Emergenza nell’area industriale. Il rogo ha devastato lo stabilimento di via Ingegno. Scattano monitoraggi su aria, acqua e suolo e misure precauzionali per la popolazione.
Una notte di fuoco e paura
Una densa nube nera che si è alzata nel cielo e fiamme visibili a grande distanza hanno trasformato la notte di Sarno in ore di forte preoccupazione. L’incendio che ha colpito lo stabilimento Termoplast, nell’area industriale di via Ingegno, ha prodotto uno scenario che ha immediatamente fatto scattare l’allarme ambientale e sanitario. Il rogo si è sviluppato poco dopo la mezzanotte, propagandosi rapidamente tra i materiali presenti nell’azienda e diventando in breve tempo incontrollabile. Le operazioni di spegnimento hanno richiesto un imponente dispiegamento di uomini e mezzi per contenere le fiamme e mettere in sicurezza l’area.
Le indagini sulle cause
Mentre proseguono le attività di bonifica e messa in sicurezza, sono state avviate le indagini per chiarire l’origine dell’incendio. Gli investigatori stanno raccogliendo elementi utili a ricostruire l’accaduto e nessuna ipotesi viene al momento esclusa. Nelle prossime ore ulteriori accertamenti tecnici e sopralluoghi andranno ad affiancare il lavoro già svolto dai Vigili del Fuoco e dalle forze dell’ordine per comprendere le cause che hanno provocato il devastante incendio.
Monitoraggi ambientali e misure precauzionali
Particolare attenzione è rivolta agli aspetti ambientali. Sono stati infatti attivati monitoraggi specifici su aria, acqua e suolo per valutare eventuali conseguenze derivanti dalla combustione dei materiali presenti nello stabilimento. Tra i prodotti coinvolti dal rogo figurerebbero materiali per imballaggi, bobine di polipropilene, cartoni, film plastici, vaschette, oltre a vernici e oli industriali. Una situazione che ha reso necessario l’intervento degli organismi tecnici incaricati delle verifiche ambientali.
Le ordinanze per la tutela della salute
In via precauzionale il commissario prefettizio Raffaele Cannizzaro ha disposto specifiche misure a tutela della popolazione. L’ordinanza vieta il consumo e la vendita di frutta e ortaggi raccolti dopo l’incendio nelle aree potenzialmente interessate dalla ricaduta dei fumi. Disposto inoltre il divieto di utilizzare a fini alimentari acque provenienti da pozzi e vasche non adeguatamente protetti. Contestualmente è stata rafforzata l’attività di vigilanza nelle zone più vicine all’area industriale interessata dall’emergenza.
Massima attenzione delle istituzioni
La situazione continua a essere seguita da tutte le istituzioni coinvolte nella gestione dell’emergenza. La Regione Campania, gli enti tecnici e le autorità locali mantengono costante il coordinamento per monitorare l’evoluzione del quadro ambientale e sanitario. Particolare attenzione è stata riservata anche all’ospedale Martiri del Villa Malta, rimasto pienamente operativo durante tutta la fase emergenziale. Le verifiche proseguiranno nei prossimi giorni per accertare l’impatto dell’incendio e garantire le necessarie condizioni di sicurezza per cittadini e territorio.
Sant’Egidio del Monte Albino. Addio ad Angelo Fabbricatore voce storica della radio













