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Angri e la casa di comunità mancata, il sollecito di D’Antonio

Ad Angri polemica sulla mancata partecipazione all’avviso ASL per progetti sociosanitari collegati alle future case di comunità territoriali.

La nota dell’avvocato Michele D’Antonio riaccende il dibattito sulle opportunità perse nel settore sociosanitario cittadino.

La nota inviata al Comune

Angri. Torna al centro del dibattito il tema della sanità territoriale e delle opportunità legate alla futura organizzazione delle case di comunità. A sollevare la questione è l’avvocato Michele D’Antonio, che in una nota indirizzata al sindaco, al segretario generale, all’assessore alla Sanità e all’ufficio Servizi sociali del Comune ha richiamato l’attenzione sull’avviso pubblico approvato dall’ASL Salerno con delibera numero 618 del 10 aprile 2026. Il provvedimento riguardava l’acquisizione di manifestazioni di interesse da parte degli enti del terzo settore finalizzate alla stipula di convenzioni per attività sociosanitarie, sociali e affini da sviluppare nell’ambito delle case di comunità dell’azienda sanitaria. Secondo quanto evidenziato nella comunicazione, il termine ultimo per aderire all’avviso era fissato alle ore 23.59 del 30 aprile 2026.

L’allarme sulle opportunità perse

Nella nota, D’Antonio sottolineava “l’importanza di partecipare a detto avviso onde soddisfare gli interessi della collettività”, evidenziando dunque la necessità di cogliere le opportunità offerte dal bando regionale e sanitario. Il tema assume un rilievo particolare in una fase in cui il rafforzamento della medicina territoriale rappresenta uno degli assi strategici della sanità pubblica. Le case di comunità, infatti, sono considerate strumenti fondamentali per avvicinare servizi sanitari e assistenziali ai cittadini. Da qui il dibattito politico e amministrativo che si è aperto in città sulla possibilità che Angri abbia perso un’occasione utile per intercettare risorse, progettualità e servizi destinati al territorio.

Il valore politico della questione

La vicenda rischia ora di trasformarsi anche in un caso politico, soprattutto sul fronte della programmazione sanitaria e della capacità dell’ente di partecipare tempestivamente a bandi e manifestazioni di interesse. Nella parte conclusiva della nota, l’avvocato Michele D’Antonio, candidato al consiglio comunale nelle liste di Mauri, definisce il proprio contributo come quello di “un umile sottoproletario del diritto”, formula che ha attirato attenzione anche per il tono ironico e provocatorio utilizzato nel documento. Resta adesso da capire se vi siano stati contatti istituzionali o iniziative successive all’avviso dell’ASL Salerno e se il Comune di Angri abbia effettivamente preso parte alla procedura prevista dal bando.

Angri, comitati elettorali e apnea amministrativa in città

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