Il consigliere Francesco Carotenuto critica i costi e le modalità delle raccolte straordinarie domenicali dei rifiuti a Scafati e chiede più controlli.
La gestione dei rifiuti a Scafati torna al centro del confronto politico. A sollevare la questione è il consigliere comunale Francesco Carotenuto, intervenuto dopo la risposta ricevuta da ACSE a una sua interrogazione sulla raccolta domenicale dei rifiuti abbandonati lungo le strade cittadine. Secondo quanto riferito dal consigliere, la società partecipata avrebbe confermato che il servizio domenicale viene svolto come attività extracontrattuale e comporta un costo di 816,58 euro oltre Iva per ogni intervento. Il tema si inserisce in una discussione più ampia sui costi dei servizi extra-canone. A settembre era già emerso che il Comune aveva liquidato ad ACSE 31.756,01 euro in tre mesi per attività straordinarie, tra cui la rimozione di rifiuti abbandonati e interventi di igiene urbana.
La raccolta straordinaria e il nodo dell’indifferenziato
È proprio sulle modalità della raccolta domenicale che Carotenuto concentra una parte rilevante della sua critica. Secondo quanto riportato dal consigliere sulla risposta ricevuta da ACSE, durante questi interventi viene utilizzato lo stesso automezzo per raccogliere i rifiuti abbandonati e il materiale viene classificato come rifiuto urbano indifferenziato, CER 20 03 01. Una modalità che, nella lettura di Carotenuto, crea una contraddizione rispetto agli obiettivi della raccolta differenziata. «Paghiamo per raccogliere tutto insieme e poi ci chiediamo perché aumentano i costi?», è la sintesi scelta dal consigliere per descrivere il problema. ACSE, dal canto suo, gestisce a Scafati l’intero ciclo dei rifiuti per l’igiene urbana, dalla raccolta al trasporto fino alla conduzione dei centri comunali di raccolta. Il sistema ordinario è basato sulla raccolta differenziata porta a porta, con giorni e modalità di conferimento stabiliti dal calendario.
«Per le raccolte straordinarie non sono previsti controlli»
Un altro passaggio della risposta di ACSE richiamato da Carotenuto riguarda i controlli. Il consigliere sostiene di aver chiesto quali verifiche vengano effettuate per evitare che le diverse frazioni vengano mescolate durante la raccolta e il trasporto. «Per le raccolte straordinarie quali quelle domenicali non sono previsti controlli», riporta Carotenuto citando la risposta della partecipata. Un passaggio che, secondo il consigliere, rende necessario interrogarsi sull’efficacia dell’intero modello di intervento. La questione, nella sua impostazione, non riguarda quindi soltanto il lavoro degli operatori incaricati di ripulire le strade, ma soprattutto le conseguenze di un sistema nel quale l’abbandono dei rifiuti genera successivi interventi straordinari. «Chi rispetta le regole rischia di essere penalizzato due volte», sostiene Carotenuto, facendo riferimento sia al corretto conferimento dei rifiuti sia ai costi sostenuti attraverso la TARI.
Costi, abbandoni e responsabilità
Il consigliere collega il tema delle raccolte domenicali anche alle spese sostenute periodicamente per rimuovere le discariche abusive. Secondo i dati da lui richiamati, questi interventi ammonterebbero a circa 30mila euro a trimestre. Carotenuto sostiene quindi che le risorse dovrebbero essere maggiormente indirizzate verso controlli, prevenzione e individuazione dei responsabili degli abbandoni, piuttosto che concentrarsi esclusivamente sulla rimozione dei rifiuti una volta lasciati sul territorio. La sua critica investe anche il rapporto tra quantità di indifferenziato e costi del servizio. Il consigliere richiama un dato di circa 180 chilogrammi di rifiuto indifferenziato per abitante, collegandolo alla necessità di aumentare la qualità della raccolta differenziata e ridurre i quantitativi destinati al trattamento e allo smaltimento.
Il confronto sui conti di ACSE
Il tema dei costi si intreccia con la situazione economica della partecipata. Nelle scorse settimane l’assessore al Bilancio Diego Chirico aveva contestato una lettura allarmistica dei conti ACSE, spiegando che la perdita di circa 414mila euro al 30 giugno 2026 sarebbe collegata all’aumento dei costi del servizio e che il Comune avrebbe riconosciuto gli adeguamenti previsti dal PEF. Secondo Chirico, inoltre, per il 2026 la TARI sarebbe diminuita mediamente del 7,43% rispetto al 2025. Si tratta dunque di due letture differenti dello stesso problema: da una parte Carotenuto pone l’accento sui costi prodotti dagli abbandoni e sulle modalità delle raccolte straordinarie; dall’altra l’amministrazione richiama l’adeguamento dei costi del servizio e il dato relativo alla TARI.
La richiesta di un cambio di strategia
Per Carotenuto, la questione non può essere risolta aumentando semplicemente il numero degli interventi straordinari. «La soluzione non può essere continuare semplicemente ad aumentare le raccolte straordinarie», sostiene il consigliere, indicando come priorità un sistema fondato su maggiori controlli, responsabilità precise e incentivi alla corretta raccolta differenziata. La discussione resta quindi aperta sul modello di gestione dei rifiuti e sulle risorse necessarie per garantire decoro urbano, raccolta differenziata e sostenibilità economica del servizio. ACSE indica nelle proprie regole di raccolta l’obbligo per gli utenti di rispettare giorni, orari e modalità di conferimento, mentre la società dispone anche di strumenti per segnalare gli abbandoni e richiedere interventi.
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