Dopo venti mesi dalla chiusura della sede della Mensa di Tommaso, a Pagani si riapre il confronto sulla possibile sede nell’ex scuola di via Criscuolo.
Una lettera per riaprire la mensa
Pagani. C’è una data, 18 luglio 2026, e c’è un destinatario che conosce la vicenda della mensa dei poveri meglio di chiunque altro: don Flaviano Calenda, parroco della SS. Corpo di Cristo e dal 2013 animatore della Mensa di Tommaso, intitolata al beato Tommaso Maria Fusco. A scrivergli è Giuseppe Barone, presidente nazionale dell’Associazione Nazionale No AIDS ODV, che nella lettera manifesta la disponibilità dell’associazione a sostenere «in ogni azione» la riapertura della mensa. L’organizzazione assiste circa 300 persone al mese attraverso la convenzione con il Banco Alimentare e propone di far ripartire il servizio con il coinvolgimento di volontari e associazioni, utilizzando un immobile pubblico o una struttura reperita attraverso il terzo settore. Per conoscenza, la lettera è stata inviata anche alla Commissione Straordinaria che amministra il Comune di Pagani. La tempistica non è casuale: il 10 luglio, otto giorni prima della missiva, i commissari avevano effettuato un sopralluogo nell’ex scuola dell’infanzia di via Criscuolo, individuata come possibile nuova sede della mensa. In quell’occasione don Calenda si sarebbe detto disponibile a occuparsi della ristrutturazione in cambio di un comodato d’uso.
Venti mesi senza una sede
La vicenda nasce nell’estate del 2024, quando il cedimento in più punti del solaio di copertura della Fondazione Carminello ad Arco, certificato dai Vigili del Fuoco, rese inagibili i locali dove la Mensa di Tommaso arrivava a distribuire pasti a circa 110 persone al giorno. Lo sfratto arrivò nel novembre dello stesso anno. Una soluzione temporanea nei locali comunali dell’ex scuola materna venne individuata, ma anche quella struttura dovette chiudere per lavori.
Da allora la mensa è rimasta senza una sede stabile, attraversando diverse fasi amministrative: l’ultima amministrazione De Prisco, lo scioglimento del Consiglio comunale nell’aprile 2026 e l’attuale gestione commissariale. La lettera dell’Associazione Nazionale No AIDS rappresenta quindi soprattutto un richiamo alla responsabilità delle istituzioni, più che una soluzione già definita. Non prevede finanziamenti né stabilisce tempi precisi. Il nodo resta quello dell’ex scuola di via Criscuolo: chi finanzierà i lavori, con quale accordo e quando potranno iniziare? Dopo venti mesi di attesa, la mensa dei poveri di Pagani ha finalmente un possibile indirizzo. Ma, per ora, ha soprattutto una lettera.
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