Sanità e politica. L’ex presidente del Consiglio comunale e il consigliere dissidente Avagnano contestano l’iniziativa promossa dal sindaco per la riapertura del presidio.
La marcia che divide la città
Dovrebbe essere una mobilitazione unitaria per chiedere la riapertura dell’ospedale di Scafati, ma si è trasformata in un nuovo terreno di scontro politico. Dopo l’annuncio della manifestazione promossa dal sindaco Pasquale Aliberti, arriva il duro affondo dell’ex presidente del Consiglio comunale Pasquale Coppola, che definisce l’iniziativa «l’ennesima ipocrisia» e ne mette in discussione finalità e modalità.
«Un sindaco dovrebbe lottare nelle sedi opportune e istituzionali, non nelle strade», afferma Coppola a mezzo stampa. «Le manifestazioni e le mobilitazioni popolari sono iniziative che appartengono alla cittadinanza attiva. Chi amministra una città ha il dovere di confrontarsi con gli enti competenti e di portare avanti le istanze della comunità attraverso gli strumenti che il ruolo gli mette a disposizione».
L’ex presidente del Consiglio comunale rincara la dose e interpreta la manifestazione come una scelta dettata più dalla vetrina politica che dalla necessità di ottenere risultati concreti per il territorio. «Si tratta dell’ennesima mossa elettorale», sostiene, collegando l’iniziativa alle future scadenze politiche nazionali.
Il riferimento a Sicignano e la posizione di Avagnano
Nelle sue dichiarazioni Coppola richiama anche il ruolo di Arcangelo Sicignano, che nei giorni precedenti aveva lanciato l’idea di una mobilitazione cittadina per il presidio ospedaliero. «Ritengo che il sindaco abbia avvertito come una minaccia politica l’iniziativa del mio amico Arcangelo Sicignano, che aveva proposto la manifestazione diversi giorni prima. Da qui la scelta di organizzare una marcia che appare più come una risposta politica che come un autentico impegno per la causa dell’ospedale».
Alle critiche di Coppola si aggiungono quelle del consigliere di maggioranza dissidente Gennaro Avagnano, che attraverso un commento al post pubblicato di Coppola sui social ha spiegato la propria assenza alla manifestazione.
«Io non ci sarò perché se bastassero le manifestazioni per ottenere dei risultati, e per l’ospedale ne sono state fatte parecchie, sarebbe aperto da 15 anni. È chiuso da 15 anni. Quindici. Non lo dimenticate mai. Serve altro. E noi in silenzio ci stiamo già muovendo» dice il consigliere. Avagnano conclude lasciando comunque libertà di partecipazione ai cittadini: «Chi per spirito di solidarietà, chi perché ci crede, chi per partito preso, chi gli piace essere preso in giro, ognuno è libero di andare dove vuole e gli piace, ma anche di non andarci».
Il clima di forte tensione politica conferma quanto come il tema dell’ospedale di Scafati continui a rappresentare una delle questioni più sentite del dibattito politico cittadino, capace di dividere anche all’interno degli stessi schieramenti e di alimentare un confronto sempre più acceso sulle strategie da adottare per ottenere il ritorno dei servizi sanitari sul territorio. Chi ha contribuito alla chiusura del presidio oggi protesta e ha memoria corta: paradossi della politica.
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