-riaccendono-ferite-mai-guarite/">Scafati, gli allagamenti riaccendono ferite mai guarite</a></p>
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		<item>
		<title>Pomigliano, Stellantis sospende Panda e Tonale per dieci giorni</title>
		<link>https://sestante.tv/2025/09/24/pomigliano-stellantis-sospende-panda-e-tonale-per-dieci-giorni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[sestante redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2025 10:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Napoli e Campania]]></category>
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					<description><![CDATA[La direzione di Stellantis annuncia la sospensione temporanea delle linee di Panda e Tonale nello stabilimento campano di Pomigliano.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 data-start="841" data-end="871">La decisione di Stellantis</h3>
<p data-start="873" data-end="1355">Allo stabilimento di <a href="https://sestante.tv/?s=Pomigliano+d%E2%80%99Arco"><strong data-start="894" data-end="915">Pomigliano d’Arco</strong></a>, la direzione <a href="https://www.stellantis.com/it" rel="nofollow noopener" target="_blank"><strong data-start="930" data-end="944">Stellantis</strong></a> ha comunicato alle rappresentanze sindacali la sospensione temporanea di due linee chiave. La <strong data-start="1039" data-end="1053">Fiat Panda</strong> resterà ferma dal 29 settembre al 6 ottobre, mentre la produzione della <strong data-start="1126" data-end="1147">Alfa Romeo Tonale</strong> si fermerà per un periodo più lungo, fino al 10 ottobre. La misura sarà attuata attraverso contratti di solidarietà, strumento volto a ridurre l’impatto sociale e occupazionale delle decisioni industriali.</p>
<h3 data-start="1357" data-end="1407">Panda, leader penalizzata dal segmento in calo</h3>
<p data-start="1409" data-end="1763">La Panda resta un modello centrale, con una crescita del 4,7% in Europa nel 2025 e oltre 84mila immatricolazioni. Rimane l’auto più venduta in Italia e leader del segmento A europeo. Tuttavia, la flessione generale delle citycar e la contrazione della domanda nei canali B2B e RAC hanno ridotto il potenziale, soprattutto nella seconda parte dell’anno.</p>
<h3 data-start="1765" data-end="1800">Tonale e le sfide di Alfa Romeo</h3>
<p data-start="1802" data-end="2178">La <strong data-start="1805" data-end="1815">Tonale</strong> vive una fase più complessa. Nei primi sei mesi del 2025, <strong data-start="1874" data-end="1888">Alfa Romeo</strong> ha registrato un calo dell’1,9% nelle immatricolazioni UE rispetto al 2024, con contrazioni significative in mercati chiave come Francia, Germania e Italia. Se da un lato il diesel arretra del 28,1%, dall’altro crescono le versioni ibride, oggi sempre più apprezzate dai clienti europei.</p>
<h3 data-start="2180" data-end="2226">Le incognite geopolitiche e le prospettive</h3>
<p data-start="2228" data-end="2788">Le tensioni commerciali e i possibili dazi UE-USA incidono sulla pianificazione industriale. In questo scenario, Stellantis preferisce una sospensione limitata per evitare produzioni a intermittenza e ottimizzare la gestione delle linee. Nonostante le difficoltà, la strategia resta chiara: puntare su <strong data-start="2530" data-end="2540">Tonale</strong> e sulla nuova <strong data-start="2555" data-end="2565">Junior</strong>, con focus sulle versioni ibride e plug-in. Il segnale positivo arriva dai dati globali: nel primo semestre 2025 le immatricolazioni Alfa Romeo sono cresciute del 20% rispetto al 2024, base solida per lo sviluppo futuro.</p>
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		<title>Mattia Napoli eccellenza Unisa tra sostenibilità e educazione ambientale</title>
		<link>https://sestante.tv/2025/09/23/mattia-napoli-eccellenza-unisa-tra-sostenibilita-e-educazione-ambientale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[sestante redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Sep 2025 09:30:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mattia Napoli giovane ingegnere gestionale di Montoro porta innovazione e sensibilità ecologica dal mondo accademico alle scuole e alla comunità]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="713" data-end="872">Il percorso accademico di Mattia Napoli coniuga ricerca e didattica. Un progetto che trasforma la sostenibilità in esperienza educativa concreta e condivisa.</p>
<p data-start="894" data-end="1041"><strong data-start="894" data-end="911">Mattia Napoli</strong>, Salerno, sestante.tv, 2025<strong>, </strong><strong data-start="913" data-end="938">Università di Salerno</strong>, <strong data-start="940" data-end="957">sostenibilità</strong>, <strong data-start="959" data-end="975">fast fashion</strong>, <strong data-start="977" data-end="1002">educazione ambientale</strong>, <strong data-start="1004" data-end="1015">Montoro</strong>, <strong data-start="1017" data-end="1039">ricerca accademica</strong></p>
<h3 data-start="1048" data-end="1084">Una laurea che parla di futuro</h3>
<p data-start="1085" data-end="1589">L’<strong><a href="https://www.unisa.it/" rel="nofollow noopener" target="_blank">Università</a> degli Studi di <a href="https://sestante.tv/?s=Salerno">Salerno</a></strong> ha celebrato il successo accademico di <strong data-start="1160" data-end="1177">Mattia Napoli</strong>, giovane neo &#8211; laureato in Ingegneria Gestionale presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale. La sua tesi magistrale in Ecologia Industriale, dal titolo <em data-start="1334" data-end="1436">“Fast fashion e rifiuti tessili: analisi dei comportamenti di consumo e delle percezioni ambientali”</em>, affronta con rigore scientifico e sensibilità sociale due tematiche di grande attualità: la moda veloce e la produzione crescente di rifiuti tessili.</p>
<p data-start="1591" data-end="2086">L’analisi parte dagli impatti ambientali della fast fashion – consumo intensivo di acqua ed energia, uso massiccio di sostanze chimiche, emissioni di gas serra e dispersione di microplastiche – fino alle implicazioni etiche legate allo sfruttamento della manodopera nei paesi in via di sviluppo. La tesi non si limita a descrivere i problemi, ma colloca il tema nel contesto europeo e nazionale, mettendo in luce le politiche e le normative che promuovono riuso, riciclo ed economia circolare.</p>
<h3 data-start="2088" data-end="2129">Una ricerca tra scuola e territorio</h3>
<p data-start="2130" data-end="2613">Il valore del lavoro di Mattia non risiede soltanto nella parte teorica e accademica. La ricerca empirica è stata infatti condotta nella scuola secondaria di primo grado <strong data-start="2300" data-end="2344">“Abate F. Galiani” di Montoro (Avellino)</strong>, lo stesso istituto che Mattia aveva frequentato da ragazzo. L’esperienza, resa possibile grazie alla collaborazione della Prof.ssa <strong data-start="2477" data-end="2488">Gargano</strong>, correlatrice della tesi, ha trasformato il progetto in un’iniziativa educativa che ha coinvolto attivamente gli studenti.</p>
<p data-start="2615" data-end="3102">Questionari, visione di un video didattico, rilevazioni successive e la redazione di report qualitativi hanno scandito le fasi del lavoro. Parallelamente, i ragazzi hanno realizzato un cortometraggio a tema ambientale che ha conquistato il primo premio nella categoria Ambiente al <em data-start="2896" data-end="2935">School Movie – Cinedu School Festival</em> lo scorso 11 luglio ai Templi di Paestum. Un riconoscimento che conferma come la sinergia tra università e scuola possa generare risultati concreti e appassionanti.</p>
<h3 data-start="3104" data-end="3143">Le voci della comunità scolastica</h3>
<p data-start="3144" data-end="3611">La dirigente scolastica <strong data-start="3168" data-end="3187">Mimma Cirasuolo</strong> ha voluto sottolineare il valore dell’iniziativa:<br data-start="3237" data-end="3240" />“Questo lavoro rappresenta un esempio virtuoso di come ricerca scientifica, didattica e creatività possano convergere. La scuola si conferma un luogo privilegiato per promuovere cultura ambientale e responsabilità sociale. Il cortometraggio realizzato dagli studenti è un valore aggiunto che consolida l’apprendimento attraverso un linguaggio partecipativo e creativo.”</p>
<p data-start="3613" data-end="3957">Un riconoscimento speciale va al Prof. <strong data-start="3652" data-end="3671">Giovanni De Feo</strong>, docente di Ecologia Industriale e vincitore del <em data-start="3721" data-end="3748">Sustainability Award 2024</em> di UCID e Confassociazioni. De Feo è noto per il metodo divulgativo “Greenopoli”, che unisce rigore scientifico e approccio educativo, e che ha contribuito a plasmare il percorso formativo di Mattia Napoli.</p>
<h3 data-start="3959" data-end="3997">Un ponte tra accademia e società</h3>
<p data-start="3998" data-end="4566">Il progetto di tesi non si chiude nei confini universitari, ma apre prospettive di sviluppo. È già prevista la possibilità di presentare il lavoro non solo agli studenti della scuola “Galiani”, ma anche ai genitori, agli amministratori locali e ad altri istituti, diffondendo la cultura della sostenibilità su più livelli. L’esperienza dimostra che, grazie a educazione, dati scientifici e riflessione critica, è possibile generare cambiamenti reali e duraturi, che possono estendersi dal mondo scolastico all’università fino ai contesti professionali e industriali.</p>
<h3 data-start="4568" data-end="4600">Montoro, radici e passione</h3>
<p data-start="4601" data-end="5025">Oltre ai successi accademici, Mattia resta legato alle sue radici. A <strong data-start="4670" data-end="4681">Montoro</strong>, la sua città, è conosciuto anche per la passione per il calcio e per la capacità di coinvolgere amici e compagni nell’organizzazione di tornei di Fantacalcio. Un’attività che racconta la sua inclinazione per la strategia, la creatività e la socialità, valori che si affiancano al percorso universitario e che ne completano il profilo umano.</p>
<h3 data-start="5027" data-end="5068">Un modello per le nuove generazioni</h3>
<p data-start="5069" data-end="5404">Il percorso di <strong data-start="5084" data-end="5101">Mattia Napoli</strong> rappresenta un esempio positivo per i giovani: unisce competenze scientifiche, sensibilità ambientale e legame con la comunità. La sua storia mostra come l’impegno universitario possa tradursi in un contributo concreto alla società, attraverso l’educazione e la diffusione di valori di sostenibilità.</p>
<p data-start="5406" data-end="5805">La sua laurea non è soltanto il coronamento di un percorso personale, ma un segnale di speranza e responsabilità: l’idea che i cittadini del futuro debbano essere anche custodi del pianeta. Un messaggio che parte dall’Università di Salerno, attraversa le aule della scuola “Galiani” e raggiunge Montoro, per poi irradiarsi a chiunque abbia a cuore il destino dell’ambiente e delle comunità locali.</p>
<p><a href="https://sestante.tv/2025/08/21/campi-flegrei-studiata-leruzione-piu-potente-della-storia/">Campi Flegrei: studiata l’eruzione più potente della storia</a></p>
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