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Asl Salerno, un nuovo modello di assistenza per i prematuri: presa in carico fino a tre anni

Siglato il protocollo NPIA-TIN per collegare Terapia Intensiva Neonatale e Neuropsichiatria Infantile. Previsti controlli precoci, percorsi riabilitativi e supporto alle famiglie anche dopo le dimissioni

Un sistema di assistenza che accompagna i bambini nati prematuri nei primi anni di vita, mettendo in collegamento ospedale, specialisti e servizi territoriali. È questo l’obiettivo di NPIA-TIN, il nuovo percorso operativo promosso dall’Asl Salerno e formalizzato con la sottoscrizione di un protocollo presso la sede aziendale di via Nizza.

Il progetto punta a garantire una presa in carico coordinata dei neonati prematuri e dei bambini esposti al rischio di disturbi del neurosviluppo, superando la separazione tra il periodo di ricovero e le successive fasi di assistenza.

L’iniziativa coinvolge la Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza e le Terapie Intensive Neonatali, con il coordinamento della struttura di Neuropsichiatria Infantile dell’Asl, diretta dal dottor Salvatore Iannuzzi.

Controlli e riabilitazione fin dai primi mesi

Il nuovo modello si basa sulla possibilità di individuare tempestivamente eventuali difficoltà nello sviluppo, senza attendere che diventino più evidenti con la crescita.

Il protocollo stabilisce un raccordo tra i percorsi dedicati alle gravidanze a rischio, le Terapie Intensive Neonatali e i servizi di Neuropsichiatria Infantile. Sono previste valutazioni precoci e, quando clinicamente necessario, l’attivazione di interventi riabilitativi.

L’osservazione riguarderà le principali aree dello sviluppo: motricità, capacità cognitive, comunicazione e relazione. Accanto all’assistenza specialistica, il programma prevede il coinvolgimento delle famiglie e la collaborazione con pediatri, strutture territoriali, centri accreditati e professionisti della riabilitazione.

La presa in carico proseguirà fino ai tre anni, con un passaggio organizzato ai servizi ordinari al termine del percorso dedicato.

Possibili interventi già a 40 giorni

Tra gli elementi previsti dal progetto c’è la possibilità di iniziare specifici interventi riabilitativi già intorno ai 40 giorni di vita, nei casi in cui le condizioni cliniche lo richiedano.

La novità consiste soprattutto nella continuità del percorso: i professionisti coinvolti potranno condividere valutazioni, informazioni e obiettivi, riducendo il rischio di interruzioni tra la fase ospedaliera e quella territoriale.

Prima della formalizzazione del protocollo sono stati realizzati un percorso formativo sulla riabilitazione neonatale, rivolto agli operatori aziendali e ai professionisti dei centri accreditati, e una sperimentazione durata alcuni mesi.

L’attuazione sarà accompagnata da risorse economiche dedicate e da procedure operative per disciplinare la collaborazione tra le strutture coinvolte.

Sosto: «Le famiglie non devono essere lasciate sole»

Il direttore generale dell’Asl Salerno e vicepresidente vicario di Federsanità, Gennaro Sosto, ha sottolineato il valore del nuovo modello assistenziale.

«Con NPIA-TIN vogliamo superare la frammentazione dei percorsi e costruire una continuità reale tra ospedale e territorio – dichiara –. Investire nella riabilitazione neonatale significa investire nel futuro: significa offrire ai bambini maggiori opportunità di sviluppo e alle famiglie la certezza di non essere lasciate sole».

Sosto ha inoltre definito il progetto una scelta di responsabilità e attenzione verso i bambini e i loro genitori, ponendo al centro non soltanto la cura, ma anche le prospettive di crescita e il sostegno familiare.

Una rete tra ospedale e territorio

Alla definizione del percorso hanno contribuito la Neuropsichiatria Infantile e la Direzione Sanitaria dell’Azienda, insieme alle professionalità interessate.

Un ruolo centrale è stato svolto da Salvatore Iannuzzi e dal direttore sanitario Sergianni, impegnati nell’organizzazione del modello e nel coordinamento tra i diversi servizi.

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