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	<title>Lazio &#8211; Sestante.tv</title>
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		<title>Scioglimento Sarno: il TAR acquisisce tutti gli atti, udienza febbraio 2027</title>
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		<dc:creator><![CDATA[sestante redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 13:30:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agro Nocerino Sarnese]]></category>
		<category><![CDATA[Diario Politico]]></category>
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					<description><![CDATA[Il TAR Lazio acquisirà senza omissis tutti gli atti sullo scioglimento del Comune di Sarno.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd">Il TAR Lazio ordina documenti integrali e fissa l’udienza per febbraio</p>
<h3>Il TAR Lazio vuole tutti gli atti sullo scioglimento</h3>
<p class="isSelectedEnd">Nuovo passaggio giudiziario nella vicenda dello <strong>scioglimento del Consiglio comunale di <a href="https://sestante.tv/?s=Sarno">Sarno</a></strong>. Il <strong>Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio – Sezione Prima</strong>, con un’ordinanza adottata nella Camera di Consiglio del <strong>26 agosto 2026</strong>, ha disposto l’acquisizione integrale della documentazione relativa al procedimento amministrativo che ha portato allo scioglimento dell’ente. Il provvedimento assume particolare rilievo nell’ambito del ricorso presentato contro il decreto di scioglimento, perché il Collegio ha ritenuto necessario poter esaminare l’intero quadro documentale alla base della decisione. In particolare, il TAR ha disposto che le <strong>Amministrazioni resistenti</strong> depositino gli atti del procedimento nella loro versione completa, <strong>senza omissis</strong>, compresa la relazione predisposta dalla Commissione di accesso e la documentazione allegata.</p>
<h3>Quarantacinque giorni per depositare la documentazione</h3>
<p class="isSelectedEnd">L’ordinanza assegna alle Amministrazioni un termine di <strong>45 giorni dalla notifica del provvedimento</strong> per procedere al deposito della documentazione richiesta. Si tratta di un passaggio destinato ad ampliare il materiale a disposizione dei giudici amministrativi, che potranno così esaminare gli elementi contenuti negli atti nella loro interezza. La richiesta del TAR riguarda, dunque, non soltanto la documentazione già prodotta nel giudizio, ma l’intero patrimonio documentale relativo al procedimento amministrativo che ha preceduto lo scioglimento.</p>
<p class="isSelectedEnd">Particolare attenzione viene riservata alla <strong>relazione della Commissione di accesso</strong>, documento centrale nell’iter che ha condotto all’adozione del provvedimento di scioglimento, insieme agli atti e agli elementi documentali posti a suo corredo. L’acquisizione integrale degli atti consentirà al Collegio di affrontare la successiva fase di merito disponendo di una ricostruzione documentale più completa della vicenda.</p>
<h3>L’udienza pubblica fissata al 10 febbraio 2027</h3>
<p class="isSelectedEnd">Contestualmente, il <strong>TAR Lazio ha fissato al 10 febbraio 2027 l’udienza pubblica per la trattazione del merito</strong> del ricorso. Sarà quella la sede nella quale il Collegio sarà chiamato a esaminare nel merito le questioni sollevate dalle parti, alla luce anche della documentazione che dovrà essere acquisita nei prossimi mesi. Il calendario stabilito dall’ordinanza introduce quindi una nuova fase del procedimento. Dopo la richiesta di acquisizione degli atti integrali, il giudizio proseguirà con il deposito della documentazione e successivamente con la discussione pubblica davanti ai giudici amministrativi. L’udienza di febbraio rappresenterà pertanto un momento decisivo per la valutazione delle contestazioni sollevate attraverso il ricorso contro lo scioglimento.</p>
<p class="isSelectedEnd">È importante sottolineare che l’acquisizione degli atti da parte del TAR <strong>non equivale a una decisione sul merito del ricorso</strong>. Il Collegio, infatti, non ha ancora stabilito se il provvedimento di scioglimento sia legittimo o meno. La decisione arriverà all’esito dell’esame delle questioni sottoposte al giudizio e della documentazione acquisita.</p>
<h2>Squillante: «Una vicenda che deve essere esaminata fino in fondo»</h2>
<p class="isSelectedEnd">Sull’ordinanza del <strong>TAR Lazio</strong> è intervenuto l’ex sindaco di <strong>Sarno, Francesco Squillante</strong>, che ha accolto il nuovo passaggio giudiziario sottolineando la necessità di una valutazione completa della vicenda.</p>
<h3>Francesco Squillante: «Accogliamo con serenità e fiducia questo passaggio»</h3>
<p>«Accogliamo con serenità e fiducia questo passaggio. Fin dall’inizio abbiamo chiesto che una vicenda così importante per noi e per la città di Sarno venisse esaminata fino in fondo, sulla base di tutti gli atti e di tutti gli elementi disponibili», dice Squillante, che ha evidenziato come, fin dall’inizio, sia stata sostenuta la necessità di un esame fondato sull’intero contenuto degli atti e ha interpretato l’acquisizione della documentazione senza omissis come un passaggio utile alla successiva discussione del merito.</p>
<p>«La decisione del TAR di acquisire la documentazione nella sua interezza e senza omissis consentirà al Collegio di affrontare il merito disponendo di un quadro completo. Continueremo ad affrontare questo percorso con rispetto per le Istituzioni, con fiducia nella Giustizia e con la serenità di chi è pronto a confrontarsi con ogni atto e con ogni fatto. Il 10 febbraio saremo davanti al TAR, come abbiamo fatto dal primo giorno: con determinazione e a testa alta», l’ex sindaco ha quindi confermato la volontà di proseguire il percorso giudiziario con fiducia nelle istituzioni e nella magistratura amministrativa.</p>
<p><a href="https://sestante.tv/2026/08/26/scafati-fratelli-ditalia-e-il-gazebo-della-convenienza-santocchio-dia-risposte-concrete/">Scafati. Fratelli D’Italia e il gazebo della convenienza, Santocchio dia risposte concrete</a></p>
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		<title>Campania è sotto assedio: l’escalation dei furti d’auto</title>
		<link>https://sestante.tv/2025/08/22/campania-e-sotto-assedio-lescalation-dei-furti-dauto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[sestante redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Aug 2025 12:45:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Nazione]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli e Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Ultima ora]]></category>
		<category><![CDATA[2025]]></category>
		<category><![CDATA[assicurazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Campania. Auto rubate, un business criminale da 90.000 colpi all’anno: assicurarsi costa troppo e le famiglie rinunciano alla copertura.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 data-start="1021" data-end="1049">Un fenomeno in crescita</h2>
<p data-start="1051" data-end="1354">Campania. L’Italia torna a essere terreno di caccia del crimine organizzato. Con quasi <strong data-start="1128" data-end="1162">90.000 vetture rubate nel 2024</strong>, i furti d’auto crescono del <strong data-start="1192" data-end="1216">31% rispetto al 2021</strong>. È un dato che non lascia spazio a interpretazioni: il fenomeno è tornato prepotentemente al centro dell’agenda della sicurezza urbana.</p>
<p data-start="1356" data-end="1637">La concentrazione territoriale è evidente: cinque Regioni da sole – <strong data-start="1424" data-end="1472"><a href="https://sestante.tv/?s=Campania">Campania</a>, Lazio, Sicilia, Puglia e Lombardia</strong> – raccolgono oltre il <strong data-start="1495" data-end="1512">77% dei colpi</strong>. A Napoli come a Roma, a Palermo come a Bari, parcheggiare non è più un gesto quotidiano, ma un atto di rischio calcolato.</p>
<h2 data-start="1644" data-end="1670">L’arma che non usiamo</h2>
<p data-start="1672" data-end="1893">Eppure, uno scudo esiste: la <strong data-start="1701" data-end="1730">garanzia Furto e Incendio</strong>. È l’unico strumento economico in grado di proteggere il cittadino dalla perdita definitiva del veicolo. Ma proprio dove servirebbe di più, viene usato di meno.</p>
<p data-start="1895" data-end="2110">Secondo l’Osservatorio <a href="https://www.segugio.it/" rel="nofollow noopener" target="_blank"><strong>Segugio.it</strong></a>, la penetrazione media in Italia è appena del <strong data-start="1975" data-end="1984">20,5%</strong>, con punte drammaticamente basse nelle Regioni più colpite: <strong data-start="2045" data-end="2065">3,7% in Campania</strong>, <strong data-start="2067" data-end="2085">4,5% in Puglia</strong>, <strong data-start="2087" data-end="2107">11,3% in Sicilia</strong>.</p>
<p data-start="2112" data-end="2364">Il paradosso è evidente: dove i furti sono più frequenti, le polizze sono meno diffuse. Il motivo è nei costi. In Campania, assicurare un’auto contro furto e incendio può costare fino a <strong data-start="2298" data-end="2317">431 euro l’anno</strong>, contro una media nazionale di <strong data-start="2349" data-end="2361">108 euro</strong>.</p>
<h2 data-start="2371" data-end="2396">Il costo della paura</h2>
<p data-start="2398" data-end="2661">A questi dati va aggiunto il peso dell’<strong data-start="2437" data-end="2448">Rc Auto</strong>, che in Campania sfiora i <strong data-start="2475" data-end="2493">740 euro annui</strong>. Un macigno sulle spalle delle famiglie che devono scegliere tra risparmiare o proteggersi. E così, accade l’impensabile: <strong data-start="2616" data-end="2658">chi rischia di più si assicura di meno</strong>.</p>
<p data-start="2663" data-end="2959">Come spiega <strong data-start="2675" data-end="2695">Emanuele Anzaghi</strong>, vicepresidente di Segugio.it: «I prezzi della garanzia Furto e Incendio sono legati alla probabilità che l’auto venga rubata, ma il consumatore valuta il costo assoluto e il proprio reddito. Il risultato? Un sistema che protegge di più chi ne ha meno bisogno».</p>
<p data-start="2961" data-end="3155">Guardando alla mappa, la <strong data-start="2986" data-end="2998">Campania</strong> resta la capitale del furto d’auto con oltre il <strong data-start="3047" data-end="3073">23% dei casi nazionali</strong>, seguita da Lazio (17,7%), Sicilia (14,4%), Puglia (11,8%) e Lombardia (10,8%).</p>
<h2 data-start="3162" data-end="3201">Tecnologia al servizio del crimine</h2>
<p data-start="3203" data-end="3434">Rubare un’auto oggi è diventato semplice, quasi banale. Non servono più grimaldelli e piedi di porco, ma <strong data-start="3308" data-end="3353">scanner, tablet e dispositivi elettronici</strong>. Una manciata di secondi e il veicolo sparisce, spesso senza lasciare traccia.</p>
<p data-start="3436" data-end="3653">Le vetture vengono <strong data-start="3455" data-end="3487">smontate e rivendute a pezzi</strong> o spedite all’estero. Recuperarle è quasi impossibile: chi non ha copertura assicurativa resta con un danno irreparabile e con l’ombra delle rate ancora da pagare.</p>
<h2 data-start="3660" data-end="3676">Conclusione</h2>
<p data-start="3678" data-end="4015">Mentre il Paese discute di <strong data-start="3705" data-end="3761">mobilità elettrica, incentivi green e guida autonoma</strong>, gli automobilisti combattono ancora con il rischio concreto di vedersi sottrarre l’auto sotto casa. Il furto d’auto non è una cronaca marginale, ma un’emergenza quotidiana che segna la distanza tra i proclami sulla modernità e la realtà delle strade.</p>
<p data-start="4017" data-end="4170">La guerra è aperta, e i numeri lo confermano: senza un ripensamento serio su costi assicurativi, controlli e prevenzione, a vincere resteranno i ladri.</p>
<p><a href="https://sestante.tv/2025/08/15/campania-la-sfida-contro-il-polistirolo-utilizzato-per-la-pesca/">Campania, la sfida contro il polistirolo utilizzato per la pesca</a></p>
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		<title>Salerno, sequestro beni per 10 milioni a Giovanni Citarella</title>
		<link>https://sestante.tv/2025/02/18/salerno-sequestro-beni-per-10-milioni-a-giovanni-citarella/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[sestante redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Feb 2025 12:30:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agro Nocerino Sarnese]]></category>
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					<description><![CDATA[Sequestrati beni per 10 milioni all’imprenditore Giovanni Citarella su ordine della Dda di Salerno. Società coinvolte in appalti per 450 milioni.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 data-start="0" data-end="63"><strong data-start="4" data-end="61">Salerno, sequestro da 10 milioni a Giovanni Citarella</strong></h3>
<p data-start="565" data-end="958">I <strong data-start="567" data-end="592"><a href="https://sestante.tv/?s=finanzieri">finanzieri</a> di Salerno</strong> hanno sequestrato beni per <strong data-start="620" data-end="642">10 milioni di euro</strong> all’imprenditore <strong data-start="660" data-end="682">Giovanni Citarella</strong>, su disposizione del Tribunale di <strong data-start="717" data-end="728">Salerno</strong> e su richiesta della <strong data-start="750" data-end="757">Dda</strong>. L’indagine ha rivelato il suo coinvolgimento in reati di <strong data-start="816" data-end="892">intestazione fittizia di beni, corruzione, turbata libertà degli incanti</strong>, illeciti fiscali e un tentato omicidio di stampo camorristico.</p>
<h3><strong>Società sotto sequestro</strong></h3>
<p data-start="960" data-end="1347" data-is-last-node="">Le società sotto sequestro operano nel settore delle <strong data-start="1013" data-end="1040">infrastrutture stradali</strong> e, tra <strong data-start="1048" data-end="1063">2021 e 2024</strong>, hanno ottenuto appalti per oltre <strong data-start="1098" data-end="1121">450 milioni di euro</strong> in <strong data-start="1125" data-end="1164">Sardegna, Lazio, Toscana e <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/campania/" rel="nofollow noopener" target="_blank">Campania</a></strong>. Secondo le indagini, le aziende sarebbero state finanziate tramite operazioni societarie riconducibili a <strong data-start="1271" data-end="1284">Citarella</strong>, che evitava di comparire ufficialmente nelle cariche sociali.</p>
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