Stop ai ricoveri e urgenze dirottate: verifiche di 48 ore su rianimazione, medicina, chirurgia e altri reparti.
Crepe e cedimenti: l’ospedale Santa Maria della Speranza si svuota
La stabilità strutturale dell’ospedale di Battipaglia va verificata in maniera approfondita, e per farlo serve liberare i reparti. Non ci sono indicazioni circa pericoli imminenti, ma quando i Vigili del Fuoco, dopo l’ennesimo intervento al Santa Maria della Speranza, hanno messo nero su bianco la necessità di capire a cosa siano dovute alcune lesioni riscontrate nella struttura, alla direzione medica di presidio non è rimasto che riprogrammare il lavoro e svuotare l’ospedale. Il penultimo episodio si è verificato giovedì scorso, quando parte della controsoffittatura del reparto di Medicina Generale ha ceduto, portando a una chiusura precauzionale dopo il sopralluogo dei caschi rossi. Problemi erano già stati registrati anche nel reparto di Ginecologia e Ostetricia. Nella mattinata di ieri, i Vigili del Fuoco sono tornati in azione per una crepa segnalata in un pilastro del reparto di Rianimazione, elemento che ha spinto i vertici ospedalieri e dell’Asl a decidere lo svuotamento dell’intera struttura, la terza per grandezza della provincia dopo il Ruggi di Salerno e l’Umberto I di Nocera Inferiore.
Stop ai ricoveri e trasferimenti verso Eboli e Roccadaspide
La direttrice medica di presidio, Alessandra Piro, ha diramato ieri pomeriggio la comunicazione a tutti e tre i presidi del Dea — Battipaglia, Eboli e Roccadaspide — con lo stop ai ricoveri programmati e un’accelerazione sulle dimissioni dei pazienti trasferibili. Circa sessanta pazienti ricoverati dovranno essere riassorbiti dalle strutture consociate. Si è partiti dalla rianimazione, con le prime ambulanze pronte già ieri sera a trasferire i pazienti trasportabili, mentre le urgenze sono state dirottate verso altri Pronto Soccorso dal tardo pomeriggio di ieri. I rilievi tecnici, che richiederanno circa 48 ore, riguarderanno tutti i reparti sopra la rianimazione: Medicina Interna, Pediatria e Neonatologia, Chirurgia, Cardiologia e Pneumologia.
Il rischio di sovraccarico per la rete ospedaliera provinciale
Con la temporanea indisponibilità del presidio battipagliese, l’asse dell’emergenza nella Piana del Sele si sposta inevitabilmente verso Eboli, che rischia un afflusso concentrato di pazienti, mettendo a dura prova reparti già impegnati con organici ridotti. Anche i presidi dell’entroterra, come il Luigi Curto di Roccadaspide, potrebbero risentire di un’onda d’urto indiretta. L’onda principale, tuttavia, potrebbe ricadere sull’azienda ospedaliera universitaria Ruggi di Salerno, già alle prese con volumi elevati di accessi. Qualora i blocchi strutturali dovessero prolungarsi, si renderebbe necessaria una rimodulazione straordinaria dei turni e un potenziamento del personale nei reparti di prima linea, con le istituzioni locali e la Regione Campania chiamate a un monitoraggio costante della situazione logistica.
San Valentino Torio, denuncia per inquinamento al Fosso Imperatore (video)













