La città si prepara al secondo turno che decreterà il nuovo sindaco dopo la fine dell’era Ferraioli.
Una sfida tra passato e nuovi equilibri
Cosa succede in città? Sono trascorse circa ventiquattro ore dal risultato del primo turno che ha consegnato alla città di Angri il ballottaggio tra Alfonso Scoppa e Pasquale Mauri, protagonisti della sfida finale in programma tra due domeniche. Una competizione che molti definiscono “un affare di famiglia”, considerando che i due contendenti sono nipote e zio e che, tra il 2010 e il 2015, hanno condiviso la stessa maggioranza amministrativa: Scoppa come consigliere comunale e Mauri come sindaco della città. Da allora, però, percorsi politici, visioni amministrative, cambiamenti sociali e un contesto politico sempre più complesso hanno progressivamente allontanato i due fino alla sfida diretta per la fascia tricolore.
Scoppa arriva al secondo turno forte di un inaspettato consenso popolare che, secondo molti osservatori, è andato oltre le aspettative, consentendogli di risultare il candidato più votato della prima tornata. Mauri, rimaneggiato, dovrà invece tentare la rimonta. Se la coalizione guidata da Scoppa appare composta da una gruppo particolarmente giovane, anche quella di Mauri ha puntato su numerosi giovani, ritenuti però da parte dell’elettorato ancora acerbi sotto il profilo amministrativo.
Dodici giorni decisivi per il futuro della città
Per Pasquale Mauri si apre adesso una fase alquanto delicata: per la prima volta nelle competizioni affrontate dovrà recuperare uno svantaggio numerico anche rispetto alle sue liste. Eppure il ballottaggio, soprattutto ad Angri, ha spesso riservato sorprese inattese. La città viene considerata da anni un vero laboratorio politico e sociale, capace di ribaltare equilibri e risultati maturati al primo turno.
Entrambi i candidati proveranno ora a intercettare l’elettorato che al primo turno ha sostenuto Cosimo Ferraioli, rappresentato, in parte, in questa tornata da Maddalena Pepe, che non ha sfigurato e che, secondo diversi osservatori, ha contribuito a fare pulizia all’interno della discussa coalizione amministrativa uscente. Da conquistare ci sarà anche il voto dell’elettorato vicino al Movimento 5 Stelle. Al di là di ciò che potrà accadere nei prossimi dodici giorni, un dato appare ormai certo: la lunga stagione politica di Cosimo Ferraioli si è conclusa.
Voto. Urne chiuse, una notte insonne tra attese e percentuali













