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		<title>Urbanistica, Puc e varianti: a San Valentino Torio un cambio di paradigma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[sestante redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jan 2026 20:10:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A San Valentino Torio due varianti al Puc segnano un cambio di rotta urbanistico basato su semplificazione normativa ed efficientamento realistico.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="345" data-end="503">L’analisi del <strong data-start="377" data-end="407">prof. ing. Roberto Gerundo</strong> su una sperimentazione che aggiorna la pianificazione comunale ai mutamenti economici e sociali</p>
<h3 data-start="973" data-end="1019">Una sperimentazione che rompe gli schemi</h3>
<p data-start="1021" data-end="1728">Nel Comune di <a href="https://sestante.tv/?s=San+Valentino+Torio"><strong data-start="1035" data-end="1058">San Valentino Torio</strong></a>, amministrato dal sindaco <strong data-start="1085" data-end="1106">Michele Strianese</strong>, è in atto una sperimentazione urbanistica di particolare rilievo nel panorama dei piccoli e medi comuni. «Si sta portando avanti una sperimentazione di estrema originalità nel rinnovamento della regolamentazione urbanistica», osserva il <strong data-start="1345" data-end="1375">professore ingegnere Roberto Gerundo</strong>, riferendosi alle due varianti coordinate al <a href="https://www.comune.sanvalentinotorio.sa.it/documento_pubblico/puc/" rel="nofollow noopener" target="_blank">Puc</a> adottate nella seconda parte del 2025: una di semplificazione normativa e una di efficientamento urbanistico. «Si è così prodotta una innovazione del Piano approvato nel 2020, giusto a cinque anni di distanza», un intervento che non si limita a correggere il piano, ma ne aggiorna l’impianto strategico.</p>
<h3 data-start="1730" data-end="1782">Piani pensati per una crescita che non c’è più</h3>
<p data-start="1784" data-end="2460">Secondo <strong data-start="1792" data-end="1803">Gerundo</strong>, l’esperienza di San Valentino Torio intercetta una criticità diffusa. «I piani urbanistici sono stati costruiti su fattori socio-economici che, a partire dal 2007, sono mutati profondamente», senza che la pianificazione ne abbia realmente preso atto. In questi anni, spiega il docente, si è continuato a programmare come se la crescita economica fosse ancora possibile, ignorando una realtà segnata da stagnazione del Pil, perdita di potere d’acquisto delle famiglie, desertificazione demografica ed emigrazione giovanile. «Si è continuato a traguardare una condizione di crescita che non c’era più», producendo strumenti urbanistici sempre meno efficaci.</p>
<h3 data-start="2462" data-end="2505">Dalla rendita al realismo urbanistico</h3>
<p data-start="2507" data-end="3308" data-is-last-node="" data-is-only-node="">È in questo scenario che entra definitivamente in crisi l’urbanistica estrattiva. «Dagli anni Settanta in poi i piani miravano a frenare gli investimenti medi e piccoli, puntando sulle grandi trasformazioni per estrarre rendita fondiaria», ricorda <strong data-start="2755" data-end="2766">Gerundo</strong>. Ma quella stagione si è esaurita, soprattutto nei comuni non metropolitani e non costieri. «La criticità socio-economica ha determinato il calo, se non l’azzeramento, di questo modello», imponendo un cambio di paradigma. Da qui la scelta del down-sizing degli interventi e della semplificazione degli strumenti di piano, come nel caso di San Valentino Torio, un approccio replicabile che <strong data-start="3156" data-end="3167">Gerundo</strong> sta applicando anche in altri comuni sotto i 40 mila abitanti, indicando una via più realistica e sostenibile per lo sviluppo dei territori.</p>
<p><a href="https://sestante.tv/2026/01/03/angri-il-cimitero-delle-targhe-sul-cavalcavia-dimenticato-video/">Angri, il cimitero delle targhe sul cavalcavia dimenticato (video)</a></p>
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