spot_imgspot_imgspot_imgspot_img
spot_imgspot_imgspot_imgspot_img
spot_imgspot_imgspot_imgspot_img

Leggi anche

Altro ancora

Scossa di terremoto nel Sannio: magnitudo 3.3 con epicentro ad Apice

Paura nel Sannio per una scossa di terremoto avvertita all'alba con epicentro ad Apice.

Il sisma è stato registrato alle 4:56 a un chilometro da Apice, nel Beneventano. Nessun danno segnalato, proseguono i monitoraggi sul territorio.

Il sisma registrato all’alba

Una scossa di terremoto di magnitudo 3.3 è stata registrata questa mattina alle 4:56, con epicentro a circa un chilometro a est di Apice, in provincia di Benevento, a una profondità di 13 chilometri. I dati sono stati confermati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).

Il terremoto è stato avvertito distintamente dalla popolazione di Apice e di numerosi comuni del Sannio e della vicina Irpinia, provocando momenti di apprensione tra i residenti.

Nessun danno segnalato

Al momento non risultano danni a persone né a edifici. Le autorità e gli enti preposti stanno comunque continuando il monitoraggio del territorio e non sono state segnalate particolari criticità conseguenti all’evento sismico.

La Campania e il rischio sismico

La Campania è una delle regioni italiane con il più elevato livello di pericolosità sismica. Le aree interne dell’Appennino campano, in particolare Irpinia, Sannio e l’alto Casertano, sono attraversate da importanti sistemi di faglie attive che nel corso dei secoli hanno generato terremoti anche di forte intensità.

Tra gli eventi più devastanti si ricordano il terremoto del 1456, considerato tra i più distruttivi della storia dell’Italia meridionale, quello del 1688 che colpì il Sannio, il sisma del 1702 tra Irpinia e Benevento e il terremoto dell’Irpinia del 23 novembre 1980, di magnitudo 6.9, che provocò quasi 3.000 vittime e cambiò profondamente l’approccio alla prevenzione sismica nel Mezzogiorno.

Proprio per queste caratteristiche geologiche, l’attività sismica di bassa e media intensità viene costantemente monitorata dall’INGV, che mantiene sotto osservazione l’intero Appennino campano per garantire un controllo continuo dell’evoluzione dei fenomeni.

spot_imgspot_imgspot_imgspot_img
spot_imgspot_imgspot_imgspot_img
spot_imgspot_imgspot_imgspot_img
spot_imgspot_imgspot_imgspot_img
spot_imgspot_imgspot_imgspot_img
spot_imgspot_imgspot_imgspot_img
spot_imgspot_imgspot_imgspot_img
spot_imgspot_imgspot_img

Articoli popolari