spot_imgspot_imgspot_imgspot_img
spot_imgspot_imgspot_imgspot_img
spot_imgspot_imgspot_imgspot_img

Leggi anche

Altro ancora

Portici. Morti zia e nipote: estate e solitudine, quando i fragili restano soli

La tragedia di Portici riporta l’attenzione su un fenomeno spesso invisibile: durante l’estate anziani, malati e persone sole possono restare senza una rete di assistenza proprio quando il caldo rende più rischiose le loro condizioni.

La tragedia di Portici riaccende il tema della solitudine estiva e della fragilità di anziani e persone malate senza adeguata assistenza.

L’estate dei fragili: quando il caldo incontra la solitudine

Ci sono morti che raccontano una tragedia individuale. E ce ne sono altre che obbligano a riflettere. Quella di Portici è un dramma appartiene alla seconda categoria. Il ritrovamento in queste ore di due persone morte da giorni nella loro abitazione non dovrebbe essere letto soltanto attraverso la dinamica del decesso, ancora da chiarire.

Il fatto. In una mattina di questa estate rovente, una segnalazione partita da un’abitazione vicina porta i carabinieri in un appartamento del Parco Divina Provvidenza, alle spalle di viale Giotto, a Portici. Dietro quella porta ci sono due corpi. Sono quelli di un’anziana, 82 anni, insegnante di religione in pensione, e del nipote, 44 anni, residente a Vallo della Lucania. Secondo l’ipotesi investigativa, il 44 enne potrebbe essere stato colto da un malore mentre si trovava a Portici dalla zia. Il suo decesso avrebbe lasciato sola la donna, che viveva da tempo con gravi patologie e che potrebbe essere morta successivamente per stenti. Una ricostruzione che dovrà però essere verificata dagli accertamenti medico-legali e dall’autopsia. Dietro quella porta chiusa c’è soprattutto una domanda che riguarda tutti: chi si accorge di una persona fragile quando nessuno la sta più guardando?

L’estate rende questa domanda ancora più urgente. Le città si svuotano, le famiglie partono, i vicini diventano meno presenti, i servizi territoriali possono incontrare maggiori difficoltà nel mantenere una rete quotidiana di attenzione. Per chi è anziano, malato, solo o privo di una rete familiare stabile, il caldo non rappresenta soltanto un disagio. Può diventare un fattore di rischio che si somma a condizioni di fragilità già esistenti.

La solitudine è anche un problema di salute pubblica

Il punto non è soltanto sapere chi avrebbe dovuto accorgersi prima di ciò che stava accadendo. Il punto è chiedersi quale rete sociale esista intorno alle persone che vivono sole. Perché una persona può avere una casa, una pensione, una famiglia magari lontana e persino servizi formalmente disponibili, ma restare comunque completamente sola nel momento del bisogno. E quando arrivano temperature estreme, quella solitudine può diventare pericolosa.

La vicenda di Portici, al di là delle cause che saranno accertate, mostra proprio questa zona grigia: il momento in cui la fragilità privata diventa invisibilità sociale. Non sempre servono grandi interventi. A volte può bastare una telefonata, una visita, un controllo, qualcuno che sappia che quella persona esiste e che durante una giornata di caldo estremo potrebbe avere bisogno di aiuto.

Non lasciare soli gli invisibili

Il problema riguarda soprattutto gli anziani che vivono da soli, le persone con patologie, chi non ha familiari vicini e quanti, per ragioni economiche o sociali, non possono contare su un’assistenza continuativa. È qui che la stagione estiva dovrebbe diventare anche una stagione di prevenzione sociale. Comuni, servizi sanitari, associazioni, volontariato e reti di prossimità possono costruire sistemi semplici per individuare le situazioni più a rischio e mantenere un contatto costante con chi è più vulnerabile. Perché il caldo uccide, ma spesso non agisce da solo. A renderlo più pericoloso sono la malattia, l’età, la povertà, l’isolamento, una casa inadeguata e soprattutto l’assenza di qualcuno che possa intervenire. La tragedia di Portici non deve diventare soltanto una notizia di cronaca. Può diventare l’occasione per parlare di quelle persone che durante l’estate rischiano di scomparire nel silenzio delle proprie case, mentre intorno a loro la città continua a vivere. Una società davvero attenta ai più fragili dovrebbe riuscire ad accorgersene prima che sia troppo tardi.

San Valentino Torio, denuncia per inquinamento al Fosso Imperatore (video)

spot_imgspot_imgspot_imgspot_img
spot_imgspot_imgspot_imgspot_img
spot_imgspot_imgspot_imgspot_img
spot_imgspot_imgspot_imgspot_img
spot_imgspot_imgspot_imgspot_img
spot_imgspot_imgspot_imgspot_img
spot_imgspot_imgspot_imgspot_img
spot_imgspot_imgspot_img

Articoli popolari