Il caso dello sfratto
Al Centro per l’Impiego di Scafati le attività continuano in parte in smart working, mentre il dibattito politico resta più acceso che mai. La struttura di via Terze è stata sottoposta a sfratto esecutivo alla fine della scorsa settimana, a seguito di morosità e di un’ordinanza datata addirittura 2020.
Le richieste dell’opposizione
La minoranza chiede chiarimenti sul passato e sul futuro della vicenda. I consiglieri comunali Michele Grimaldi e Francesco Velardo vogliono fare chiarezza per dare risposte a un territorio privo di uno sportello fisico fondamentale. Hanno quindi presentato un’interrogazione consiliare scritta, volta a ottenere spiegazioni sulla situazione debitoria dell’ente, sul perché non si sia evitato lo sfratto e sul mancato utilizzo dei locali di via Sant’Antonio Abate, già previsti come sede alternativa.
«La chiusura del Centro non è solo una questione amministrativa. È una ferita per la città, per chi cerca lavoro e per chi crede nel ruolo del pubblico e nei servizi territoriali – hanno dichiarato Grimaldi e Velardo –. Non possiamo rassegnarci a questa logica di abbandono. Serve responsabilità, trasparenza e una visione che metta al centro i diritti delle persone».
Le critiche di Avagnano
Critico anche il consigliere comunale Gennaro Avagnano, che ha ricordato come lo spostamento nella struttura di via Sant’Antonio Abate fosse fermo da mesi. «La Regione doveva farsi carico di alcuni lavori da eseguire, ma tutto è rimasto bloccato, pur avendo avuto un accesso dell’ufficiale giudiziario già un anno fa – ha spiegato –. Come l’amministrazione comunale pressa la Regione Campania per altri finanziamenti, ad esempio quelli per lo stadio, si sarebbe potuto fare di più per completare i lavori nei locali comunali, oppure stanziare le somme necessarie e poi ottenere il rimborso. Invece c’è stato solo disinteresse».
La replica del sindaco
Il sindaco Pasquale Aliberti rimanda ogni responsabilità a Palazzo Santa Lucia: «La Regione aveva promesso di utilizzare i fondi del Pnrr, ma finora si è visto solo un funzionario che parla di 136 giorni per la fine dei lavori, senza specificare da quando. Hanno grandi responsabilità, perché noi come Comune ci siamo messi a disposizione con i locali».
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