spot_img
spot_img
spot_img

Leggi anche

Altro ancora

Parco del Sarno, proposta straordinaria contro il rischio contaminazione delle falde

Piano straordinario per allacci idrici e fognari nel bacino del Sarno dopo i dati sulla contaminazione delle falde acquifere.

Parco del Sarno, proposta straordinaria contro il rischio contaminazione delle falde

Emergenza falde, il Parco chiede un piano straordinario

L’allarme sulle acque sotterranee del bacino del Sarno entra in una nuova fase. Dopo i dati emersi dagli studi dell’Università Federico II di Napoli e dell’ARPAC sulla presenza di composti potenzialmente cancerogeni nelle falde acquifere di Angri, Sarno, Scafati e Striano, l’Ente Parco Idrografico del Fiume Sarno ha avanzato una proposta di intervento straordinario per accelerare gli allacci alla rete idrica e fognaria pubblica.

Secondo il presidente dell’Ente Parco, Vincenzo Marrazzo, la situazione imporrebbe tempi rapidi e misure eccezionali, soprattutto nelle aree dove esisterebbero ancora utenze domestiche collegate a pozzi privati o non servite da reti sicure e controllate. Il cuore della proposta è un “Piano Straordinario di Allacci alla Rete Idrica/Fognaria”, pensato per ridurre rapidamente l’esposizione della popolazione ai potenziali rischi sanitari legati alla contaminazione del sottosuolo. Marrazzo, nel suo intervento, sottolinea come “l’evidenza della contaminazione del sottosuolo potrebbe configurare un rischio sanitario immediato e concreto per i nuclei familiari che ancora attingerebbero da pozzi privati”. Il presidente del Parco richiama inoltre il principio costituzionale della tutela della salute pubblica, definendolo prioritario rispetto a qualsiasi rallentamento burocratico o amministrativo.

Procedure accelerate e sostegno alle famiglie

Nel dettaglio, la proposta avanzata dall’Ente Parco punta ad attivare procedure semplificate e cantieri immediati per consentire l’estensione delle reti idriche e fognarie nelle zone considerate più esposte. L’obiettivo dichiarato è quello di ridurre drasticamente il numero di utenze potenzialmente a rischio.

Nella nota del presidente Marrazzo emerge anche la richiesta di copertura totale degli oneri di allaccio per le famiglie residenti nelle cosiddette “zone rosse” della contaminazione, oltre alla creazione di un fondo di sostegno per cittadini e imprese agricole che potrebbero subire limitazioni nell’utilizzo dei pozzi. “La tutela della salute pubblica, sancita dall’Art. 32 della Costituzione, agisce in questo contesto come interesse pubblico primario”, afferma il presidente del Parco, che parla apertamente della necessità di attivare procedure di somma urgenza per evitare ritardi considerati pericolosi. Il documento richiama anche i possibili effetti economici e ambientali della vicenda, con particolare attenzione al comparto agricolo e alla gestione delle risorse idriche nel comprensorio del Sarno. Sullo sfondo resta la preoccupazione crescente delle comunità locali, chiamate ora ad attendere eventuali decisioni operative da parte degli enti competenti.

Angri, comitati elettorali e apnea amministrativa in città

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_imgspot_img
spot_imgspot_img
spot_imgspot_img
spot_imgspot_img

Articoli popolari