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	<title>disuguaglianze &#8211; Sestante.tv</title>
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	<description>Oltre il luogo &#34;comune&#34;</description>
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	<title>disuguaglianze &#8211; Sestante.tv</title>
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		<title>Caso sociale: povertà assoluta, cresce il divario tra le famiglie con figli</title>
		<link>https://sestante.tv/2026/08/02/caso-sociale-poverta-assoluta-cresce-il-divario-tra-le-famiglie-con-figli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[sestante redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Aug 2026 08:45:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
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		<category><![CDATA[Terzo Settore - Rubrica sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[Openpolis: cresce la povertà assoluta tra le famiglie con figli, più critica nei nuclei numerosi.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr">Il 33,2% delle famiglie con figli non può permettersi una vacanza: percentuale che sale al 53,3% con tre figli</p>
<h4 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" dir="ltr">Un fenomeno in aumento da vent&#8217;anni</h4>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr">La crescita della <strong>povertà assoluta</strong> continua a incidere sulle condizioni di vita di molte famiglie italiane, con effetti particolarmente evidenti nei nuclei con figli. È quanto emerge dall&#8217;analisi di <strong>Openpolis</strong>, basata su dati <strong>Istat</strong>, che fotografa un quadro in cui aumentano le difficoltà economiche e si ampliano le disuguaglianze. Negli ultimi due decenni l&#8217;incidenza del fenomeno è cresciuta in modo significativo: nel 2005 riguardava il <strong>3,3%</strong> della popolazione italiana, nel 2021 aveva già superato il <strong>9%</strong>. Le stime Istat relative al 2024 indicano che le persone in povertà assoluta hanno raggiunto circa <strong>5,7 milioni</strong>, pari al <strong>9,8%</strong> della popolazione.</p>
<h4 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" dir="ltr">Le famiglie con figli, le più esposte al rischio</h4>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr">Secondo i dati diffusi dalla fondazione, il <strong>33,2%</strong> delle famiglie con almeno un figlio non può permettersi una settimana di vacanza lontano da casa. La situazione è ancora più critica per i nuclei con almeno tre figli, dove la quota sale al <strong>53,3%</strong>, segnalando come la numerosità della famiglia rappresenti uno dei principali fattori di vulnerabilità economica. La presenza di figli minori aumenta ulteriormente il rischio: l&#8217;incidenza della povertà assoluta arriva al <strong>12,4%</strong> nelle famiglie con due figli e supera il <strong>20%</strong> in quelle con tre o più figli.</p>
<h4 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" dir="ltr">Cos&#8217;è la povertà assoluta e il ruolo delle famiglie monoreddito</h4>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr">L&#8217;<strong>Istat</strong> definisce in povertà assoluta le persone che non dispongono delle risorse necessarie per sostenere le spese considerate essenziali per uno standard di vita minimo, calcolate attraverso il cosiddetto &#8220;paniere di povertà assoluta&#8221; — che comprende alimentazione, abitazione, vestiario, salute e altri bisogni fondamentali — e variabile in base all&#8217;area geografica, alla composizione del nucleo familiare e all&#8217;età dei componenti. Diverso è invece il concetto di povertà relativa, che misura la distanza delle condizioni economiche di una famiglia rispetto al livello medio di benessere della popolazione. L&#8217;analisi di <strong>Openpolis</strong> evidenzia inoltre un altro elemento critico: tra il 2015 e il 2022 sono aumentate le famiglie monoreddito con figli piccoli in <strong>1.242 comuni italiani</strong>, un fenomeno che interessa <strong>39 capoluoghi di provincia</strong> e che trova il maggiore incremento percentuale a <strong>Nuoro</strong>, con una crescita del <strong>2,08%</strong> nello stesso periodo.</p>
<p><a href="https://sestante.tv/2026/08/01/san-valentino-torio-denuncia-per-inquinamento-al-fosso-imperatore-video/">San Valentino Torio, denuncia per inquinamento al Fosso Imperatore (video)</a></p>
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		<title>Servizi sociali, Campania sotto la media nazionale tra spesa e copertura</title>
		<link>https://sestante.tv/2025/12/28/servizi-sociali-campania-sotto-la-media-nazionale-tra-spesa-e-copertura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[sestante redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Dec 2025 11:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terzo Settore - Rubrica sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
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		<category><![CDATA[Sestante.tv. agro24]]></category>
		<category><![CDATA[spesa comunale]]></category>
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					<description><![CDATA[Relazione Cnel 2025. Servizi Sociali. Il divario territoriale resta profondo nei servizi sociali comunali, con la Campania ancora nelle ultime posizioni per spesa e livelli di assistenza.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="78" data-end="99">I dati Cnel confermano criticità strutturali: investimenti bassi, copertura limitata e necessità di rafforzare il ruolo delle gestioni consortili</p>
<h3 data-start="911" data-end="960">Campania fanalino di coda nella spesa sociale</h3>
<p data-start="962" data-end="1668">La <a href="https://sestante.tv/?s=Campania"><strong data-start="965" data-end="977">Campania</strong></a> si conferma tra le regioni con la spesa pro capite più contenuta per i <strong><a href="https://www.regione.campania.it/regione/it/regione/d-g-politiche-sociali-e-socio-sanitarie" rel="nofollow noopener" target="_blank">servizi sociali</a></strong> comunali. Secondo la Relazione annuale 2025 del <strong data-start="1113" data-end="1121">Cnel</strong>, la spesa media si ferma a 91 euro per abitante, ben al di sotto della media nazionale di 126 euro, cresciuta del 5% ma comunque inferiore all’inflazione. Un dato che colloca la regione, insieme alla Calabria, all’ultimo posto della graduatoria nazionale, evidenziando un divario persistente rispetto ai territori del Centro-Nord. Nonostante un incremento percentuale in alcune aree di intervento, la distanza strutturale resta ampia e incide direttamente sulla qualità e sull’accessibilità dei servizi per le fasce più fragili della popolazione.</p>
<h3 data-start="1670" data-end="1732">Famiglia, minori e anziani: coperture ancora insufficienti</h3>
<p data-start="1734" data-end="2424">Entrando nel dettaglio delle funzioni sociali, la Campania presenta livelli particolarmente bassi nei servizi rivolti a famiglia e minori, con un’incidenza di utenti pari a 13,6, sebbene in aumento del 24%. Un dato che, pur segnalando un recupero, rimane distante dalle regioni più virtuose. Ancora più critica la situazione dei servizi per gli anziani: la Campania si colloca nelle ultime posizioni nazionali con appena 4,2 utenti ogni mille abitanti, nonostante una crescita del 13%. Si tratta di numeri che fotografano un sistema di welfare locale sotto pressione, chiamato a rispondere a bisogni crescenti con risorse limitate, in un contesto demografico e sociale sempre più complesso.</p>
<h3 data-start="2426" data-end="2490">Il nodo delle consortili e la governance della spesa sociale</h3>
<p data-start="2492" data-end="3521" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Alla luce di questi dati, emerge con forza il tema della governance dei servizi sociali e del ruolo delle gestioni consortili. In Campania, i consorzi e gli ambiti territoriali sociali rappresentano lo snodo fondamentale per programmare e rendere più efficace la spesa, superando la frammentazione comunale, soprattutto nei territori più piccoli. Una maggiore incisività delle strutture consortili consentirebbe non solo economie di scala, ma anche una pianificazione più coerente degli interventi, capace di intercettare risorse regionali, nazionali ed europee. Il rapporto Cnel suggerisce implicitamente che senza un rafforzamento di questi strumenti e senza una visione condivisa tra enti locali, il rischio è quello di perpetuare un welfare diseguale, dove il luogo di residenza continua a determinare la qualità dei diritti sociali. Per la Campania, la sfida è trasformare i timidi segnali di crescita in un cambiamento strutturale, capace di colmare il divario e garantire servizi adeguati a cittadini, famiglie e comunità.</p>
<p><a href="https://sestante.tv/2025/12/25/presepi-inclusivi-a-nocera-inferiore-accoglienza-e-umanita-video/">Presepi inclusivi a Nocera Inferiore: accoglienza e umanità (video)</a></p>
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		<title>Safer Internet Day 2025: educazione digitale e rischi online</title>
		<link>https://sestante.tv/2025/01/28/safer-internet-day-2025-educazione-digitale-e-rischi-online/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[sestante redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2025 21:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Vita quotidiana]]></category>
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		<category><![CDATA[Competenze digitali]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Safer Internet Day 2025 promuove un uso consapevole del web, evidenziando rischi come cyberbullismo e disuguaglianze digitali tra giovani italiani.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>Cyberbullismo e disuguaglianze digitali</strong></h3>
<p>L’11 febbraio 2025 si celebrerà il <strong>Safer Internet Day</strong>, giornata europea dedicata alla sensibilizzazione verso un uso consapevole e sicuro di<a href="https://sestante.tv/?s=internet"> internet</a>. Questa ricorrenza pone un focus particolare sui giovani, che da un lato beneficiano delle opportunità offerte dalle tecnologie digitali, ma dall’altro sono i più esposti ai rischi della rete. Tra le principali minacce emergono il cyberbullismo, che colpisce il 10% degli studenti delle scuole secondarie (18,2% tra gli alunni stranieri), e la diffusione non autorizzata di dati personali. Secondo quanto riporta<strong> Openpolis</strong>, questi fenomeni contribuiscono ad aggravare le disuguaglianze socioeconomiche e territoriali, rafforzando disparità già esistenti.</p>
<h3><strong>Intelligenza artificiale e nuove competenze</strong></h3>
<p>In questo contesto, la rapida diffusione dell’<strong>Intelligenza Artificiale (IA)</strong> rappresenta una sfida educativa cruciale. Se da un lato gli algoritmi offrono enormi potenzialità, dall’altro richiedono un’educazione critica e consapevole. Secondo quanto riporta Openpolis, modelli didattici innovativi devono promuovere competenze come la creatività e il pensiero critico, essenziali per padroneggiare strumenti tecnologici sempre più complessi. Tuttavia, in Italia il divario digitale resta marcato: solo il 45,8% dei cittadini possiede competenze digitali di base, contro una media UE del 55,6%. La percentuale sale al 58,5% tra i giovani di 16-29 anni, ma rimane inferiore alla media europea del 70,7%.</p>
<h3><strong>Infrastrutture scolastiche insufficienti</strong></h3>
<p>Un ulteriore ostacolo è rappresentato dalla mancanza di infrastrutture scolastiche adeguate. Secondo quanto riporta Openpolis, durante l’anno scolastico 2022-2023 solo il 35,7% degli edifici scolastici italiani disponeva di aule informatiche, con significative disparità territoriali. Le regioni meridionali, come Campania (22%) e Calabria (21,8%), mostrano i dati più bassi, mentre il divario è ancora più marcato nelle zone rurali. Tale situazione limita l’accesso alle competenze digitali per i giovani che vivono in contesti già caratterizzati da svantaggi economici e sociali. Investire in infrastrutture scolastiche e colmare il divario digitale sono passi fondamentali per garantire pari opportunità alle nuove generazioni e costruire un futuro più inclusivo.</p>
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