Voci, smentite istituzionali e timori diffusi riaccendono il dibattito sul futuro della scuola media Galvani/Opromolla ad Angri.
Il ritorno di un tema mai chiuso
Ad Angri torna a farsi sentire, con forza crescente, il tema del dimensionamento scolastico, riaprendo una ferita mai del tutto rimarginata nel rapporto tra istituzioni, comunità scolastica e famiglie. Al centro delle preoccupazioni c’è la scuola media statale Galvani/Opromolla, attorno alla quale, negli ultimi giorni, si sono rincorse ipotesi di un possibile smembramento o di una riorganizzazione strutturale per gli anni scolastici futuri.
Le preoccupazioni di famiglie e docenti
L’idea di un nuovo assetto, sebbene priva al momento di contorni ufficiali, ha generato un clima di allarme diffuso. Genitori, docenti e dirigenti scolastici osservano con attenzione ogni segnale proveniente dagli uffici comunali, temendo il riproporsi di uno schema già vissuto in passato. Qualche anno fa, infatti, una delibera di dimensionamento fu ritirata dopo una mobilitazione ampia e trasversale, segno di quanto la questione tocchi nervi scoperti nella città.
Il ruolo del Comune di Angri
In questo contesto si inserisce il ruolo del Comune di Angri, chiamato ancora una volta a fare chiarezza. L’amministrazione è finita nel mirino di una parte dell’opinione pubblica, che vede nelle voci circolate un possibile preludio a decisioni già tracciate. A smentire con fermezza queste interpretazioni è intervenuta l’assessora alle politiche scolastiche, Maria Giovanna Falcone, che ha ribadito l’assenza di atti formali o proposte di Giunta sul dimensionamento per l’anno scolastico 2026/2027. Una presa di posizione netta, che mira a rassicurare le famiglie e il personale scolastico, ma che non basta, da sola, a spegnere del tutto le preoccupazioni.
La voce della dirigenza scolastica
Il dibattito si arricchisce anche delle riflessioni provenienti dal mondo della scuola. La dirigente scolastica Anna Scimone, alla guida della Galvani/Opromolla, ha affidato al pensiero critico e alla forza delle idee una lettura più ampia della vicenda. La sua posizione richiama l’attenzione sui rischi di un dimensionamento concepito come mera operazione numerica, capace di produrre istituti formalmente distinti ma costretti a condividere spazi, risorse e utenza, con effetti negativi sulla qualità della didattica e sulla vivibilità degli ambienti scolastici.
Un dibattito che riguarda l’intera città
Il tema, dunque, va oltre la singola scuola e investe una visione complessiva del sistema educativo cittadino. Il dimensionamento scolastico non è solo una questione amministrativa, ma un passaggio che incide sulla quotidianità di studenti, famiglie e lavoratori della scuola. Ad Angri, mentre le istituzioni negano l’esistenza di decisioni imminenti, resta viva l’attenzione di una comunità che chiede trasparenza, confronto e scelte fondate su una reale progettualità educativa, non su astratte ipotesi o logiche di semplice razionalizzazione.
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