L’ultimo consiglio del 2025 certifica la fragilità dell’era Cosimo Ferraioli, tra numeri risicati, conti irrisolti e ipotesi di dopo-mandato
Un’aula che parla da sola
Angri. Il consiglio comunale di ieri, uno degli ultimi del 2025, si è consumato in pochi passaggi e molte assenze, dando per l’ennesima volta l’immagine plastica di un’amministrazione ormai claudicante. I banchi della ormai certificata “ex maggioranza” si sono riempiti lentamente postumi, quasi per inerzia, con un novero consiglieri “alleati” comparsi “strategicamente” a seduta avviata, più per dovere che per convinzione, lanciando il solito timido segnale di malessere politico di insoddisfazione.
Il numero legale per aprire i lavori è stato garantito dai resti del centrodestra: Forza Italia e Fratelli d’Italia, mentre il resto del contesto ha trasmesso, in anche streaming, l’ennesima prova di una presenza politica ormai sfilacciata e disinteressata a tutto. Più che un consesso decisionale, l’aula è apparsa come un ritrovo forzato di fine mandato, senza scosse né visione, con la sensazione diffusa che dell’attuale assetto amministrativo si rimasto ben poco o forse non lo è mai stato dal 2020.
Bilanci, assenze e conti che tornano male
All’ordine del giorno figurava il bilancio dell’azienda speciale Angri Eco Servizi, un punto che avrebbe meritato ben altro approfondimento. L’assessore Salvatore Mercurio non era presente a relazionare, lasciando il compito direttamente al sindaco Cosimo Ferraioli, in una sostituzione che ha avuto il sapore dell’improvvisazione più che della collegialità. Una manovrata e consolidata monotonia interrotta dall unico e interessante intervento dell’ex sindaco e consigliere comunale Pasquale Mauri, che ha riportato in aula la questione del credito di oltre 405mila euro vantato dall’azienda speciale nei confronti del Comune di San Marzano sul Sarno, maturato per servizi resi negli anni passati e mai saldato dall’ente. Il sindaco ha assicurato che le procedure di recupero sono state avviate, ma le rassicurazioni, a questo punto del mandato, sembrano più circostanziali che come impegni a venire verificabili.
Centri inutilizzati e successioni in controluce
Ancora Mauri ha puntato l’attenzione sul centro di raccolta di via Campia, costato 190mila euro di fondi ministeriali e mai messo in esercizio, con il rischio concreto di trasformarsi in un nuovo debito fuori bilancio. A questo si aggiunge la vicenda dei cassonetti acquistati con finanziamenti pubblici e accantonati in un’area comunale di via Santa Maria, simboli immobili di una gestione che accumula ma senza distribuire.
Da sfondo, l’amministrazione naviga verso l’appuntamento elettorale della prossima primavera con fari spenti e poche certezze. Ferraioli, che non sembra intenzionato a uscire di scena, lavora sottotraccia alla sua successione: il nome della dirigente scolastica Rossella Tedesco resta sul taccuino ma senza conferme ne smentite, mentre quello di Nunzio Carpentieri, ex sindaco e già consigliere regionale, appare più scenografico ed evocativo che realmente spendibile. Per ora solo ipotesi, ma il consiglio di ieri ha chiarito una cosa: l’amministrazione Ferraioli non c’è più si procede di conserva, verso un futuro che resta nebuloso.
Fiume Sarno, dragaggi fermi: Aliberti chiede chiarezza a Scafati (video)














