Volontariato e solidarietà. Al Castello Doria il docufilm e la festa per i dieci anni dell’associazione tra cura, empatia e musica
Il naso rosso che trasforma la paura
Angri. Il naso rosso è una piccola maschera capace di trasformare la grande paura in coraggio, attraverso improvvisazione, il gioco e l’empatia degli individui. È il simbolo che identifica i volontari della clownterapia, spesso clown dottori, che portano sorrisi negli ospedali, nelle RSA e nei contesti di disagio per sostenere le persone più fragili, in particolare bambini e famiglie.
Le loro sono più delle performance che interventi e si concentrano soprattutto nei reparti pediatrici, in chirurgia pediatrica, radioterapia e oncologia, luoghi dove dolore e stress rischiano di prevalere. L’obiettivo è alleggerire la tensione, combattere la paura e, in alcuni casi, ridurre persino il ricorso agli anestetici grazie alla distrazione positiva e alla relazione empatica che si crea tra paziente, clown e lo stesso personale sanitario sollecitato a livello emotivo. Un modello che richiama l’esperienza di Patch Adams, il medico precursore della clownterapia portata sul grande schermo da Robin Williams, simbolo di un approccio alla medicina fondato sull’umanizzazione delle cure.
Il docufilm al Castello Doria
Salendo lungo le scale del palazzo medievale e seguendo idealmente un filo rosso lungo la salita del Castello Doria ad Angri, si accede alla sala degli affreschi che per anni ha ospitato il consiglio comunale e numerosi eventi cittadini. Qui, tra un pubblico numeroso ma silenzioso, è stato proiettato il docufilm dedicato ai dieci anni dell’associazione Nasi Rossi Clown Therapy, un racconto per immagini che ripercorre esperienze, volti e sorrisi.
In prima linea Francesca Colombo, promotrice instancabile di un gruppo costituito nel tempo da volontarie coraggiose, capaci di entrare nei luoghi della sofferenza con leggerezza e rispetto. Il filmato, firmato da Francesco D’Auria, accompagna lo spettatore lungo un percorso di speranza, seguendo simbolicamente un gomitolo che diventa filo di Arianna e, guardandolo da lontano, sembra trasformarsi in un naso rosso. Il docufilm si presenta come una vera antologia visiva, agile e contemporanea, capace di restituire il passo dei tempi e di trasformare dieci anni di impegno in una narrazione corale di speranza e sorriso.
La serata è stata anche occasione per premiare i medici che hanno sostenuto l’iniziativa, professionisti che credono nell’approccio integrato tra medicina tradizionale e clownterapia e nell’umanizzazione delle cure. In coda all’evento, il concerto di Alessandro D’Auria, a testimonianza di come anche la musica contribuisca all’ecosistema della cura.
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