La riflessione. Dopo i commissariamenti per infiltrazioni mafiose cresce l’attenzione sull’Agro Nocerino Sarnese e sulla qualità della rappresentanza politica
La stagione degli scioglimenti e le domande del territorio
Prima Pagani, adesso Sarno. E domani? È la domanda che attraversa il territorio dopo la decisione del Consiglio dei Ministri di sciogliere il Comune di Sarno per infiltrazioni e condizionamenti della criminalità organizzata. Due città dell’Agro Nocerino Sarnese colpite dallo stesso provvedimento nel giro di pochi mesi alimentano inevitabilmente una riflessione sullo stato di salute delle istituzioni locali e sul rapporto tra politica e criminalità. Quella dello scioglimento di un Comune rappresenta una delle misure più severe previste dall’ordinamento italiano.
Dal 1991 a oggi oltre 250 amministrazioni comunali sono state sciolte per mafia, da piccoli centri del Nord fino a numerose realtà di Campania, Calabria e Sicilia. La legge prevede che vi siano «concreti, univoci e rilevanti elementi» tali da dimostrare collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata oppure forme di condizionamento dell’attività amministrativa. È una materia complessa, spesso oggetto di interpretazioni e valutazioni differenti, ma una cosa appare certa: uno scioglimento per mafia lascia un segno profondo sulla città, sulla sua immagine e sulla sua classe dirigente. Oggi più che mai l’attenzione sembra concentrarsi sull’Agro, dove la sensazione diffusa è quella di una nuova stagione degli scioglimenti, caratterizzata da controlli sempre più rigorosi e da una crescente attenzione dello Stato verso le amministrazioni locali.
La sfida della politica e il ruolo degli elettori
Nessuno può ignorare che nell’Agro la presenza della camorra continui a rappresentare una realtà con cui fare i conti. I clan esistono e da sempre cercano spazi di influenza all’interno della società e delle istituzioni. Per questo l’attività di controllo dello Stato, attraverso commissioni d’accesso e verifiche ministeriali, appare uno strumento indispensabile di tutela democratica. Tuttavia il tema non può esaurirsi nei commissariamenti. La vera sfida riguarda la prevenzione e la capacità della politica di selezionare classi dirigenti credibili, competenti e lontane da qualsiasi zona grigia.
Il territorio è interessato da importanti appuntamenti elettorali che coinvolgono città come Angri, Cava de’ Tirreni e, il prossimo anno, Nocera Inferiore. È proprio da queste scadenze che dovrebbe partire una nuova stagione di responsabilità politica e civica. La bonifica più efficace non è quella che arriva dopo lo scioglimento di un Comune, ma quella che si realizza prima attraverso candidature trasparenti, comportamenti irreprensibili e una netta distanza da ogni forma di clientelismo e consenso opaco. Lo ricordava spesso Paolo Borsellino: «La matita con la quale votiamo è la nostra prima arma contro la mafia». Una lezione che conserva tutta la sua attualità e che oggi, nell’Agro Nocerino Sarnese, assume un significato ancora più forte.
Una storia scritta sull’acqua, il Sarno raccontato da Antonio Milone (video)













