Un modello atteso da anni che chiama in causa Comuni, Asl e Regione sulla rapidità dell’attivazione dei servizi.
Un cantiere che va oltre il cemento
Non è solo un’opera pubblica, ma un passaggio culturale. A Sant’Antonio Abate la Casa di Comunità comincia a materializzarsi e con essa l’idea di una sanità più vicina ai cittadini, capace di intercettare i bisogni prima che diventino emergenze. In un territorio come l’Agro nocerino sarnese, segnato da una forte pressione sui presìdi ospedalieri, la messa a regime di questi servizi rappresenta una necessità non più rinviabile.
Le parole della sindaca Abagnale
A ribadirlo è la sindaca Ilaria Abagnale, che ha voluto condividere pubblicamente il significato di questo passaggio: «Sant’Antonio Abate avrà una propria Casa di Comunità e oggi la vediamo finalmente concretizzarsi fra le fondamenta di una struttura pensata per accogliere un team multidisciplinare al servizio della popolazione abatese». Un progetto che, come sottolinea la prima cittadina, nasce da un lavoro amministrativo corale e costante.
Servizi integrati e presa in carico
La Casa di Comunità sarà dotata di infrastruttura informatica, punto prelievi e strumentazione polispecialistica, elementi essenziali per garantire una reale presa in carico della comunità. «Con questa struttura – evidenzia Abagnale – potremo assicurare continuità assistenziale, integrazione tra sanità e sociale e una risposta più efficace ai bisogni quotidiani delle persone». Un obiettivo condiviso con l’assessore alle Politiche Sociali Catello di Risi, impegnato nel coordinamento con gli uffici.
Una sfida per tutto l’Agro
Il caso di Sant’Antonio Abate si inserisce in un percorso più ampio. Nell’Agro nocerino sarnese altri sindaci si sono già fatti promotori delle Case di Comunità, da Nocera Inferiore a Scafati, fino a Sarno, riconoscendone il valore strategico. La vera sfida, ora, è accelerare i tempi: «La CdC – conclude la sindaca – diventerà il punto di riferimento continuativo per la popolazione. È un traguardo di cui siamo fieri, ma anche una responsabilità che ci impone di andare avanti senza rallentamenti».
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