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Angri, servizi sociali nel caos: Centro Orsini a rischio chiusura e assistenza domiciliare al collasso

Bilanci insufficienti e programmazione contestata mettono in crisi servizi essenziali destinati ad anziani, disabili e persone fragili.

Politiche sociali. Il neo assessore Giacomo Sorrentino si trova ad affrontare una situazione critica: fondi insufficienti, assistenza domiciliare ridotta e il Centro Orsini che rischia di interrompere le attività

“Ci sono bilanci che si chiudono con un avanzo e coscienze che restano in rosso.”

Un’eredità pesantissima per il nuovo assessore

Angri. Un’eredità che rischia di trasformarsi in una vera emergenza sociale. È questo il quadro che il neo assessore alle Politiche sociali Giacomo Sorrentino si è trovato davanti a poche settimane dal suo insediamento. Secondo quanto emerge, la precedente gestione avrebbe lasciato una programmazione economica insufficiente a garantire la continuità di alcuni tra i servizi più delicati destinati alle persone fragili del territorio. Una situazione che oggi presenta il conto, proprio nel periodo più difficile dell’anno, con temperature elevate che aggravano ulteriormente le condizioni di anziani, portatori di disabilità e nuclei familiari già in forte difficoltà.

Il Centro Orsini verso la chiusura

L’emergenza più immediata in scadenza riguarda il Centro Orsini, struttura di riferimento per numerose famiglie del territorio. In assenza delle necessarie coperture finanziarie, già da domani il centro diurno di Viale Leonardo Da Vinci, gestito dalla cooperativa Il Sollievo potrebbe essere costretto a sospendere le attività. Una prospettiva che preoccupa profondamente le famiglie dei ragazzi con disabilità che ogni giorno trovano nella struttura assistenza, inclusione sociale e supporto educativo. L’eventuale stop rappresenterebbe un duro colpo per un servizio considerato essenziale e costruito negli anni grazie al lavoro quotidiano degli operatori e della cooperativa.

Assistenza domiciliare ridotta ai minimi termini

Non meno grave appare la situazione dell’assistenza domiciliare. I servizi Ada e Adi, destinati ad anziani e persone non autosufficienti, risultano da tempo fortemente rallentati. A fronte di oltre settanta domande presentate dagli aventi diritto, soltanto ventiquattro utenti stanno beneficiando delle prestazioni, riprese soltanto dallo scorso mese di maggio dopo un lungo periodo di sospensione. Numeri che raccontano una realtà fatta di famiglie lasciate ad affrontare da sole problemi quotidiani, dall’igiene personale all’acquisto dei beni essenziali, fino all’assistenza continua richiesta dalle condizioni di particolare fragilità.

La mancata programmazione finanziaria

Alla base della crisi vi sarebbe, secondo la ricostruzione politica, una previsione economica ritenuta insufficiente durante la predisposizione del bilancio dell’amministrazione guidata dall’ex sindaco Cosimo Ferraioli. Le risorse stanziate non sarebbero state adeguate a coprire il fabbisogno reale dei servizi sociali, rendendo impossibile soddisfare l’intera graduatoria degli aventi diritto. Il risultato, oggi, è sotto gli occhi di tutti: servizi ridotti, liste d’attesa e decine di persone fragili che attendono risposte mentre affrontano le difficoltà della vita quotidiana senza il necessario sostegno pubblico.

Il tentativo di recuperare le risorse

L’amministrazione uscente aveva tentato di reperire nuove risorse attraverso una variazione di bilancio inserita nel rendiconto portato in Consiglio comunale lo scorso maggio, a ridosso delle elezioni amministrative. Quel provvedimento, però, non arrivò mai alla discussione. La seduta fu infatti interrotta per la mancanza del numero legale dopo l’abbandono dell’aula da parte di consiglieri appartenenti sia all’allora maggioranza sia ai gruppi di opposizione. Una circostanza che ha impedito l’approvazione delle modifiche contabili necessarie a finanziare i servizi.

Una corsa contro il tempo

Ora il compito di trovare una soluzione ricade sull’amministrazione comunale e, in particolare, sul nuovo assessore Giacomo Sorrentino, chiamato ad affrontare una delle emergenze più delicate del mandato. Il tempo, tuttavia, è un fattore determinante. Se non dovessero essere individuate rapidamente nuove risorse, il rischio concreto è quello di assistere alla sospensione di servizi essenziali destinati proprio alle fasce più deboli della popolazione. Perché quando a fermarsi non sono opere pubbliche o cantieri, ma l’assistenza agli anziani, ai portatori di disabilità e ai ragazzi speciali, il prezzo delle scelte amministrative non si misura soltanto nei numeri di un bilancio: si misura nella qualità della vita delle persone più fragili, che non possono permettersi il lusso di aspettare i tempi della politica.

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