Il consigliere di Scafati Arancione e l’esponente dissidente della maggioranza contestano le dichiarazioni del sindaco su criminalità e stranieri.
Carotenuto: «La nazionalità non è un’aggravante politica»
Si accende il confronto politico a Scafati sul tema della sicurezza urbana e sulle dichiarazioni del sindaco Pasquale Aliberti in materia di criminalità e presenza degli stranieri. A intervenire è Francesco Carotenuto, consigliere comunale di Scafati Arancione, che contesta l’impostazione del primo cittadino e chiede di riportare l’attenzione sui problemi quotidiani della città. «Un ladro è un ladro. Italiano o straniero, deve rispondere delle proprie azioni. Su questo non ci sono sconti per nessuno», afferma Carotenuto, sottolineando che la provenienza di chi delinque non dovrebbe diventare uno strumento di contrapposizione politica. «La nazionalità non è un’attenuante. E non può diventare un’aggravante politica da esibire sui social». Carotenuto invita quindi l’amministrazione a concentrarsi sulle criticità che interessano i quartieri, dai comportamenti pericolosi alla tutela dell’ambiente, evitando che il dibattito sulla sicurezza si esaurisca nelle polemiche.
Corse notturne, roghi e sversamenti: le criticità segnalate
Nel suo intervento, Carotenuto richiama diversi problemi che, a suo giudizio, richiedono risposte concrete. Tra questi figurano le corse notturne di auto e moto in via Niglio, i rumori e i rischi per i residenti, le intimidazioni e le difficoltà legate alla fruizione degli spazi pubblici da parte delle famiglie. Il consigliere cita inoltre i roghi di rifiuti, compresi materiali plastici potenzialmente pericolosi, per i quali riferisce di aver sollecitato l’intervento dei Carabinieri e presentato denunce. Nel suo elenco compaiono anche presunti abusi edilizi e sversamenti, con riferimenti all’area tra via Velleca e via Niglio e al fiume Sarno. «Problemi che esistono anche quando a provocarli sono italiani», osserva, contestando quello che considera un approccio disomogeneo nell’attenzione pubblica ai fenomeni criminali. Carotenuto interviene anche sulla vicenda dei danneggiamenti al centro di raccolta ACSE, sostenendo che chi ruba o provoca danni debba essere perseguito e che il lavoro degli operatori e della Polizia Municipale meriti sostegno. Secondo il consigliere, l’amministrazione dovrebbe garantire continuità operativa e strumenti adeguati, anziché mettere in discussione pubblicamente l’utilità degli interventi.
Videosorveglianza e controlli: «Le responsabilità amministrative non si cancellano»
La critica si estende alle politiche di prevenzione e vigilanza. Carotenuto chiede controlli costanti, manutenzione degli impianti di videosorveglianza, risposte alle segnalazioni dei cittadini e un coordinamento efficace con le forze dell’ordine. Il consigliere rivendica inoltre le iniziative portate avanti negli anni sul tema della sicurezza urbana e richiama una proposta approvata dal Consiglio comunale, che sostiene non sia stata attuata. «Garantire la sicurezza è un dovere ordinario di chi governa. Non è un evento straordinario da celebrare quando una telecamera riprende qualcuno», afferma Carotenuto, che conclude con un attacco diretto al sindaco: «Scafati ha bisogno di legalità, vivibilità e certezza della pena per chiunque commetta un reato. Non di sospetti gettati su intere comunità». La sua posizione si riassume nell’appello finale rivolto ad Aliberti: «Basta cercare nella nazionalità dei colpevoli un alibi per chi amministra. Meno propaganda, più governo della città».
Avagnano: «Il governo fa le leggi, i giudici le applicano»
Sulla stessa linea critica nei confronti del sindaco interviene, in calce al social post, Gennaro Avagnano, consigliere comunale di maggioranza ma su posizioni dissidenti, che contesta l’uso politico del tema della sicurezza e chiama in causa anche le responsabilità del governo nazionale. «Il mio sindaco come al solito ne approfitta per fare propaganda su temi nazionali come la certezza della pena, oltre ad aizzare contro gli stranieri», scrive Avagnano. Il consigliere sposta quindi il confronto sulle politiche giudiziarie e penitenziarie, sostenendo che le norme siano responsabilità del legislatore e che i magistrati debbano applicarle. Nel suo intervento cita le misure che, a suo giudizio, favorirebbero la scarcerazione di persone condannate, oltre alle difficoltà determinate dal sovraffollamento carcerario.
Avagnano richiama anche la questione delle Rems, le Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza, strutture destinate a persone sottoposte a misure di sicurezza in ambito sanitario e giudiziario. Secondo il consigliere, la carenza di posti e strutture adeguate contribuisce a rendere più complessa la gestione dei casi da parte dell’autorità giudiziaria. Da qui la critica a chi, a suo avviso, individua sistematicamente nella magistratura il bersaglio delle polemiche, senza considerare il quadro normativo e le responsabilità istituzionali.
Due voci critiche nella maggioranza e nell’opposizione
Gli interventi di Carotenuto e Avagnano, provenienti rispettivamente dall’opposizione e dall’area dissidente della maggioranza, aprono un fronte di contestazione, sempre più accentuato, sulle modalità con cui l’amministrazione affronta il tema della sicurezza. Da una parte, Carotenuto chiede di concentrare l’azione amministrativa sui problemi concreti dei quartieri, sulla prevenzione e sulla vigilanza ambientale. Dall’altra parte, Avagnano contesta l’utilizzo del tema della certezza della pena nel confronto politico locale e richiama le responsabilità del governo nella definizione delle norme. Al centro resta il rapporto tra sicurezza percepita, interventi amministrativi e responsabilità istituzionali. Le critiche dei due consiglieri chiamano in causa l’operato del sindaco Aliberti e rilanciano il confronto sulle misure necessarie per migliorare la vivibilità e la tutela del territorio scafatese.













