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Clan di Pagani, la latitanza in Irpinia finisce in tribunale: quattro imputati

De Vivo e Fezza riuscirono a sottrarsi alla cattura e, secondo l'impianto accusatorio, trovarono una serie di appoggi nella provincia di Avellino.

Quattro persone saranno chiamate a rispondere dell’accusa di aver favorito la fuga di Andrea De Vivo e Francesco Fezza, esponenti di vertice del clan di Pagani. La Procura di Avellino ha disposto la citazione diretta a giudizio, facendo approdare davanti al giudice una vicenda che risale al dicembre del 2022.

I giorni della fuga

La vicenda prende avvio dall’ordinanza di custodia cautelare emessa il 2 dicembre 2022 dal Gip, su richiesta della Dda di Salerno, nell’ambito dell’inchiesta che aveva colpito l’organizzazione camorristica ritenuta operativa a Pagani e nei comuni dell’Agro.

De Vivo e Fezza riuscirono a sottrarsi alla cattura e, secondo l’impianto accusatorio, trovarono una serie di appoggi nella provincia di Avellino.

In particolare, tra il 7 e l’11 dicembre, i due si sarebbero spostati tra Serino e Aiello del Sabato, potendo contare sull’aiuto di alcune persone che avrebbero messo a disposizione rifugi e supporto per gli spostamenti.

La latitanza durò pochi giorni. L’11 dicembre scattò infatti il blitz nelle campagne del Serinese, al termine delle attività investigative condotte dalla Squadra Mobile di Salerno e Avellino insieme ai Carabinieri della Compagnia di Nocera Inferiore.

Quattro le posizioni sotto esame

L’indagine si è concentrata quindi sulle persone che avrebbero costituito la rete di sostegno ai due ricercati.

Sono quattro i destinatari della citazione diretta a giudizio: un 41enne di Serino, già detenuto per un procedimento relativo alla droga; un 47enne di Pagani, anche lui detenuto; un 29enne residente a Serino e un 50enne di San Michele di Serino.

Per tutti l’accusa è di favoreggiamento aggravato dalla finalità di agevolare la consorteria mafiosa.

Secondo gli investigatori, il contributo degli indagati avrebbe permesso ai due esponenti del clan di mantenere una certa mobilità e di disporre di luoghi sicuri durante i giorni trascorsi lontano da Pagani.

Appuntamento in aula il 16 settembre

La prossima tappa sarà l’udienza predibattimentale fissata per il 16 settembre davanti al giudice monocratico del Tribunale di Avellino Fabrizio Ciccone.

Sarà il procedimento a stabilire la consistenza delle accuse e il ruolo effettivamente ricoperto dai quattro imputati nella presunta rete di protezione.

Per tutti gli interessati resta ferma la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.

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