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		<title>Il drammatico stato della salute mentale in Italia, resta la speranza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[sestante redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Dec 2024 12:37:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terzo Settore - Rubrica sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[Un'indagine approfondita di "L'Espresso" rivela il disastroso stato della salute mentale in Italia: mancano risorse, personale e una visione culturale.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Una crisi senza fine</h3>
<p>Nonostante l’aumento di interesse sociale, la <a href="https://sestante.tv/?s=salute">salute</a> mentale in Italia rimane trascurata. Una dettagliata inchiesta de <strong>&#8220;L’Espresso&#8221;</strong> ha messo in luce il grave declino dei <strong>Dipartimenti di Salute Mentale (Dsm)</strong>, che rappresentano il punto di riferimento del Servizio Sanitario Nazionale per il disagio psichico. Risorse insufficienti, personale ridotto e lacune organizzative segnano un quadro preoccupante.</p>
<p>Secondo <strong>Fabrizio Starace</strong>, psichiatra e direttore del Dsm di Modena, la situazione è caratterizzata da un’&#8221;assuefazione allo smantellamento.&#8221; Nonostante le crescenti necessità, solo il 3% del budget sanitario è destinato alla salute mentale, contro il 10% raccomandato dagli esperti.</p>
<h3>Numeri allarmanti e sottofinanziamento</h3>
<p>L’ultimo rapporto del Ministero della Salute, basato su dati del 2022, rileva che i Dsm italiani impiegano 30.101 operatori. La <strong>Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica (Siep)</strong> stima che per adeguarsi agli standard sarebbero necessarie altre 11.347 unità, con un investimento di circa 700 milioni di euro.</p>
<p>Il disegno di legge 1241 propone un rafforzamento minimo: solo 247 assunzioni tra il 2025 e il 2026. In un contesto di diseguaglianze regionali, si registrano esempi positivi grazie alla dedizione di singoli professionisti, ma nella maggior parte del Paese la situazione è un “disastro,&#8221; come conferma <strong>Gisella Trincas</strong>, presidente dell’<strong>Unione Nazionale delle Associazioni per la Salute Mentale (Unasam).</strong></p>
<h3>Gravi carenze per i giovani</h3>
<p>La situazione è ancora più critica per i minori. I percorsi di cura per i pazienti sotto i 18 anni spesso si interrompono con il passaggio all’età adulta, a causa di una mancata continuità assistenziale. Un monitoraggio europeo del 2019 aveva già evidenziato che solo il 20% dei pazienti riceve un trattamento continuativo. Secondo <strong>Marco Armellini</strong>, neuropsichiatra infantile, l’assistenza dovrebbe coprire tutto l’arco della vita e non fermarsi ai limiti anagrafici.</p>
<h3>Mancanza di dati e monitoraggio</h3>
<p>Uno dei principali problemi è la scarsità di dati affidabili. Se per gli adulti il Ministero della Salute pubblica un rapporto annuale, per i minori non esiste un monitoraggio nazionale. Regioni come Emilia-Romagna e Piemonte hanno avviato rilevazioni locali, ma a livello nazionale il vuoto informativo è preoccupante.</p>
<h3>Vecchie logiche istituzionalizzanti</h3>
<p>Persistono anche problematiche culturali. La permanenza prolungata in strutture come le <strong>Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (Rems)</strong> e le comunità terapeutiche rischia di trasformarsi in una forma di neoistituzionalizzazione. Trincas denuncia la privazione di libertà e le pratiche coercitive che caratterizzano alcune di queste realtà.</p>
<h3>Il ruolo del volontariato e delle iniziative locali</h3>
<p>Nonostante tutto, alcune iniziative offrono speranza. A Genova, la professoressa <strong>Marina Capurro</strong> coordina una scuola unica per pazienti psichiatrici, che include attività di falegnameria, fotografia e arte. La mancanza di risorse è compensata dal volontariato e dall’impegno personale. Tuttavia, il rischio che questi progetti si interrompano è alto, specialmente con i tagli alle ore di insegnamento e il pensionamento degli operatori.</p>
<h3>Una riforma culturale</h3>
<p>La salute mentale in Italia ha urgente bisogno di una riforma culturale e di investimenti concreti. Le quattro proposte di legge attualmente al vaglio del Parlamento sollevano dubbi e critiche, con l’Unasam che sottolinea la necessità di applicare le normative già esistenti piuttosto che crearne di nuove. L’indagine de <strong>&#8220;L’Espresso&#8221;</strong> mette in evidenza l’importanza di non abbassare la guardia e di continuare a sostenere chi combatte ogni giorno per un sistema sanitario più equo. Approfondimenti nel numero in edicola.</p>
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