La Mura rilancia la battaglia territoriale, ma sulle altre emergenze amministrative il silenzio alimenta il malcontento.
Il referendum torna protagonista
Il sindaco Antonio La Mura rilancia la questione della zona contesa tra Sant’Egidio del Monte Albino e Pagani. Con un lungo post social annuncia la ripresentazione in Consiglio regionale della proposta di legge per la modifica delle circoscrizioni territoriali, indicandola come il passaggio necessario verso il referendum popolare. «Il referendum è un atto endoprocedurale», scrive La Mura, rivendicando il lavoro svolto a Napoli per incontrare i nuovi consiglieri regionali e raccogliere un sostegno politico trasversale. Una battaglia che il sindaco definisce retoricamente «di civiltà» e che, nelle sue intenzioni, dovrebbe consentire alla popolazione interessata di decidere sul proprio futuro. Il tema è rilevante sul piano istituzionale, ma il quadro politico locale presenta anche altre priorità. A Sant’Egidio il malcontento continua a concentrarsi su questioni amministrative molto più immediate e quotidiane.
Le tre scimmiette davanti ai problemi del paese
Mentre Palazzo di Città quindi torna a parlare di confini, referendum e identità territoriale, restano aperte e irrisolte questioni come il forno crematorio, il mercato ortofrutticolo, l’area ex condea, la manutenzione delle strade e delle frazioni.Questioni diverse e accumulate, ma accomunate dalle richieste di risposte mai date alla cittadinanza.La Mura ha assunto nel tempo l’atteggiamento delle tre scimmiette, diventando una metafora politica particolarmente pungente per descrivere l’atteggiamento attribuito alla sua curiosa amministrazione: non vedere, non sentire, non parlare quando il confronto riguarda le questioni più scomode. La metafora non mette in discussione l’importanza della vicenda dei confini. Evidenzia invece il rischio che questa battaglia diventi il tema politicamente più conveniente da raccontare mentre altre questioni continuano ad alimentare il malcontento di una cittadinanza ormai stanca e logora del “non decidere”.
Dalla zona contesa alla crisi politica
Sullo sfondo anche la questione altrettanto delicata: la tenuta politica della maggioranza. La vicenda legata alla vicesindaca Giulia Attianese ha lasciato strascichi nel quadro amministrativo e contribuito ad alimentare tensioni all’interno della coalizione che sostiene La Mura. Il sindaco, nel suo messaggio, magheggia e insiste invece sulla trasversalità del consenso ottenuto in Regione e ringrazia maggioranza e opposizione per il sostegno alla proposta. «L’Amministrazione comunale continuerà a seguire da vicino ogni fase del procedimento, con la massima dedizione e trasparenza», promette La Mura. Una trasparenza politica che passa anche attraverso la capacità di affrontare pubblicamente le questioni che generano disagio, non soltanto quelle capaci di alimentare effimero consenso. Il referendum sui confini può dunque procedere per il suo iter, essere una trovata comunicativa. Ma mentre la politica regionale discuterà di confini di lungo termine, a Sant’Egidio i cittadini continueranno a misurare l’amministrazione sulle strade dissestate, sui servizi, sul mercato ortofrutticolo ormai in degrado, sul forno crematorio e sulla capacità della maggioranza di restare dignitosamente in piedi prendendo posizioni nette. Tutto resta nel vago e nell’approssimazione come le questioni che interessano quotidianamente il paese e le sue frazioni.
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