Un fenomeno in crescita
La presenza dei cinghiali nelle aree della provincia di Salerno è diventata un’emergenza diffusa. Non solo nell’agro nocerino sarnese e nei Monti Lattari, ma anche e soprattutto nelle zone interne del Cilento, il problema si è aggravato negli ultimi mesi. Sempre più branchi scendono a valle alla ricerca di cibo, penetrando nei centri abitati e devastando i terreni agricoli.
Gli agricoltori cilentani denunciano perdite enormi: uliveti, vigneti e coltivazioni di ortaggi vengono distrutti in poche ore. «Abbiamo investito mesi di lavoro e ci ritroviamo campi irriconoscibili» – raccontano alcuni produttori della zona di Vallo della Lucania e santa Maria di Castellabate dove anche il turismo viene messo a rischio. Dicono tutto la diffusione delle immagini, diffuse sul web, degli ungulati che passeggiano indisturbati sul lungomare di Santa Maria di Castellabate.
Sicurezza stradale e cittadini a rischio
Non meno preoccupante è l’impatto sulla viabilità. Lungo le arterie che attraversano il Cilento e collegano i comuni costieri alle aree interne, gli attraversamenti improvvisi dei cinghiali hanno già causato incidenti e situazioni di grave pericolo. La stessa emergenza si registra nelle zone pedemontane tra Nocera Inferiore, Angri e Pagani e i paesi ai piedi dei Monti Lattari.
La voce delle istituzioni
Le amministrazioni locali hanno alzato il livello di allerta. Diversi sindaci dell’agro e del Cilento hanno chiesto alla Regione Campania un piano di contenimento straordinario, con abbattimenti selettivi e misure concrete per ridurre la pressione dei cinghiali sulle aree abitate.
Il presidente Vincenzo De Luca ha riconosciuto la gravità del problema e già annunciato azioni specifiche, ma gli interventi reali non bastano a rassicurare comunità sempre più preoccupate. Le associazioni agricole chiedono risposte tempestive: «Il fenomeno è fuori controllo, servono misure immediate per evitare il collasso delle attività produttive e tutelare i cittadini».
Un problema di convivenza
Il tema dei cinghiali tocca direttamente il delicato equilibrio tra natura e insediamenti umani. Sui Monti Lattari, così come nel Cilento, la fauna selvatica sembra non trovare più habitat sufficienti e quindi invade i territori coltivati e abitati.
Occorrono soluzioni integrate, che vadano oltre la gestione emergenziale: monitoraggio costante, azioni mirate di contenimento, sostegno agli agricoltori danneggiati e soprattutto un piano regionale condiviso. Senza queste misure, la convivenza tra uomo e natura rischia di trasformarsi in un pericoloso conflitto permanente, con danni irreversibili per l’economia agricola e la pubblica incolumità.
Angri, Corso Italia cambia volto: svolta per il centro cittadino (video)














