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Assistenza domiciliare sospesa ad Angri, famiglie lasciate sole

Ad Angri sospesa l’assistenza domiciliare per mancanza di fondi comunali famiglie e anziani non autosufficienti restano senza supporto quotidiano

Un servizio essenziale che si ferma

Silenziosamente, senza annunci ufficiali ma con effetti immediati, ad Angri si è fermato uno dei servizi più delicati del sistema sociale: l’assistenza domiciliare. Da settimane decine di utenti, senza nessun preavviso, non ricevono più il supporto degli operatori, a causa del mancato finanziamento alle cooperative che garantivano le prestazioni.

Una sospensione che colpisce direttamente anziani non autosufficienti e persone affette da patologie invalidanti, lasciando le famiglie sole nella gestione quotidiana di situazioni spesso complesse. Un vuoto assistenziale che pesa soprattutto su chi non ha alternative e che si ritrova improvvisamente privo di un aiuto, seppure minimo, fondamentale.

Un problema che arriva prima del previsto

Non è la prima volta che il servizio subisce interruzioni, ma quest’anno il disagio si è manifestato con largo anticipo. Se nel 2025 lo stop era arrivato a fine ottobre, oggi la sospensione si è verificata con settimane di anticipo, aggravando ulteriormente la situazione.

Le ore di assistenza previste per i servizi ADA e ADI sono state completamente azzerate, interrompendo percorsi già avviati e lasciando senza continuità un sostegno indispensabile. Un elemento che trasforma quella che potrebbe apparire come una criticità amministrativa in una vera emergenza sociale. Un lassismo ormai generalizzato di chi è delegata alla politiche sociali e che fortunatamente lascia tra qualche mese.

Le ragioni economiche e le scelte

Alla base della decisione vi potrebbe essere la ridotta disponibilità di fondi nel bilancio comunale ma anche la mancata previsione nel capitolo di nuove fondamentali risorse.Una scelta inspiegabile dal punto di vista contabile, ma che apre interrogativi pesanti sul piano politico e amministrativo. Quando vengono meno servizi essenziali come l’assistenza domiciliare, il tema non è solo economico ma riguarda la capacità di garantire diritti fondamentali.

Il peso ricade sulle famiglie

A pagare il prezzo più alto sono le famiglie, costrette a riorganizzare completamente la propria quotidianità per assistere parenti fragili e non autosufficienti. Senza il supporto degli operatori domiciliari viene meno non solo un aiuto pratico, ma anche un importante sostegno psicologico e materiale.

In molti casi si tratta di caregiver già provati da anni di assistenza, che ora si trovano senza alcun supporto istituzionale. Una situazione che rischia di generare ulteriore isolamento e difficoltà, proprio mentre cresce il bisogno di servizi sociali adeguati e continuativi, distrutti dall’improvvisazione. Il quadro che emerge è, comunque legato a un sistema sotto pressione, dove l’aumento della domanda non trova una risposta adeguata, lasciando scoperto uno dei settori più sensibili per la tenuta sociale del sistema paese.

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