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Agro Nocerino Sarnese tra crisi climatica e dissesto. La visione di Rifkin

Guterres e Rifkin sul cambiamento climatico, con uno sguardo ai problemi idrogeologici dell'Agro Nocerino-Sarnese e del fiume Sarno

A quasi tre anni dal monito di Guterres, la visione di Jeremy Rifkin si specchia nei problemi ambientali dell’Agro Nocerino-Sarnese

Il monito di Guterres, quasi tre anni dopo

Era il novembre del 2022 quando, aprendo la sessione plenaria della Cop 27 a Sharm el-Sheikh, in Egitto, il segretario generale dell’Onu António Guterres lanciò un avvertimento durissimo: il mondo procedeva verso il disastro climatico senza rallentare, mentre la politica disponeva degli strumenti per invertire la rotta ma li utilizzava in modo insufficiente. Oggi, ad agosto 2025, quel monito resta terribilmente attuale quanto allora. Il vero nodo, secondo l’analisi che ne seguì, non era solo tecnico o politico: mancava una pressione sociale sufficientemente forte, perché l’opinione pubblica faticava a percepire concretamente la gravità della sofferenza ambientale del pianeta che oggi si traduce con drammaticità sull’ambiente.

La visione di Rifkin, oltre la Cop27

L’economista e teorico Jeremy Rifkin guardò a quella stessa Cop27 con marcato scetticismo, leggendola come l’ennesima conferma dell’incapacità dei governi di affrontare per tempo l’emergenza climatica: ai suoi occhi i grandi summit restano spesso prigionieri di promesse vaghe e poco concludenti, mentre il collasso ambientale richiederebbe un cambio di paradigma immediato. Il suo pensiero si allontana dalla logica dei negoziati tra Stati-nazione per spostarsi su una transizione sistemica, giocata su due piani: da un lato una “politica della biosfera” che affida il cambiamento reale non ai trattati internazionali ma all’azione delle comunità locali e delle bioregioni; dall’altro il passaggio culturale dalla pretesa di controllare l’ambiente alla capacità di adattarsi e costruire resilienza di fronte a un’incertezza ormai strutturale.

L’Agro Nocerino-Sarnese, tra inquinamento e dissesto

Le parole di Rifkin trovano oggettivamente riscontro in un territorio complesso e depauperato come l’Agro Nocerino Sarnese, in provincia di Salerno, attraversato dal fiume Sarno, tra i corsi d’acqua più inquinati d’Europa. Il bacino, che coinvolge decine di comuni, tra cui Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Pagani, Angri, San Valentino Torio, Scafati e Sarno, convive da decenni con scarichi industriali del comparto conciario e conserviero, reflui urbani non depurati e un assetto idraulico compromesso da tombature e rettifiche degli alvei. A ciò si somma un dissesto idrogeologico cronico: una recente audizione parlamentare sul rischio idrogeologico e sismico ha confermato che le criticità del territorio, note da decenni, restano prive di interventi strutturali coordinati, mentre la carenza di manutenzione dei canali primari continua a esporre i comuni della zona ad allagamenti a ogni ondata di maltempo intenso. È proprio qui, più che nei summit internazionali, che la logica della resilienza e dell’adattamento locale evocata da Rifkin trova la sua prova inconfutabile.

Salerno, oltre 3.500 veicoli rubati in un anno: l’allarm

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Luciano Verdoliva
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