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		<title>Filomena Iovinella incanta con “Le Petit Sort” tra sortilegi e parole vive</title>
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		<dc:creator><![CDATA[angela giordano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2025 20:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[2025]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel suo nuovo romanzo, Filomena Iovinella intreccia lirismo e narrativa, creando un incantesimo letterario tra Parigi e Roma, poesia e memoria.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“Le Petit Sort. Incantesimo a Parigi” di Filomena Iovinella è un romanzo che non si legge: *si attraversa.</strong></p>
<p>Come un boulevard parigino al tramonto, il testo vibra di luci oblique, di ombre che sussurrano, di parole che non si limitano a raccontare ma evocano, incantano, trasformano.</p>
<p>L’autrice costruisce un universo narrativo stratificato, dove ogni ambientazione è una soglia e ogni personaggio una chiave.</p>
<p>La Parigi di <a href="https://www.mondadoristore.it/autore/filomena-iovinella/c/00622691" rel="nofollow noopener" target="_blank">Filomena Iovinella</a> non è mai cartolina: è carne e sogno, è il luogo dove il sortilegio prende forma, dove la letteratura si fa corpo. Roma, in contrasto, è memoria e radice, un contrappunto mediterraneo che bilancia l’etereo della capitale francese. Le librerie di Andrea e Raia sono templi della parola, luoghi in cui la scrittura si rifrange in mille direzioni, e la taverna di Inge è il cuore pulsante del romanzo, dove il privato si mescola al pubblico, dove il cibo diventa narrazione e il cinema un sottotesto segreto.</p>
<p>La scrittura di Iovinella è densa, lirica, colta, ma mai ostile. È una lingua che chiede attenzione, che premia la lentezza, che si nutre di rimandi e stratificazioni. Il lettore è chiamato a un esercizio di immersione, ma ne esce trasformato, come chi ha vissuto un piccolo incantesimo. Il romanzo è un elogio alla parola scritta, alla sua capacità di creare mondi, di svelare verità, di custodire misteri.</p>
<h3><strong>Intervista a Filomena Iovinella</strong></h3>
<p><strong>Il tuo romanzo è attraversato da una tensione poetica costante. Come nasce questa scelta stilistica?</strong></p>
<p>La poesia è il mio respiro naturale. Anche quando racconto, non posso fare a meno di cercare il ritmo, l’immagine, la vibrazione. Non è una scelta, è una necessità. La densità stilistica è il mio modo di rendere giustizia alla complessità delle emozioni.</p>
<p><strong>La taverna di Inge è uno spazio narrativo molto particolare. Come l’hai concepita?</strong></p>
<p>Inge è il mio personaggio più enigmatico. La sua taverna è un luogo di passaggio, di incontro, ma anche di rivelazione. Volevo uno spazio che fosse al tempo stesso concreto e simbolico, dove il cibo fosse memoria e il cinema un gioco di specchi. È lì che i personaggi si spogliano delle maschere.</p>
<p><strong>Hai scelto Parigi e Roma come scenari principali. Cosa ti ha guidato in questa decisione?</strong></p>
<p>Parigi è il luogo del sortilegio, della metamorfosi. Roma è il luogo dell’origine, della parola che si fa pietra. Volevo che il romanzo avesse due poli: uno che spingesse verso l’alto, verso il sogno, e uno che tenesse ancorati alla terra, alla storia.</p>
<p><strong>Nel tuo romanzo le librerie sono più che ambientazioni: sembrano personaggi. Perché?</strong></p>
<p>Le librerie sono i miei luoghi dell’anima. Andrea e Raia non gestiscono semplici negozi, ma universi. Ogni scaffale è una possibilità, ogni libro una porta. Volevo che il lettore sentisse il profumo della carta, il silenzio pieno di attese, la magia che solo una libreria sa custodire.</p>
<p><strong>Stai già lavorando a un nuovo progetto?</strong></p>
<p>Sì, e questa volta mi sto spingendo ancora più in là. È una sfida narrativa e personale. Non posso dire molto, ma sarà un viaggio nel tempo e nella parola. E come sempre, Pathos Edizioni sarà al mio fianco, con la sua energia eclettica e la sua gioia contagiosa.</p>
<p><a href="https://sestante.tv/2025/10/07/allagamenti-tra-angri-pagani-e-scafati-la-verita-nascosta-sotto-le-strade/">Allagamenti tra Angri, Pagani e Scafati: la verità nascosta sotto le strade</a></p>
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