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Sant’Egidio del Monte Albino. Marrazzo: «Il Comune può ancora fermare il forno»

Secondo Marrazzo, il piano regionale dovrà essere rivisto, ma la soluzione definitiva resta nelle mani dell'amministrazione comunale.

Forno crematorio. L’ex sindaco e consigliere comunale di opposizione Roberto Marrazzo analizza l’esito del Consiglio regionale, evidenzia le criticità del piano crematori e rilancia il ruolo decisivo del Comune di Sant’Egidio del Monte Albino.

“Le decisioni più importanti non sono quelle che dividono una comunità, ma quelle che riescono a interpretarne davvero la volontà.”

Il voto del Consiglio regionale e i dubbi sulla delibera

Dopo la seduta del Consiglio regionale della Campania, il consigliere comunale di opposizione ed ex sindaco di Sant’Egidio del Monte Albino, Roberto Marrazzo, interviene per chiarire gli effetti del provvedimento approvato sul piano crematori, invitando alla prudenza in attesa della pubblicazione della delibera ufficiale. «Cercheremo di fare chiarezza su quanto è accaduto ieri in Consiglio regionale sulla questione del forno crematorio. Si è fatta molta confusione e questa confusione potrà avere una soluzione esaustiva soltanto quando sarà pubblicata la delibera», afferma.

Secondo Marrazzo, il Consiglio regionale «ha approvato la presa d’atto della presa d’atto della delibera della Giunta regionale del 2 settembre 2025», spiegando che si tratta del recepimento della decisione con la quale la Giunta aveva preso atto della sentenza del Tar di Napoli, poi confermata dal Consiglio di Stato, relativa al ricorso presentato dal consorzio e dal Comune di Sant’Egidio del Monte Albino. «Sostanzialmente è stato recepito quanto la Giunta regionale aveva già deliberato, ritenendo che, essendosi completata la procedura autorizzativa, anche il forno di Sant’Egidio dovesse essere compreso tra gli impianti già esistenti.»

«Applicare quella sentenza stravolgerebbe il piano regionale»

L’ex sindaco evidenzia come nel corso della discussione numerosi consiglieri regionali abbiano condiviso le criticità più volte evidenziate dal comitato contrario al progetto. «È stato un dibattito molto intenso, accurato e articolato. In particolare il consigliere regionale Celano ha illustrato quelli che sono i nostri rilievi rispetto ad una pedissequa applicazione della sentenza.»

Secondo Marrazzo, il principale problema riguarda gli effetti che deriverebbero dall’applicazione integrale delle decisioni dei giudici amministrativi. «Se si applicasse integralmente questa sentenza, il piano regionale approvato nel 2024 verrebbe completamente stravolto. La provincia di Salerno passerebbe da tre a cinque forni crematori, determinando una forte disparità rispetto alla provincia di Caserta, che con circa centomila abitanti in meno ne avrebbe soltanto due, e soprattutto rispetto alla provincia di Napoli, che pur avendo circa il triplo della popolazione di Salerno resterebbe con tre soli impianti. Sarebbe un piano assolutamente sbilanciato e irrazionale.» chiosa.

Le criticità dell’impianto di Sant’Egidio

Durante il confronto in Consiglio regionale, riferisce ancora Marrazzo, diversi interventi si sarebbero concentrati anche sulle caratteristiche del progetto previsto a Sant’Egidio del Monte Albino. «È stata sottolineata l’assurdità di un forno crematorio realizzato a poco più di cinquanta metri dalle abitazioni, quando il nuovo piano prevede una distanza minima di duecento metri.» L’ex sindaco ricorda inoltre che l’area interessata dall’intervento ricade in un contesto sottoposto a vincolo paesaggistico e riconosciuto come patrimonio UNESCO, altra circostanza che, a suo giudizio, renderebbe incompatibile l’inserimento dell’impianto nella nuova pianificazione regionale.

Secondo il consigliere comunale, sulle stesse criticità sarebbero intervenuti anche altri esponenti del Consiglio regionale appartenenti a Forza Italia, Fratelli d’Italia e a una parte della maggioranza, con la presentazione di un documento che avrebbe raccolto molte delle osservazioni avanzate negli ultimi mesi dai contrari al progetto.

«La delibera non autorizza automaticamente la ripresa dei lavori»

Uno degli interrogativi principali riguarda le possibili conseguenze della delibera approvata. «La domanda che tutti si pongono è semplice: il concessionario potrà chiedere già domani la ripresa dei lavori?» Per Marrazzo, dagli interventi conclusivi del presidente del Consiglio regionale emergerebbe un quadro diverso. «Sembrerebbe trattarsi di una semplice presa d’atto. Successivamente dovrà essere rimodulato l’intero piano regionale. Questo è l’impegno assunto nel corso della seduta.» dice. Per questo motivo, aggiunge, «sembrerebbe che occorrano ulteriori passaggi procedurali e, almeno a una prima lettura, non sembrerebbe possibile consentire la ripresa dei lavori.»

«La vera partita si gioca a Sant’Egidio»

Per l’ex sindaco, tuttavia, la questione centrale resta un’altra. «Anche nel corso del dibattito regionale è emerso che questo problema deve essere risolto a Sant’Egidio.» Una convinzione che Marrazzo sostiene da tempo. «Riteniamo che, per lo stato avanzato della vicenda contrattuale, spetti al Comune risolvere questo contratto oppure trovare un accordo con il concessionario.» Da qui l’appello rivolto direttamente all’amministrazione comunale. «La battaglia continuerà certamente sul piano giudiziario e attraverso l’interlocuzione politica con la Regione, ma quella vera si svolgerà a Sant’Egidio. Il sindaco e la maggioranza hanno il potere di impedire la realizzazione del forno crematorio, naturalmente attraverso gli strumenti previsti dall’ordinamento e con gli eventuali ristori che si renderanno necessari.»

Infine, il messaggio rivolto al Consiglio comunale. «L’intendimento dei cittadini è chiaro: questa comunità non vuole il forno crematorio. Il Consiglio comunale dovrà esprimersi e far comprendere una volta per tutte quale sia la volontà della città. La questione è ancora assolutamente risolvibile.»

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