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	<title>prestazioni sanitarie &#8211; Sestante.tv</title>
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		<title>Campania. Tagli ai rimborsi: a rischio i laboratori privati accreditati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[sestante redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Nov 2024 11:42:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Campania. Dal 30 dicembre, tagli ai rimborsi per i laboratori privati accreditati causano rischi per occupazione, prestazioni sanitarie e aumento delle liste d’attesa.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5 style="text-align: left;">Tagli ai rimborsi: a rischio i laboratori privati accreditati</h5>
<p>Dal prossimo 30 dicembre, con l’entrata in vigore del nuovo <strong>Nomenclatore tariffario</strong>, il sistema sanitario italiano subirà un cambiamento significativo. Questo aggiornamento, che arriva dopo 28 anni, rivede le <strong>tariffe</strong> per 1.113 prestazioni di specialistica ambulatoriale e protesica su un totale di 3.171, portando a una riduzione del 35% delle tariffe.</p>
<h5>Conseguenze sui laboratori privati</h5>
<p>Il taglio dei <a href="https://sestante.tv/">rimborsi</a> colpirà duramente i laboratori di analisi privati accreditati, che rappresentano una parte essenziale del sistema sanitario. Solo in Campania, ci sono 411 strutture accreditate che erogano in media nove prestazioni annue per residente e danno lavoro a oltre 5.000 addetti, tra biologi, tecnici, infermieri e personale amministrativo.</p>
<p>Secondo <strong>Elisabetta Argenziano</strong>, presidente nazionale di Federbiologi, la riduzione dei rimborsi rischia di creare un effetto catastrofico: chiusura delle strutture, perdita di posti di lavoro e aumento delle liste di attesa, aggravando un sistema sanitario già in crisi come riportato da “<strong>Il Corriere del Mezzogiorno</strong>”.</p>
<h5>Esami essenziali a rischio</h5>
<p>Tra le <strong>prestazioni</strong> più penalizzate, spiccano esami di laboratorio fondamentali come l’emocromo, utilizzato per monitorare i pazienti oncologici in <strong>chemioterapia</strong>, e i marcatori tumorali, il cui rimborso scenderà da 12,66 a 6,8 euro. Questi tagli mettono in difficoltà i laboratori, che potrebbero non essere più in grado di garantire tali servizi, spingendo i pazienti a rivolgersi al settore pubblico o a pagare interamente di tasca propria.</p>
<h5>Proteste e richieste di intervento</h5>
<p>Dal 30 dicembre, le strutture accreditate garantiranno solo le prestazioni urgenti, invitando gli altri pazienti a rivolgersi agli ospedali o a sostenere i costi privatamente. Questo scenario preoccupa i sindacati, come l’<strong>Uap</strong>, e le associazioni di categoria, che parlano di un possibile collasso della sanità privata accreditata.</p>
<p>Federbiologi ha già richiesto un incontro con il governatore della Campania, <strong>Vincenzo De Luca</strong>, per trovare soluzioni che evitino il tracollo del sistema. La presidente Argenziano sottolinea che la sanità privata accreditata, pur rappresentando solo il 2-5% della spesa sanitaria totale, eroga tra il 60 e l’80% delle prestazioni ambulatoriali, garantendo diagnosi per l’80% delle patologie.</p>
<h5>Un sistema in bilico</h5>
<p>L’entrata in vigore del nuovo nomenclatore rischia di lasciare migliaia di cittadini senza un servizio essenziale, aggravando le disparità tra Nord e Sud e rendendo ancora più difficile l’accesso alle cure. L’appello è chiaro: serve un intervento urgente per evitare che i costi di questa revisione ricadano sulle fasce più deboli della popolazione.</p>
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