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Pagani. Cinema La Fenice chiuso da settimane, cresce la richiesta di chiarezza

Dal 20 maggio la struttura comunale è chiusa. L'unica comunicazione ai cittadini resta un avviso che parla di un aggiornamento software, mentre aumentano gli interrogativi sul futuro del cinema.

Pagani, cresce il dibattito sulla chiusura del Cinema La Fenice e sull’assenza di comunicazioni ufficiali

Un silenzio che alimenta dubbi

Dal 20 maggio il Cinema “La Fenice” di Pagani è chiuso. Sulla porta un semplice foglio parla di un fantomatico “aggiornamento software”. Da allora, il nulla. Nessuna spiegazione. Nessuna conferenza. Nessun comunicato. Nessuna data di riapertura. Davvero qualcuno pensa che i cittadini possano credere che un aggiornamento software tenga chiusa una struttura pubblica per settimane, se non mesi? Se quella affissa all’ingresso è la verità, allora si spieghi perché i tempi sono così lunghi. Se invece la verità è un’altra, i cittadini hanno il diritto di conoscerla. Il punto non è più il cinema. Il punto è il rispetto dovuto a una comunità che continua a essere lasciata all’oscuro. Il Cinema “La Fenice” è costato risorse pubbliche. Appartiene ai cittadini di Pagani, non a chi oggi sceglie il silenzio come unica forma di comunicazione.

Le domande della città restano senza risposta

Negli anni gli spettatori hanno più volte segnalato criticità: manutenzione carente, climatizzazione spesso inefficiente, un’area esterna poco curata e una percezione di scarsa sicurezza, con segnalazioni di furti e danneggiamenti alle auto nel parcheggio. Problemi che non possono essere liquidati con l’indifferenza. Oggi il risultato è sotto gli occhi di tutti: una struttura chiusa e un’intera città che attende risposte. La domanda è semplice: il Cinema “La Fenice” riaprirà davvero oppure ci si sta preparando all’ennesima incompiuta destinata a cadere nell’abbandono? L’Amministrazione comunale non può continuare a nascondersi dietro un foglio appeso a una porta. Ha il dovere di parlare, spiegare e assumersi la responsabilità delle proprie scelte. Ogni giorno di silenzio alimenta dubbi, sfiducia e amarezza. I cittadini non pretendono miracoli. Pretendono trasparenza. Pretendono rispetto. Pretendono la verità. Perché quando un bene pubblico chiude senza spiegazioni, il problema non è soltanto una sala cinematografica. È il modo in cui vengono trattati i cittadini. E su questo non si può più tacere.

Angri. Visioni cittadine: la forza senza tempo di San Giovanni Battista

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gerardo vicidomini
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