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Nel centenario di Miles Davis, Pomigliano Jazz guarda a Santa Margherita

Nel centenario di Miles Davis nasce una collaborazione tra Pomigliano Jazz e Sant’in Jazz, accomunati da una visione del festival come strumento culturale e territoriale.

Sant’in Jazz e Pomigliano Jazz condividono una visione del festival come spazio di musica, cultura e valorizzazione dei territori

Nel centenario della nascita di Miles Davis, il jazz diventa occasione per costruire un ponte culturale tra Campania e Liguria. Dal 6 al 13 settembre Santa Margherita Ligure ha ospitato Sant’in Jazz – I Can See Fo(u)r Miles, una settimana dedicata al grande trombettista americano attraverso concerti, mostre, cinema, incontri e attività formative. È proprio da questa esperienza che nasce un percorso di collaborazione tra Pomigliano Jazz, Itinera, TCSette e Sant’in Jazz, accomunati da una concezione del festival che va oltre la dimensione dello spettacolo. Due realtà geograficamente lontane condividono infatti l’idea di mettere in relazione il jazz con il patrimonio storico, paesaggistico, culturale ed enogastronomico dei territori. Una visione maturata in oltre trent’anni di storia da Pomigliano Jazz e ritrovata nell’esperienza ligure, dove la musica diventa strumento per conoscere luoghi e costruire nuove relazioni.

Santa Margherita diventa un palcoscenico diffuso

Ideato da Andrea Turrin e con la direzione artistica del maestro Alessandro Cerino, Sant’in Jazz ha trasformato alcuni degli spazi più significativi di Santa Margherita Ligure in luoghi di produzione e fruizione culturale. Da Villa Durazzo all’Anfiteatro Bindi, da Casa del Mare allo Spazio Aperto fino al Cinema Centrale, il programma ha costruito un percorso intorno alla figura di Davis. La mostra fotografica MILES 100% di Mirko Boscolo, con circa trenta immagini realizzate tra il 1983 e il 1991, ha accompagnato una settimana nella quale musica dal vivo, fotografia, cinema, editoria e divulgazione si sono intrecciati. Sul palco si sono alternati il Paul McIntyre Quintet, il Sandro Cerino VSIP Quintet e i Bright Magus, mentre il Cinema Centrale ha proposto Ascensore per il patibolo, il film di Louis Malle del 1958 la cui colonna sonora è legata proprio a Miles Davis. Il programma si è concluso all’Anfiteatro Bindi con la Sant’In Jazz Orchestra, diretta da Cerino, e il progetto I Can See Fo(u)r Miles, costruito attraverso arrangiamenti originali dedicati alle diverse stagioni creative del musicista.

Dal jazz nuove connessioni tra territori

Il valore dell’esperienza non si esaurisce nella programmazione musicale. Guide all’ascolto, incontri con gli autori, proiezioni, attività formative e iniziative rivolte alle scuole hanno costruito un modello multidisciplinare nel quale il festival diventa un punto di incontro tra linguaggi differenti. È su questa sensibilità comune che si sviluppa il rapporto tra Pomigliano Jazz e Sant’in Jazz, con l’obiettivo di creare nuove occasioni di scambio tra il territorio campano e quello ligure, coinvolgendo artisti, operatori culturali e nuove progettualità. Il jazz viene così considerato non soltanto come forma musicale, ma come linguaggio capace di attraversare generazioni e territori, favorendo una diversa fruizione del patrimonio. Nel centenario di Miles Davis, l’esperienza di Santa Margherita Ligure offre quindi anche una riflessione sul futuro dei festival: non semplici appuntamenti in calendario, ma luoghi di ricerca, innovazione, relazione e costruzione di identità culturale.

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