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Pagani. Il cammino di Lelluccio tra politica e destino (video)

Il cammino politico di De Prisco attraversa pandemia, dissesto e scioglimento, lasciando un segno nella storia recente di Pagani.

Tra pandemia, dissesto e commissariamento, il percorso politico di De Prisco segna una fase complessa per Pagani

L’inizio di un percorso tra speranza e rinascita

Quella del 5 ottobre 2020, la vittoria di Raffaele Maria De Prisco segnava un mutamento nella geografia politica di Pagani. Si usciva da stagioni affannose, da lunghi commissariamenti, ma soprattutto si avvertiva il bisogno, quasi viscerale, di tornare a vivere. Il Covid aveva sfiancato la popolazione, costringendola in una dimensione domestica e sospesa, e quelle elezioni, rinviate più volte, rappresentavano un primo, timido ritorno alla normalità. I primi assembramenti, seppur regolati dalle necessarie precauzioni e dall’uso delle mascherine, non riuscivano a celare la gioia diffusa: l’elezione di un sindaco giovane, De Prisco, affettuosamente ribattezzato da molti “Lelluccio”, incarnava una speranza nuova, quasi una rinascita civica.

Un mandato tra difficoltà e resistenza amministrativa

Quel giovane sindaco ha retto per un intero quinquennio, attraversando stagioni tutt’altro che placide. Non sono mancate tempeste amministrative, né le consuete asperità che ogni gestione pubblica inevitabilmente incontra. A ciò si è aggiunta la presenza della commissione d’accesso, intenta a scandagliare con rigore il passato, mentre lo stesso De Prisco si trovava a dover fronteggiare anche le conseguenze del dissesto dichiarato dalla precedente amministrazione, quella guidata dalla facente funzione Annarosa Sessa, subentrata all’incandidabile sindaco eletto Alberico Gambino. Una vicenda stratificata, complessa, che restituiva l’immagine di una città sospesa tra la volontà di riscatto e il peso di un retaggio difficile da archiviare. Eppure, in quel frangente, Pagani sembrava aver intrapreso un percorso di emancipazione da uno stallo quasi endemico, da una sorta di maledizione civile che per decenni ne aveva condizionato il cammino.

Lo scioglimento e le prospettive future

Poi, ancora, l’ombra delle indagini sull’amministrazione in carica e, infine, lo scioglimento giunto in extremis, proprio alla vigilia della presentazione delle liste. Al di là delle valutazioni e delle contrapposizioni politiche, De Prisco ha amministrato con una sua cifra di onestà e con una consapevolezza non sempre comune. Se vi sono stati errori, essi sono stati pagati a caro prezzo, forse persino oltre misura, tanto che oggi la città si ritrova a dover affrontare un lungo periodo senza riferimenti politici locali, affidata a una gestione commissariale che sospende il confronto democratico.

Eppure, la traiettoria personale e politica di De Prisco, uomo di passo costante e di indole tenace, difficilmente potrà esaurirsi in questo frangente di scoramento. Piuttosto, è plausibile che egli sappia rinvenire nuovi sentieri, nuove direttrici lungo cui misurarsi, per dimostrare che quei cinque anni alla guida della città non sono stati un accidente fortuito, ma il frutto di un percorso. Solo il tempo, e forse la rigidità delle norme, gli hanno impedito di confrontarsi nuovamente con il consenso popolare, un consenso che, con ogni probabilità, non gli sarebbe difettato.

Conti in ordine e debiti ridotti: il bilancio di De Prisco per Pagani

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Luciano Verdoliva
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