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Liceo Vico, memoria e futuro della scuola nell’Agro Nocerino Sarnese (video)

Il Liceo Vico rinnova la propria tradizione attraverso nuovi percorsi formativi e nuove generazioni.

La dirigente Lucia Federico racconta la storia, le eccellenze e i nuovi indirizzi del liceo di Nocera Inferiore.

Una scuola dentro la storia del territorio

Ci sono edifici scolastici che finiscono per diventare parte della memoria collettiva di una città. Il Liceo Giovan Battista Vico di Nocera Inferiore appartiene a questa categoria: per generazioni è stato luogo di formazione, confronto e crescita culturale, accompagnando studenti che negli anni hanno assunto ruoli diversi nella società e nelle professioni. Oggi quella storia continua in un contesto profondamente cambiato, nel quale la scuola è chiamata a confrontarsi con nuove competenze, trasformazioni sociali e aspettative differenti. Ne abbiamo parlato con la dirigente scolastica Lucia Federico, partendo proprio dal rapporto tra il patrimonio costruito negli anni e le prospettive del liceo.

La memoria incontra la scuola del terzo millennio

Il valore di un istituto non si misura soltanto attraverso il passato, ma anche dalla capacità di interpretare ciò che cambia. Al Vico la tradizione rappresenta un punto di partenza per un’offerta formativa che si amplia attraverso nuovi indirizzi didattici, intercettando interessi e competenze richieste alle nuove generazioni. La dirigente racconta così una scuola sospesa tra continuità e innovazione, dove l’esperienza accumulata da chi ha attraversato quelle aule incontra ogni anno studenti chiamati a costruire il proprio percorso. Una formazione che non riguarda soltanto le discipline, ma anche il rapporto con il territorio e con una società nella quale conoscenze, tecnologia e capacità critiche assumono un peso sempre maggiore.

Gli studenti di oggi, la classe dirigente di domani

Il racconto del Liceo Vico diventa quindi anche una riflessione sul ruolo della scuola nella costruzione del futuro dell’Agro Nocerino Sarnese. Nei suoi banchi si sono formate generazioni che hanno contribuito alla vita culturale, professionale e istituzionale del territorio; oggi altri studenti percorrono gli stessi corridoi con prospettive diverse e strumenti nuovi. È in questo passaggio tra ciò che è stato e ciò che ancora deve essere costruito che il liceo continua a definire la propria identità: custodire una storia senza trasformarla in nostalgia e utilizzare quella storia come base per preparare chi domani dovrà interpretare il territorio con competenze e responsabilità nuove.

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Lucia Trotta
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