La minoranza consiliare accende i riflettori sui lavori finanziati dal PNRR e chiede un consiglio comunale monotematico.
L’interpellanza della minoranza
A Sant’Egidio del Monte Albino torna al centro del confronto politico la vicenda del mercato ortofrutticolo. I consiglieri di minoranza Roberto Marrazzo, Franco Marrazzo, Mario Cascone e Nicola Nocera hanno presentato un’interpellanza al sindaco e alla segretaria comunale, chiedendo anche una seduta monotematica del consiglio comunale. All’attenzione ci sono il finanziamento PNRR, i tempi dell’intervento, le somme già sostenute dal Comune e il futuro del cantiere. Roberto Marrazzo ricostruisce l’origine dell’iniziativa e mette soprattutto in evidenza il rapporto tra la tempistica dei lavori e la scadenza fissata per il finanziamento.
«Nei giorni scorsi, con i colleghi di minoranza consiglieri Franco Marrazzo, Mario Cascone e Nicola Nocera, abbiamo depositato all’indirizzo del sindaco e della segretaria comunale un’interpellanza che dovrà essere discussa in consiglio comunale entro venti giorni. Abbiamo chiesto un consiglio monotematico sull’argomento, perché la questione merita un approfondimento», afferma nel suo consueto intervento social. MArrazzo poi approfondisce la genesi del “papocchio”: «Si tratta dei lavori di ampliamento e funzionalizzazione del mercato ortofrutticolo. Il Comune di Sant’Egidio, come ben noto, fu destinatario nel 2023 di un finanziamento di 9 milioni e 600 mila euro nell’ambito del PNRR per questi lavori. Alla fine, però, per una serie di ritardi sui quali discuteremo in consiglio comunale, i lavori non sono stati ultimati entro il 30 giugno 2026, che rappresentava la data limite oltre la quale era prevista la revoca del finanziamento. I termini della questione sono particolarmente significativi, perché i lavori furono iniziati esclusivamente il 7 maggio 2026. Si pretendeva quindi di realizzare in meno di due mesi oltre 7 milioni di euro di lavori, cosa ovviamente impossibile. Alla data del 30 giugno risultavano realizzati lavori per poche decine di migliaia di euro», chiosa.
Tempi, spese e responsabilità
Il consigliere di opposizione richiama quindi una comunicazione del responsabile del procedimento risalente a marzo 2026, ponendo l’accento sulle somme già impegnate dall’ente e sulle conseguenze finanziarie di una vicenda che ora dovrà essere approfondita in sede consiliare. «Una storia che, come abbiamo già avuto occasione di evidenziare, merita un approfondimento particolare anche alla luce di una dichiarazione contenuta in una missiva indirizzata al sindaco e alla giunta comunale dal responsabile del procedimento, nel marzo 2026. L’ingegnere D’Ambrosio diceva chiaramente agli amministratori che i lavori non dovevano iniziare perché non potevano essere terminati entro quella data. L’inizio dei lavori ha comportato inoltre, secondo le previsioni contrattuali, l’anticipazione di una somma consistente di 1 milione e 200 mila euro in favore del raggruppamento di imprese affidatario dei lavori, così come il Comune ha già dovuto sostenere un esborso di oltre 600 mila euro per le spese di progettazione. È una questione di grande interesse, con notevolissime ricadute sulle finanze dell’ente», chiarisce. Il nodo adesso riguarda il futuro dell’intervento. La minoranza chiede espressamente di sapere se il Comune intenda proseguire i lavori con risorse proprie, attraverso un mutuo o ricorrendo ad altre forme di finanziamento, e se sia necessario rivedere il progetto originario per garantire almeno una funzionalità minima della struttura.
Il futuro del mercato e degli operatori
Marrazzo concentra infine l’attenzione sugli operatori del mercato, che continuano a svolgere la propria attività in una situazione di incertezza. La richiesta di un consiglio monotematico nasce anche dalla necessità di fare chiarezza sulle prospettive della struttura e sulle condizioni nelle quali gli operatori saranno chiamati a lavorare. «Noi abbiamo chiesto come intende regolarsi il Comune rispetto a questi lavori che sono di fatto praticamente fermi. Il cantiere è fermo e bisogna capire se il Comune intenda comunque procedere, affrontando eventualmente un mutuo oppure ricorrendo a fonti alternative di finanziamento. Bisogna inoltre capire se il progetto iniziale dovrà essere rivisto per assicurare almeno una funzionalità minima del mercato, perché questo è il punto dolente. Gli operatori del mercato avevano accettato di buon grado un periodo temporaneo di disagio nello svolgimento delle attività lavorative, con la riduzione degli spazi destinati alla vendita dei prodotti. Questa situazione di incertezza si ripercuote soprattutto su di loro, che sono già costretti ad agire all’interno di una struttura che, diciamolo chiaramente, è ai limiti dell’agibilità», puntualizza.
Il confronto dovrebbe coinvolgere direttamente anche gli operatori, mentre sul piano politico resta da chiarire la sorte delle risorse del PNRR e la possibilità di completare un’opera avviata con un finanziamento di dimensioni rilevanti. «È anche e soprattutto nell’interesse degli operatori del mercato che abbiamo depositato questa interpellanza. Ci auguriamo che siano presenti anche loro al consiglio comunale monotematico che abbiamo richiesto, per poter sviscerare una vicenda che ha implicazioni innanzitutto per loro, ma anche per l’intera cittadinanza. La portata della questione è enorme: si parte da un finanziamento di 9 milioni di euro e oggi ci troviamo con un cantiere fermo e con un finanziamento che, a nostro avviso, sarebbe già stato revocato», conclude il suo preciso intervento.
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