Botta e risposta a distanza tra i due candidati sindaco nel pieno della corsa verso il ballottaggio.
Tra social, emozioni e politica si consuma il duello digitale
Nell’epoca digitale e liquida dei reel e delle campagne elettorali consumate in pochi secondi di video, anche la politica sceglie di trasmettere e raccontarsi attraverso emozioni, stanchezza, orgoglio e tensioni personali. È accaduto anche ad Angri, a un a settimana circa dal voto, dove nella serata di ieri si è consumato un inedito confronto dinastico a distanza tra i due candidati sindaco Pasquale Mauri e Alfonso Scoppa, legati non soltanto dalla sfida politica ma anche da uno stretto rapporto familiare, essendo zio e nipote.
Il primo a intervenire è stato Pasquale Mauri, che attraverso un messaggio video ha invitato pubblicamente il nipote a un confronto pubblico diretto davanti alla città. «Alfonso complimenti per il risultato ottenuto. Oggi finalmente abbiamo la possibilità di confrontarci e di far capire a questa città le diverse visioni che abbiamo di governo della città», afferma Mauri, chiedendo anche maggiore chiarezza sulla futura squadra amministrativa dell’avversario politico.
«Io ho avuto il coraggio di nominare la mia giunta perché non ho timore di dire chi sono i miei. Ti invito a fare la stessa cosa», aggiunge Mauri, proponendo un confronto pubblico aperto anche ai cittadini e ai giornalisti. Nel passaggio finale del suo intervento, Mauri richiama inoltre il tema dei toni della campagna elettorale: «I tifosi vanno bene nel calcio, non nella politica» tentando di stemperare gli animi di questi mesi.
La replica di Scoppa: “Non ho vinto nulla”
La risposta di Alfonso Scoppa non si è fatta attendere ed è arrivata anch’essa puntuale e gentile attraverso un contenuto video pubblicato sui social. Un intervento pacato ma dai toni diretti segnato anche da riferimenti personali e politici.
«Caro zio Pasquale, grazie per i complimenti, ma non ho vinto. Non ho vinto nulla», esordisce Scoppa, sottolineando come la città sarà chiamata a scegliere il sindaco e non ancora la futura giunta comunale.
Per Scoppa, il confronto politico suii tempi sarebbe già avvenuto nel corso della campagna elettorale attraverso dibattiti pubblici, incontri in piazza e comunicazione social. «La città ha già avuto modo di ascoltare i nostri confronti. Ne abbiamo fatto uno in piazza e tanti sui social attraverso i nostri programmi politici», precisa Scoppa, rivendicando il percorso che ha portato alla sua candidatura, definita come una “rivoluzione silenziosa e gentile”.
Tifosi e denigrazioni
Sul tema delle tifoserie e del clima acceso della campagna elettorale, Scoppa conclude con una frase che lascia emergere anche il peso umano della competizione: «Tutto mi sarei aspettato tranne quello che ho subito dalla tifoseria» chiaro riferimento a gravi e pesanti denigrazioni.
Ed è forse proprio questo il tratto più evidente di una campagna elettorale che sembra essersi trasformata nel tempo in qualcosa di più di una semplice sfida politica: un confronto continuo tra visioni, linguaggi e sentimenti che i social, nel bene e nel male, hanno amplificato fino a renderli pubblici in tempo reale.
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