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Il consigliere comunale punta il dito contro Comunità Sensibile: “Traditi i più fragili nel momento decisivo”

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Quando finiscono i fondi, finiscono anche le promesse

Le inaugurazioni, le fotografie istituzionali, i sorrisi davanti alle telecamere e i proclami sulla solidarietà territoriale resistono spesso finché ci sono fondi da distribuire. Poi arriva il momento più scomodo: quello della continuità, delle responsabilità amministrative, delle scelte da sostenere economicamente e politicamente. Ed è proprio in questa occasione, secondo il consigliere comunale di Scafati Francesco Carotenuto, sarebbe crollata tutta l’impalcatura istituzionale costruita attorno al progetto Housing First. L’abbandono della co progettazione da parte della società consortile Comunità Sensibile, dopo appena sette mesi dall’avvio operativo della struttura di Nocera Superiore, continua infatti ad alimentare giuste polemiche e reazioni durissime nel panorama politico dell’Agro.

L’affondo di Francesco Carotenuto

“Da consigliere comunale di Scafati e componente della Commissione Affari Sociali, non posso restare in silenzio davanti alla scelta incomprensibile e gravissima compiuta dalla società consortile ‘Comunità Sensibile’”, dichiara Carotenuto. Il consigliere definisce la decisione di uscire dal progetto “una ferita politica, sociale e morale” per l’intero territorio dell’Agro nocerino sarnese, ricordando come l’Housing First fosse stato presentato come un simbolo di cooperazione tra comuni e di attenzione concreta verso le persone senza fissa dimora.

“Parliamo di una struttura inaugurata tra passerelle, fotografie e proclami istituzionali, presentata come simbolo di cooperazione tra comuni e di attenzione verso gli ultimi. Oggi, invece, scopriamo che proprio l’ambito con capofila Scafati decide di sfilarsi dalla compartecipazione economica e gestionale, lasciando il peso del progetto agli altri territori. È inaccettabile”, afferma.

“Dietro le carte ci sono persone”

Nel suo intervento, Carotenuto insiste soprattutto sull’aspetto umano della vicenda, soffermandosi sul trasferimento improvviso di alcuni utenti fragili ospitati nella struttura. “Ancora più grave è apprendere del trasferimento improvviso di utenti fragili senza adeguate comunicazioni e senza alcuna trasparenza istituzionale. Dietro le fredde formule burocratiche ci sono persone, storie difficili, vite già segnate dall’emarginazione. E la politica non può trattarle come numeri da spostare o costi da tagliare”. Una critica che colpisce direttamente il cuore politico della vicenda: la gestione dei servizi sociali quando terminano le risorse straordinarie del PNRR.

“Quando servono responsabilità, qualcuno scappa”

“La verità è semplice: finché ci sono i fondi straordinari del PNRR tutti parlano di inclusione, solidarietà e cooperazione territoriale. Quando invece arriva il momento di assumersi responsabilità concrete e garantire continuità ai servizi, qualcuno scappa. E questo è un fallimento politico enorme”, continua il consigliere comunale. Parole pesanti, che aprono inevitabilmente interrogativi anche sulle dinamiche interne alla gestione politico e amministrativa di Comunità Sensibile e sui rapporti politici, “troppo stretti” e interessati tra i comuni coinvolti nella gestione associata dei servizi sociali. Secondo Carotenuto, il rischio è che Scafati venga ricordata come il comune capofila che ha consentito l’abbandono di un progetto dedicato alle persone più fragili proprio nella fase più delicata. “Chi governa ha il dovere di spiegare ai cittadini perché si è arrivati a questa decisione, quali siano le reali motivazioni e soprattutto quale alternativa si intenda offrire” incalza.

La richiesta di chiarimenti ufficiali

Il componente della Commissione Affari Sociali annuncia infine iniziative istituzionali per approfondire la vicenda. “Da membro della Commissione Affari Sociali chiederò immediatamente chiarimenti ufficiali e farò tutto ciò che è nei miei poteri istituzionali per approfondire questa vergognosa vicenda” e aggiunge: “Perché una comunità si giudica da come tratta gli ultimi. E oggi, purtroppo, qualcuno ha scelto di voltarsi dall’altra parte”.

Una concetto che riassume perfettamente il clima che sta accompagnando questa vicenda: non soltanto uno scontro amministrativo, ma una frattura politica ed etica destinata a lasciare strascichi profondi nel dibattito pubblico dell’Agro.

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