L’incarico. Il dirigente di II fascia affiancherà il prefetto a riposo Gianfranco Tomao e il viceprefetto Roberto Esposito nella gestione del Comune sciolto per infiltrazioni criminali.
Un angrese nella commissione straordinaria
Tra i componenti della commissione straordinaria chiamata a guidare il Comune di Torre Annunziata dopo lo scioglimento per infiltrazioni e condizionamenti della criminalità organizzata figura anche Gianluca Orlando, dirigente di II fascia originario di Angri. La nomina è stata resa nota dal prefetto di Napoli, Michele di Bari, dopo la decisione assunta dal Consiglio dei ministri. Insieme a Orlando faranno parte dell’organismo il prefetto a riposo Gianfranco Tomao e il viceprefetto Roberto Esposito.
Un profilo di esperienza amministrativa
L’incarico di Gianluca Orlando assume un particolare interesse per il territorio dell’Agro. Nel corso della sua carriera amministrativa, infatti, il dirigente angrese ha già ricoperto incarichi commissariali e funzioni di rilievo in diverse realtà locali, maturando una significativa esperienza nella gestione degli enti pubblici e nelle fasi di transizione amministrativa. Una professionalità che ha contribuito alla sua individuazione all’interno della commissione incaricata di garantire continuità amministrativa in una fase particolarmente delicata per il Comune di Torre Annunziata.
Diciotto mesi di gestione commissariale
La commissione straordinaria amministrerà l’ente per i prossimi diciotto mesi, occupandosi dell’ordinaria amministrazione e delle attività necessarie a garantire il funzionamento della macchina comunale fino al ritorno alle urne. Per Torre Annunziata si tratta del secondo scioglimento consecutivo per infiltrazioni della criminalità organizzata e del terzo negli ultimi trentatré anni, un dato che conferma la complessità del contesto amministrativo cittadino.
Le ragioni dello scioglimento
La decisione del Governo è arrivata a poche settimane dalle dichiarazioni del procuratore della Repubblica Nunzio Fragliasso, che in occasione dell’avvio della demolizione di Palazzo Fienga, storico simbolo dei clan, aveva parlato pubblicamente della presenza di «ombre, opacità, contiguità con la criminalità organizzata e perfino illegalità» all’interno dell’amministrazione comunale. Parole che hanno preceduto di circa un mese il provvedimento di scioglimento disposto dal Consiglio dei ministri e l’insediamento della nuova gestione commissariale.
Angri. Il sabato del silenzio e della responsabilità













